24 agosto 2014

maleducate di genere

Il treno è un regionale di quelli che le piccole stazioni se le fa proprio tutte. E'un treno che devi prendere per forza a quest'ora, non ci sono alternative più confortevoli, un buon libro può aiutare. Ora che ci penso, all'andata eravamo in uno scompartimento, cinque  viaggiatori su sei, con un libro in mano, una percentuale da record, anche se due ragazze erano inglesi, restava il sesto escluso, senza libro, a scorrere i polpastrelli sullo schermo del suo telefonino. 
Non che io mi aspetti di viaggiare con una compagine di redivive Jacqueline Onassis, Audry Hepburn e Grace Kelly, ma stasera mi sono imbattuta in un campionario di cialtrone, forse si erano date appuntamento sulla stessa carrozza! 
Una donna  sui 67, 68 anni, che assomigliava a mamma Ebe e  che viaggiava con il figlio, ha dormito per tutto il viaggio, rovesciata sui sedili, con tanto di piedi nudi e lozzi, che toccavano ora lo schienale, ora la seduta dei seggiolini. E russava sonoramente, tant'è che quando il treno si fermava nelle stazioncine, io, pur camuffando, mi tappavo le orecchie per non sentirla.
Poi due ragazzotte normolinee che tuttavia si sono mosse con la grazia di lottatori di sumo, da che sono salite sul treno, così che credevo volessero sfondare il pavimento del vagone cacciandovi pesantemente sopra le loro valige. Quindi hanno conversato sgraziatamente a voce alta per il resto del viaggio, con un trito di espressioni tipo "loggicamente", "va bbbbeeeeh""amò" .
Non sono mancate le due signore, una dell'est e una orientale, che hanno intavolato accese discussioni telefoniche a voce alta con i loro malcapitati interlocutori, incuranti del monito kantiano che se pretendi che un tuo comportamento sia lecito, devi innalzarlo al rango di legge universale: vale a dire, siamo in venti sul vagone, se tutti e venti ci mettiamo a sbraitare al cellulare cosa succede?
A tratti osservavo pochi seggiolini più in là , compito, un giovane uomo, con gli occhi neri e il sapor mediorientale, con in testa un copricapo insolito per le nostre latitudini, che a indossarlo ci vuole un po'di temerarietà di questi tempi, non mi stupirei se innanzi a questo catalogo multietnico di maleducazione diventasse  razzista. O quanto meno misogino.

9 commenti:

Lorenzo ha detto...

Dipende dalla definizione di "maleducato". Ci sono persone che scontano handicap di ogni tipo, fisico e mentale. Ci sono persone per cui una cosa che per te è "maleducata" è semplicemente normale, per esempio qualsiasi anglofono ti dirà che gli Italiani fissano la gente o che vengono troppo vicino e ti toccano, tutte cose che li sconcertano e/o li mandano in bestia.

Tornando a Kant, la cosa si può leggere nell'altra direzione, quando sei a Roma fai come i romani.

Francesco ha detto...

e a volte capita. io però suggerisco una carrozza più vicina alla locomotiva. gli improbabili si fermano prima

UnUomo.InCammino ha detto...

Ihihih
Ben?venuta nel rozzo cialtronismo di egoici incontinentemente esuberanti.

Sara ha detto...

tutte donne le mie maleducate compagne di viaggio, accipicchia!

Primo Junior ha detto...

Comunque ti è andata bene. Se ci fosse stata la nostra tribù sarebbe finita con il banchettare tutti insieme. Hai mai provato il pane tostato sopra il motore della locomoriva? Spalmato con le conserve che le nostre mamà preparano con amore, e fatto scendere con del buon vino, penso che il tuo post sarebbe stato diverso. Ps: ieri ho acconpagnato un amico alla stazione, direzione Milano. Quando sono andato a casa sua per prenderlo, suo padre aveva prepararo la cucuzza fritta con sopra il sale grosso. Durante il tragitto l'ho preso per il culo raccomandadogli di mangiare la cucuzza da Bologna in su, e in presenza di un paio di ragazze. Chissà se ha seguito i miei consigli....mi tocca telefonare per sapere come è andato il viaggio e riprenderlo di nuovo lì. Ciao...un bacio!

diego ha detto...

in effetti si prova nostalgia per la buona vecchia buona educazione, un po’ troppo sottovalutata per decenni

Claudia ha detto...

Nel tuo repertorio non hai mai incontrato il mio ex coro.
In metropolitana, di ritorno da un concerto, persi dall'entusiasmo canoro che ancora ci permeava, abbiamo cantato inni gospel. Già tanto che non ci hanno messo in mano qualche monetina!

unpodimondo ha detto...

Il treno e i mezzi pubblici, come la scuola pubblica, la corsia dell'ospedale e (per chi l'ha fatto) il militare sono gli unici posti in cui non puoi scegliere i tuoi compagni d'avventura... E così, nel bene o nel male, trovi uno spaccato completo dell'Italia... anche di quella che di solito non frequenti.

Sara ha detto...

il treno lo prendo spesso, in effetti questa volta c'era una bella selezione, più di frequente c'è il solito con i piedi sul seggiolino o le interminabili conversazioni al cellulare.