Ho scoperto la musica del Faber tardi.
Anzi no, ho iniziato ad amarla tardi, intorno ai 35 anni, ma la conoscevo prima, da sempre perchè a mio padre piacevano De Andrè e Tenco e li canticchiava quando passava ore a strappare la gramigna in giardino.
Dori Ghezzi che nonostante abbia 80 anni è sempre biondissima e uguale a se stessa, come è noto, è la vedova di De Andrè.
È la donna che gli è stata accanto 24 anni, con la quale ha condiviso il successo e i momenti difficili, come il sequestro e la malattia.
Ora tra le mille e mille persone che dicono che al concerto di Deodato c'era Salvini, seduto vicino a lei, che onta, che disonore, la nipotina che tuona, lei che si chiama De Andrè ma mica vuole sfruttare il nome del nonno che non ha mai conosciuto e ci crediamo, come no?!
La qualunque oggi si sente il diritto che lei, la donna della vita di De Andrè, lei, immortalata nel testamento spirituale "Verrano a chiederti del nostro amore", eh, lei non ha mica capito come avrebbe reagito il Faber e cosa avrebbe detto lui a Salvini!
E no, queste cose Margherita non le sa, volevo dire Dori Ghezzi, insomma la vera depositaria dell'eredità morale delFaber, mica è la vedova, la compagna di vita, ma è la qualunque dotata di un profilo social!
8 commenti:
Brava, sei la prima a prendere le difese di Dori Ghezzi accusata di ogni nefandezza a proposito della sgradevole presenza di Salvini al concerto in memoria del Faber. Penso che gli si fosse seduta accanto non certo per piaggeria ma per difenderlo da prevedibili contestanzioni. E, in quel caso, avrebbe (e ha) difeso non il politico ma il diritto di esserci anche per persone di idee opposte alle sue e a quelle di De Andre’
massimolegnani
Avevo lasciato un commento (solidale e rispettoso) ma non compare, forse è nello spam o forse chissà dove
massimolegnani
Faccio veramente fatica a capire la nostalgia per gli anni in cui arrivavano degli energumeni a interrompere un concerto e fare seduta stante il "processo del popolo" all'artista reo di tradire il proletariato. A margine di questa considerazione che dovrebbe essere ovvia, mi domando anche perché pensi che De Andrè sia mai stato nella posizione di giudicare qualcuno, me, te, Salvini o chiunque altro. Come se scrivere e cantare canzonette, per dirla con Battiato, più o meno collegate al proletariato, gli desse una qualche patente di superiorità intellettuale o morale sul resto dell'umanità.
Non conosco l'opera del signor De Andrè se non per sentito dire, non sono un cultore della musica e meno ancora di quella dei "cantautori" per via della supposta "finalità sociale" con tutte le ricadute di cui sopra.
Direi che si vive anche senza, c'è più occasione di pensare per conto proprio invece di riciclare pensieri di altri.
Ho tardato a pubblicarlo!
La libertà è anche questa, lasciare intervenire un Salvini ad un concerto in ricordo di Fabrizio. Sicuramente una vecchietta genovese come me, che conosce i testi a memoria può asserire che Matteo non può capirli e condividerli.
Un pensiero sano e indipendente sulla vicenda. Il politico in questione può non piacere e a me non piace, ma potrà essere libero di apprezzare la musica di Faber se pur in apparenza lontana da certi suoi ideali? La nipote che cavalca l'onda social ha una saccenza fastidiosa e Dori Ghezzi è donna intelligente e libera.
... quello che ha risposto Dori Ghezzi mi pare in linea con ciò che dovrebbe pensare una di sinistra... «Io ho difeso un principio. Ho detto che non si caccia qualcuno da un concerto perché ha idee diverse dalle nostre» ... e per restare in tema possiamo dire ... "ma tutto questo Alice non lo sa!"....
Ho letto alcuni titoli sul caso, senza entrare nei dettagli.
Astraendo da essi direi che si tratta di un altro caso in cui le menzogne, i deliri spacciati ai creduloni dalla sinistra vengono demoliti dalla brezza della realtà (sono talmente e fragili e assurdi che non serve certo una burrasca).
In questo caso è la panzana de la inclusione una cosa che più viene ripetuta a pappagallo più è un falso.
Non c'è alcuna inclusione che tenga, se non nelle narrazioni per ebeti.
Qui arriva il signor Salvini e molti degli "includenti" hanno travasi di bile e vorrebbero escluderlo e, possibilmente, anche con modi spicci.
I predicatori delle inclusioni sono persone represse animate dal demone di escludere quanto prima coloro che non sono della loro setta di dementi.
Un po' come gli anti-odiatori che sono fenomenali odiatori, o gli anti-fascisti più violenti dei fascisti, eccetera eccetera.
Ecco un caso dei molti di pensiero e fede ideologica nell'assurdo.
Poverini.
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