Emergenze di serie B

Ci sono emergenze di serie B, o anche di categoria inferiore. Quella dei morti sul lavoro è una di queste, oggi a poche centinaia di metri da dove abito, si è consumata la tragedia di un uomo di 54 anni, caduto da un'altezza di 15 metri. 
Una storia di quelle che leggiamo ogni giorno, un nome tra i tanti, l'ennesimo in un elenco che non si vuole chiudere!
Quanta ingiustizia in una vita spezzata, contro un uomo che questa mattina, come tanti di noi, si è alzato, è uscito di casa, per andare a guadagnarsi il pane!
Da credente vorrei riuscire a pensare che il Signore lo accolga e conforti i suoi cari.
Da cittadina vorrei invece che si fermasse questa catena di dolore, anche con delle misure scomode, draconiane.

Da quando questo virus è entrato nelle nostre vite, non esiste altro, quasi fosse la giustificazione per trascurare anche quelle emergenze che ci portiamo dietro da sempre, come gli incidenti sul lavoro. Ma non solo.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

La verità è che tutti i lavori manuali hanno un certo livello di rischio. Anche con tutte le precauzioni, dipende dal famoso "fattore umano" che non si può eliminare. La fretta, la necessità di finire il lavoro in un modo o nell'altro, la distrazione per un altro pensiero, l'eccesso di confidenza, un attrezzo che si rompe e via via. In più, a volte si vedono delle cose da circo, ci sono millemila video su Youtube di gente in piedi su una scala tra le finestre di due palazzi o di gru che si ribaltano. Nella mia piccola esperienza ne ho vista una certa parte, sopratutto nei cantieri. D'altra parte, anche un certo numero di impiegati di banca ogni giorno ci lascia le penne andando al lavoro in motorino e chi va col bus si becca la Peste Cinese. Il rischio fa parte della vita, chi dice il contrario mente e chi ci crede è scemo.

UIFPW08 ha detto...

Dispiace apprendere queste notizie.
Non dovrebbero accadere.
Maurizio

Pier ha detto...

I controlli sono fatti solo su segnalazione, le procedure di sicurezza viste come un costo a perdere e poi c'è quella quota de io speriamo che me la cavo così italica da risultare quasi una vittoria quando passa senza conseguenze....

Anonimo ha detto...

Epperò farei presente che:

- gli immigrati "faranno i lavori che gli Italiani non vogliono fare".

- gli immigrati "pagheranno le nostre pensioni".

Ovvero, tradotto, visto che nelle fabbriche e nei cantieri ci si ammala, ci si fa male, a volte si muore, con buona pace dei sindacalisti rendiamo disponibile la "carne da cannone" importando gente che, non avendo scelta, è disposta ad ammalarsi, farsi male e a volte morire in cambio del magro stipendio.

Poi, non contenti, sempre confidando sul fine che giustifica i mezzi dei sindacati, sottraiamo le imposte versate a questi disgraziati col trucco di espatriarli prima che maturino il "diritto" (non lo dico io, sono parole del direttore dell'INPS).

Cosa potrà mai andare storto?
Cosa potrà essere dei "diritti dei lavoratori", che includono la sicurezza, in un mondo dove il potere contrattuale del dipendente è quello di un immigrato senza arte ne parte?

Tradizionalmente ci sono dei "settori" che assorbono la manodopera non qualificata. Ecco, quei settori adesso assorbomo manodopera non qualificata e disperata. Finché si tratta di strappare le erbacce al parco, potrebbe capitare l'incidente con la falciatrice e infatti quella la usa il caposquadra italiano. Diventa un problema con i corrieri che girano coi furgoni venendo dal Nicaragua. Quando parliamo del casino connaturato ad un cantiere edile o di una fonderia, è un altro paio di maniche. Ma il lavoro va fatto, altrimenti il lavoro sparisce. Quindi si fa la media, semplice ed inevitabile. Non c'è solo la raccolta del pomodori nei campi del Meridione.

Sentivo su Radio Radicale che, altro problema sottaciuto collegato a quello scritto sopra, le carceri sono piene di stranieri però anche volendo adottare misure alternative alla carcerazione, tipo la libertà vigilata, questi non hanno un domicilio, adesso ci sono e tra un attimo non ci sono più e quindi il meccanismo si inceppa. Oltre il fatto che molti di loro preferiscono vitto e alloggio nel carcere che domire per strada senza mangiare.

fracatz ha detto...

oggi nei cantieri ci sono molte più occasioni di inconvenienti rispetto ai cantieri di 100 anni orsono. Quello che mi rattrista è l'ipocrisia di tutti i caporioni che concedono indennità di rischio, cause di servizio e usure da lavoro a destra e a manca, senza nemmeno consultare l'elenco dei morti a fine anno e prendere nota del tipo di lavoro che svolgevano

Mirtillo14 ha detto...

Mi spiace molto per questa persona e per la sua famiglia. Non è possibile che una persona esca per andare al lavoro e non torni più !!

semola ha detto...

... al Sindaco del comune di Carrara (insegnante) ..
..."che recatosi sul posto ha proclamato per l’intera giornata il lutto cittadino, annullando le manifestazioni previste, tra cui la festa per la bandiera blu"...
... consiglierei di fare quattro passi alle cave ...

Alberto ha detto...

Quello sulla sicurezza sui posti di lavoro è un problema colpevolmente trascurato da sempre dai nostri governanti. Tanto che gli ispettori che dovrebbero fare i controlli sono di un numero estremamente esiguo rispetto agli altri Stati.

Alexander Biagiolius ha detto...

purtroppo in molte aziende la sicurezza non è un valore ,io prima da imprenditore ho sempre cercato di applicare le regole in maniera rigida pero prima sono dovuto cadere due volte fortunatamente da altezze che non hanno causato la morte.quell operario di cui scrivi non era sicuramente imbragato e ancorato solidamente -la mia proposta è :apri partita iva ,fai il corso sulla sicurezza dove ti mostro i vari incidenti-purtroppo interessano solo le morti covid quelle sul lavoro non sono ghiotte per i media rispetto alla pandemia pseudo

Ernest ha detto...

le morti sul lavoro sono trascurate da tempo ed è una vergogna nazionale

Mr. Loto ha detto...

Spesso non ce ne rendiamo conto ma rischiamo la vita tutti, quotidianamente e ripetutamente. Per ucciderci basta un fungo, un virus, una scivolata nella vasca o qualcuno che si ubriaca e ci investe... ovviamente questo non giustifica la mancanza di sicurezza sul lavoro. Purtroppo è sottovalutata perfino dagli operai che, troppo spesso, ho visto deridere caschi, imbragature e sbarre di protezione.
Buona serata.

Mariella ha detto...

Vero, non esiste altro e le tragedie quotidiane ormai sembrano arrivare da un'altro pianeta.

Marco Poli ha detto...

Da quando questo virus è entrato nelle nostre vite, non esiste altro, quasi fosse la giustificazione per trascurare anche quelle emergenze che ci portiamo dietro da sempre, come gli incidenti sul lavoro. Ma non solo.

Assolutamente vero.
Un flusso ossessivo e terrorizzante irradiato dal marzo dell'anno scorso, che ha portato le persone alla psicosi e alla distrazione da tutto il resto ... anche da sé.
Comodo, per il Potere Vero, come un coltellino svizzero.

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