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19 settembre 2023

Giorni brevi

Io continuo ad avere cose da buttare e non me ne capacito. Ieri ho buttato una borsa, un paio di ciabatte, una pentola a pressione. Sto cercando un nuovo proprietario per libri che non leggerò/rileggerò più. 
Ho regalato un libro di archeologia a uno studioso, era il ricordo di un mio ex soprintendente, mi ricordo quel giorno di maggio in cui me l'ha regalato, ma era un libro che avevo fermo, intonso da anni e non va bene, dato che la funzione principale, esclusiva anzi del libro è quella di esser letto.
Ho altri libri, legati ad altri ricordi, che devo dare via: lo spazio di casa è prezioso e serve solo per ciò che è utile.
Ora che non ho più l'impegno dello studio, non mi ritrovo una disponibilità generosa di tempo, ma sempre giorni veloci nei quali recupero le attività trascurate da mesi, tipo mettere in ordine gli strofinacci nei cassetti o buttare via i cosmetici dell'era pre-covid.
Quando mi piazzo sul divano a leggere, arrivano i gatti di risulta: la Milly vuole puppare come se fossi mamma gatta, mi si attacca a un'ascella ed è tutta felice così. Perseo mi si piazza accanto e dorme. 
Il mio compagno non è contento, dice che ho preso due gatti scemi e va in crisi quando vede la gattina di un nostro amico che è una silvestrina come Miro, molto affettuosa. 
In effetti siamo passati da avere un gatto che viveva in simbiosi con noi, a due gatti che si, magari si sono affezionati, ma vivono la loro vita, non quella della nostra famiglia, come faceva Miro. 
In questi giorni veloci penso che manca poco più di un mese al mio compleanno e quest'anno sono 53 anni e insomma, la vita in cui potevo fare qualcosa di meglio, realisticamente è alle spalle. Pure con il lavoro: mi mancano 14 anni alla pensione, i migliori sono andati nelle attese, trottando, ripartendo, ricominciando, sgobbando. 
Adesso lavoro veramente molto, ma non ho più l'illusione di raccogliere qualcosa, se non il fatto di fare a pieno il mio dovere nelle ore nelle quali sono in servizio.
Nei giorni scorsi una sindacalista mi ha fatto notare che tendo a sminuirmi da sola: cosa cambia se invece mi valorizzassi ? 
In 23 anni mi sono assunta impegni,percorsi di studio privati, a pagamento, incarichi extra, insomma ho cercato sempre di spiccare, poi quando c'è stata una progressione economica, l'unica in 23 anni, sono passata al pari di gente che ha un triennio di superiori. 
Chiaramente non è solo una questione economica, ma appunto di riconoscimento.
E insomma!