25 agosto 2014

il mostro d'oro


No, non se ne può più! che ogni efferato delitto venga accompagnato dal solito ritornello: era depresso, la moglie l'ha lasciato, ha perso il lavoro, il cane, l'ombrello!
Ma basta! ma tacete una buona volta, trinceratevi nel vostro dolore, ma non giustificate il mostro!

Che poi paiono andare di moda queste antigoni da salotto televisivo pomeridiano , come la sorella del rambo che "era un ragazzo d'oro!".
Ma stai zitta piuttosto! mio fratello è un ragazzo d'oro, mio fratello si, che va in bici, legge libri, lavora, mi vuol bene, lui è un ragazzo d'oro, il tuo no, il tuo è un mostro!
Io conosco un mucchio di ragazzi d'oro che in questo momento hanno il sangue alla testa dalla rabbia per ciò che ha fatto il tuo ragazzo d'oro!
E queste vite stroncate? La giovane donna di ieri,  lei in Italia a lavorare, a fare la colf che non è un lavoro dei più leggeri, tanto meno dei più pagati, oltre tutto con il cuore rivolto al suo Paese dilaniato dalla guerra. Magari lavorava per mantenere la sua famiglia, chi darà adesso un futuro a queste persone?
Poi questi mostri che pateticamente cercano di suicidarsi, spesso non ci riescono, eventualmente uno se vuole si butta dalla finestra, come poteva fare il padre assassino della bambina di 18 mesi, quello che ha telefonato alla moglie dicendo che "aveva fatto un casino". Ma la di lui madre ha detto che c'erano problemi nella coppia, che la moglie lo trattava come uno zerbino. A si?! Che cara nonnina!
Ma stai zitta! evita di dire  belinate davanti a un microfono!
Io credo che questi individui siano persone infantili, anafettive, quando non dipendenti da cocaina e con un pregresso di pastiche da sballo, dubito che siano depressi ed anzi è indegno verso chi è affetto dalla depressione giustificare questi accoltellatori.
Così come giustificare le stragi domestiche con la perdita del lavoro. Ma anche i giornali! E quel tale che ha sterminato l'intera famiglia, forse, non si sa, forse perché aveva un figlio disabile...
Vergogna! ma come si fa a giustificare un nesso così idiota e offensivo?
Tutti viviamo o abbiamo vissuto lutti, sofferenze, situazioni economiche incerte, questioni parentali etc. le affrontiamo, le subiamo, le superiamo, le ignoriamo...la vita è così!
Posso anche mettermi a nudo e dire che tanto visto che di galera questi individui se ne fanno sempre troppo poca, mi è nota la vicenda di un tale che ha scaricato 14 colpi di pistola contro la sua ex, colpevole di avere interrotto la loro relazione,  dopo 7 anni era già fuori, posso dire che ne preferisco uno morto come il ragazzo d'oro ucciso ieri dai poliziotti, piuttosto che sapere che tra tra qualche anno ci sarà di nuovo un mostro in giro, capace di uccidere di nuovo.
Alle vittime non è data una seconda opportunità di vita, ai mostri si, trovano sempre un prete un'associazione, un affidamento che si adopera per la loro redenzione. Come il mostro del Circeo che finì a fare l'assistente sociale. O come un tale, che stava scontando l'ergastolo per 5 femminicidi,  che dopo 14 anni ottenne la semilibertà e per lui si mosse anche don Gallo, convinto della sua innocenza. A me don Gallo non è mai stato simpatico, anche perché i preti primedonne non mi hanno mai convinta, in ogni caso il suo protetto, una volta uscito di galera, il vezzo di uccidere prostitute brutalizzandole non l'ha perso ed è così che ha assassinato altre 4 donne, ma è sospettato di una decina di delitti. 

15 commenti:

Francesco ha detto...

don gallo stava sul cazzo anche a me, come quasi tutti i preti, soprattutto quelli che difendono gli indifendibili.

la cultura cattolica è il vero problema di questo paese, con il suo perdonismo peloso e dilagante

diego ha detto...

in effetti questa faccenda del «recupero» la posso comprendere quando il soggetto è stato pizzicato per qualche furtarello, per qualche reato non di sangue, ma l’idea di recuperare un assassino mi lascia abbastanza perplesso

le mamme pietose del proprio figliolo poi sono a mio avviso da capire umanamente, ma nel loro silenzio, non certo da amplificare col microfono aperto sul mondo, da ergere a figure patetiche del circo mediatico

comunque è vero che c’è un problema di immaturità di genere non banale, che va affrontato non per giustificare ma per far assumere ai soggetti il senso della responsabilità

la cattiveria maschile non è invenzione recente, c’è sempre stata, ma fra gli aspetti di una certa cultura maschile tradizionale c’era almeno un certo autocontrollo, invece questi bimbetti son più pericolosi dei maschilisti del passato

Sara ha detto...

