doni dionisiaci

menade al teatro di Luni

Dopo che Dioniso fece il suo debutto a Tebe, in quella città, passata l'euforia ci furono un po'di problemi. Penteo ucciso da sua madre,lei, Agave disperata, Cadmo amareggiato etc. Ora Euripide non fece in tempo a scrivere come proseguì la faccenda perchè morì quindi la sua tragedia fu rappresentata postuma.
Ad ogni buon conto, nei fatti, i Tebani penarono non poco a far rientrare le menadi, cioè le donne che seguivano il culto del Bromio, dal Citerone, il monte in cui si erano ritirate in compagnia del dio, così che i sondaggi non lo davano più per favorito. 
Riuniti a consiglio gli dei gli dissero "Dioniso è meglio che ti defili per un po', giusto il tempo che le cose tornino al loro posto, cioè le femmine se ne tornino ai telai e gli uomini a dominare i destini delle poleis come hanno sempre fatto". Cioè con il sangue e la violenza.


Dioniso ci rimase molto male, dato che lui sentiva proprio come un suo compito precipuo quello di emancipare quanti venivano esclusi dalla polis, le donne in primo luogo, ma anche i poverissimi e quanti erano così alieni dal sangue, che rifiutavano le ragioni della guerra, che era la virtù dominante del tempo. Che lui l'aveva detto subito una volta fatto il suo ingresso a Tebe: "Io sono il dio della Pace..."


Afrodite in persona andò a consolare il giovane dio e gli disse:"Vuoi andare tra gli esclusi? tra gli ultimi? tra i reietti? scusa ma perchè non vai tra i liguri apuani? ". E la bella Afrodite nel augurargli buon viaggio lo baciò, stando bene attenta che in quel momento passasse di là Apollo, così che a lui fossero evidenti le preferenze della dea. 
Perchè l'Amore vuole l'Ebbrezza. Perchè l'amore e le sue passioni, non si giustificano con il logos.  E Apollo, un po' stizzito, passò innanzi.
E allora Dioniso riparò in Apuania e i liguri apuani accolsero amichevolmente quel giovane dai cui riccioli scarmigliati spuntavano tralci di vite. Loro nel frattempo erano tristi perchè avevano subito una pulizia etnica e i Romani gli avevano tagliato le vigne al ciocco.
Dioniso non li poteva vedere i Romani, che oltre tutto di lui e del suo culto non capivano niente e allora si adoperò per restituire a quella povera gente che aveva perso la libertà, quanto meno il nettare del vino.
E allora girò a lungo per le contrade ad un tempo aspre, ad un tempo dolci di Apuania e quando trovava un posto che gli piaceva si toglieva una frasca di vite dai capelli e la piazzava in terra.
Va detto il figlio di Zeus e Semele che non ci andava da solo a fare quei giri, ma ogni tanto lo seguiva qualche ragazzotta del posto, qualche menade autoctona insomma. Giovane e bello com'era, non sapeva mai decidersi a prendersi una sola fidanzata, ma non perchè fosse un farfallone, semplicemente perchè amava le donne in generale. E le donne amavano lui, anche perchè era il dio della Pace. E allora il Bromio diceva a una delle Cinque Terre "se vuoi un vino che ti assomigli,di un colore biondo scaldato dal sole come i tuoi capelli, suadente come la tua voce, prezioso come la tua amicizia, devi darmi un bacio".
Sulle colline di Candia invece ebbe a dire a una menade il giovane dio:"Se vuoi un vino allegro come il tuo sorriso, dolce come la tua bocca,prezioso come un giorno di festa, devi darmi un bacio!" . 
E sui Colli di Luni si rivolse così a una fortunata "se vuoi un vino diretto come le tue passioni, fruttato come l'estate, indimenticabile come solo tu sei, devi darmi un bacio". E così via. E ogni volta un bacio benediceva il tralcio di vite messa a radicare.
E fu così che Dioniso in persona, ci diede i nostri vini e che vini! non certo gli Etruschi o i Romani, come sostengono arbitrariamente i libri di Storia, che dopo aver cercato di cancellare la nostra identità, hanno voluto negare anche il legame tra noi e il dio dell'Ebbrezza, che amò invece tanto questi luoghi e chissà prima o poi farà pure ritorno.
Almeno io lo presumo dato che sul Caprione ci sono ancora i "cavanei", delle grandi strutture in pietra dove un tempo abitavano le nostre menadi. Una volta quando facevo la boscaiola ho passato un pomeriggio intero a liberarne uno dai rovi e io credevo che fosse una cosa un po'insensata agli occhi altrui quella in cui mi ero imbarcata e invece le mie colleghe si sono precipitate ad aiutarmi con i loro penati. E mentre tagliavamo i rovi, ci si attorcigliavano alle braccia tralci di edera e di salsapariglia e ci dicevamo l'una con l'altra "per le menadi! per le menadi!" E giù colpi con il penato. Dunque può essere che una menade ci abbia ascoltate e risvegliata dal suo lungo sonno, ora sia lassù,sul Caprione in attesa del dio.


nota di Sara: questo post è del 2008, lo riciclo perchè stasera volevo scrivere una cosa, ma è tardi.
Questo post rappresenta una parte della mia vita, o almeno di quello che è stato nel mio approccio tra il "naturale" e "sovrannaturale", che troppo spesso mi appaiono contigui.
questo post è una dedica al mio territorio, alla mia terra apuana, che amo smisuratamente, come direbbe Yeats "luoghi più cari della vita stessa".

13 commenti:

Francesco ha detto...

secondo me è come la storia del vichingo

Sara ha detto...

come sarebbe?

Costantino ha detto...

Secondo me,non c'è solo Euripide
ma c'è anche una grande ironia
non inferiore a quella del sommo Aristofane!

UnUomo.InCammino ha detto...

I romani che furono grandi conoscitori della societa' e dei sistemi del potere, bandirono drasticamente le feste dionisiache per la plebe.
Eh!? Certi vizietti non sono imputabili solo alla Chiesa o ai govern(astr)i attuali. Sono ancora piu' antichi.
Le persone felici e libere non sono controllabili.
Lo avevano capito gia' 2000 anni fa.

diego56 ha detto...

un post bellissimo

fracatz ha detto...

che culo quel Dionisio, se ci fosse stata la peronospora non sarebbe esistito

Ernest ha detto...

e hai fatto bene a riproporlo!

UIFPW08 ha detto...

Il post è sempre bello..come tutti i tuoi Sara.
Un abbraccio
Maurizio

UnUomo.InCammino ha detto...

Sei stata musa e stimolatrice intellettuale efficace, stimolante. :)

Giò ha detto...

La vicenda di Dioniso è qualcosa che somiglia molto a "mettete dei fiori nei vostri cannoni", o fate l'amore e non la guerra! Chissà perchè della mitologia ricordiamo più facilmente Marte o Diana. Divinità di primo piano che stimolano la crescita, fanno alzare il PIL, mica come quel fannullone di Dioniso. Secondo me oggi sarebbe un dipendente statale.

Mariella ha detto...

Bello il post. Hai fatto benissimo a riproporlo.
L'amore per la tua terra traspare molto spesso da ciò che scrivi.

nonno enio ha detto...

ma non era quel Dioniso il Dio del vino, dell'estasi e della liberazione dei sensi... non era il mio, io preferisco la birra, sopratutto quando vado a mangiarmi una pizza

Kylie ha detto...

Una terra toccata da un dio non è mica cosa da poco. Ottimo post lo stesso anche se riproposto.

Buona domenica cara!