Pomeriggio infrasettimanale di un mese che non aspetti altro che passi. Spingo il carrello lungo le corsie della Coop. In un angolo spicca un assembramento di decorazioni natalizie. Che odio. Il vitello d'oro rende ogni occasione speciale, ogni ricorrenza,un carnevale.
Il mio spirito cristiano si rivolta contro i gnomi dal cappello a punta e le palle finto shabby.
Sfilo tra i dentifrici e i saponi liquidi e le relative ricariche.
Attraverso due ali di detersivi: gli igienizzanti da una parte, dall'altra quelli per il bucato. Che poi io compro sempre Dash e Perlana, li piglio quando sono in offerta, ma non riuscirei a utilizzare altro.
La musica sullo sfondo e a un tratto inizia, inconfondibile, Loredana Bertè:
"Che strano uomo avevo io , con gli occhi dolci quanto basta,per farmi dire sempre
Sono ancora tua; e mi mancava il terreno, uando si addormentava,sul mio seno, e lo scaldavo al fuoco umano della gelosia...".
Struggente, intensa. Ascoltata mille volte e ogni volta mi fa emozionare.
E mi giro. E vedo la commessa ricciola che mette la merce sullo scaffale. E la signora bionda con il trench e il foularino. La signora corpulenta dai capelli grigi con il marito. La mia coetanea con la borsa di LV che mi sembra un po'persa.
Ci siamo tutte in questa canzone, lo so. Lo sento.
"Accecato d'amore, mi stava a guardare...sei bellissima, sei bellissima, na na na... "
Grazie Loredana, grazie anche a nome di tutte queste donne, che mentre come me ti ascoltano, vibrano nel ricordo di un amore appassionato e tormentato , nell'unicità di un momento in cui ciascuna di noi è stata , come la tua protagonista, bellissima!