Ma il recupero è un atto dovuto verso chi sbaglia, è un impegno di civiltà dare la possibilità di una vita diversa ed è giusto. Poi magari ci sono modi anche utili di scontare la pena, piuttosto che la galera, ma questi mostri non si redimo. Se non si ammazzerebbero da soli.
E queste figure che hanno intorno, è umanamente giusto che stiano accanto al loro congiunto, ma appunto, a microfoni spenti.

Anonimo ha detto...

Io sono d'accordo con te.

Mi fa infinitamente rabbia quando le vittime sono bambini. Non che ritenga lecito ammazzare mariti o mogli, eh?

Pero', porca miseria, tutti hanno guai più o meno gravi. Se chiunque avesse un guaio ammazzasse un familiare che ritiene vessatore, allora ci sarebbe almeno un omicidio per famiglia.

E' che i delitti di sangue non sono giustificabili in nessun modo. Un po' di silenzio farebbe molto meglio a tutti.

B.

Federica ha detto...

per me tutto sta nel lavorare sull'autostima delle donne, che spesso stanno con questi mostri fino all'ultimo momento convinte che in fondo si comportino così per amore, e sugli uomini, che crescono in una cultura macista per cui donna e figli sono di tua proprietà.

Bisogna distinguere tra il lapsus di rabbia e una cultura che ti avvolge di rabbia e prepotenza verso chi è più debole.

Claudia ha detto...

Quanto hai ragione, Sara.
Tutti questi tizi che uccidono coniugi, ex coniugi e assimilati o addirittura i figli. Ma anche quelli che coniugi e figli li fanno vivere nel terrore di abusi e violenze.
Ognuno di loro ha giustificazione.
Io sono la prima a voler capire il "perché" delle cose, ma non per reati così gravi. Questi non hanno giustificazione o se l'hanno non ha valore.

Poi chissà perché quasi tutti tentano il suicidio, ma ben pochi ci riescono. Uccidere i figli al contrario gli è riuscito benissimo.
Commento inutile, non sto dicendo niente di diverso. Solo per esprimere la rabbia per queste cose.

Capisco che si possa non essere in grado di seguire un figlio disabile, come a volte anche un bambino in generale. In questi casi meglio affidarlo ad altre persone.

Sara ha detto...

io ho trovato vergognosa la giustificazione azzardata che quel tizio che pochi giorni fa ha sterminato la sua famiglia, fosse mosso dalla preoccupazione di assistere il figlio disabile. Mi ripeto, è un'ipotesi altamente offensiva verso le famiglie o i singoli genitori che affrontano queste situazioni.

Ele781 ha detto...

Completamente d'accordo.
Nessuna giustificazione!

Se sei depresso e vuoi farla finita ti butti TU dalla finestra, non accoltelli tua figlia.

Credo, tra l'altro, che bisognerebbe piantarla di mostrare tutto quel che sta intorno al fatto.
La gente sta diventando morbosa...

L'Italia, purtroppo, è quel paese dove uno condannato all'ergastolo può uscire di prigione e, per non farsi mancare nulla, gli trovano anche un lavoro.
Alla faccia di chi è in cerca davvero di un lavoro.

fracatz ha detto...

la religione cattolica, quella di porgi l'altra guancia e l'attaccamento delle madri ai propri figli maschi tanto da farsi odiare dalle nuore sono la causa di questi fatti sconcertanti, perchè le donne ottenebrate dall'amore, poverelle, non si accorgono nemmeno con chi hanno a che fare, pazzi, violenti ed alcune poi addirittura ci godono a farsi gonfiare di botte o a farsi fare cose che non desiderano nemmeno lontanamente

Gianna Ferri ha detto...

Cara Sara, sono completamente d'accordo con te.
Uno decapita una persona con la mannaia, e di lui si dice che era un bravo ragazzo...

Buona serata.

Lorenzo ha detto...

Siamo di fronte a tre problemi differenti.

Il primo problema è confrontarsi con certi abissi di follia, cercando di razionalizzare eventi mostruosi. Qui non si tratta solo di cosa pensare o cosa scrivere in un blog, si tratta anche di come la comunità nel suo insieme deve comportarsi, dei delitti e delle pene. Faccio presente che Corona, per il solo fatto di essere un gaglioffo ha preso 15 anni. A uno che stermina la famiglia cosa gli vogliamo dare?

Il secondo problema è che nella epoca corrente nessuno si prende la responsabilità di alcunché.

Il terzo problema è che quello che noi sappiamo degli eventi è quello che ci viene raccontato dai "media" e i "media" tutto fanno tranne che elencare e descrivere i fatti. Per cui trovo abbastanza inutile andare a fare le critica del racconto e tizio dice una cosa, caio ne dice un'altra e la mamma e la sorella e il parroco e l'avvocato, eccetera. E la TV dove gli "esperti" discutono con tanto di plastici del luogo del delitto. Sul fatto di persè si costruisce tutta una letteratura di genere.

Forse meglio il silenzio.

Sara ha detto...

Lorenzo credo che a Corona abbiano applicato il diritto penale vigente e dubito che gli siano mancati i soldi per pagarsi gli avvocati. Ci si è messo d'impegno, questo si.

Lorenzo ha detto...

Anni fa ti avrei dato ragione, poi ho imparato che la cosiddetta "giustizia" non viene amministrata con perfetta e cristallina logica meccanica ma viene ammannita come fa il cuoco del ristorante ai clienti. E tu sai che quando vai al ristorante è meglio non guardare cosa fanno in cucina, altrimenti ti viene da vomitare e non ci torni più.

In soldoni indagini, processi e condanne non dipendono dalla "legge", dipendono più dalla volontà degli "addetti ai lavori" che fanno ampio uso e talvolta abuso di discrezionalità. Tizio passa col rosso e si fa 20 anni in galera, Caio ammazza tre persone e in poco tempo è fuori. Mario viene processato per direttissima e le accuse a Luigi cadono in prescrizione. Eccetera eccetera. A prescindere dalla legge, dalle prove e compagnia teorica cantante. E' tutto discrezionale.

Poi certo che gli "addetti ai lavori" hanno tutto l'interesse a vendersi come vestali del Dio del Diritto invece che macellai col grembiule lercio e la cicca in bocca. Tanto, sempre a proposito della responsabilità, tutto il circo è completamente auto-referente.

pontos pontos ha detto...

Ciao Sara! È vero, tutti subiscono o hanno subito traumi, situazioni brutte o altro ma credo che nessuno di noi che ne stiamo parlando sappia veramente cosa può succedere nella testa di una persona, la mente può distorcere la realtà di chi vive alcune situazioni e può portare a fare cose terribili senza quasi rendersene conto o meglio, rendendosene conto in un altro mondo, in un altra realtà che noi gente normale non riusciremo mai a capire. Proprio ultimamente un ragazzo della mia età si è tolto la vita e apparentemente non aveva mostrato nessun segno che potesse dare impressione di malessere. La vicina di casa e la madre hanno dichiarato 'L'eva inscì un bravo tus' che nel nostro dialetto vuol dire: 'Era così un bravo ragazzo'. La mente può portare in luoghi che nemmeno possiamo immaginare. Ora, non per questo giustifico qualcuno ma parlarne con superficialità e rabbia è facile, troppo.

Se posso farmi odiare ancora un po' voglio dire una cosa che sinceramente mi fa incazzare molto, moltissimo. La vogliamo smettere di dare la colpa di tutto alla chiesa? È ridicolo se non offensivo. Di sbagli ne ha fatti e ne farà ma è l'unico organo che in questi tempi sta dando davvero una mano a chi ne ha bisogno, che sta combattendo contro una cultura sempre più egoista e indifferente dei problemi altrui. Qui l'unica persona che sta aiutando la gente bisognosa con un negozio di alimentari a prezzo molto contenuto per famiglie è un prete quindi non facciamo di ogni erba un fascio per favore.

Io poi sono per metà Italiano e so per certo che il paese non va a rotoli per colpa della chiesa! Una politica assurda e semi-corrota può essere la causa? Una cultura trasmessa dai media superficiale e priva di ogni valore? Una mancanza di onestà monetaria nei riguardi di uno stato che si trova in bancarotta? Parenti miei ai tempi d'oro sono andati in pensione a 45 anni così come metà del paese, gli stessi hanno poi costruito case e fondato aziende che facevano del lavoro nero il pane quotidiano!

Ora chi vuole insultarmi lo faccia, non ci sono problemi!

Kylie ha detto...

Mio fratello è davvero un ragazzo d'oro, per tutti questi dementi non trovo alcuna giustificazione.