25 giugno 2016

State vobis!

In fondo un'adesione quale quella di Londra all'Unione Europea e'sempre stata incerta e l'incertezza e'alla lunga destabilizzante.
Mi dispiace sapere che i giovani volevano restare e sono stati "vecchi"a voler guardare al passato. 
Mi dispiace inoltre che tanti italiani abbiano la memoria corta , perche' se siamo sopravvissuti a situazioni come il crak parmalat e le speculazioni sui bond - spazzatura degli anni scorsi e'stato merito dell'Europa.

Per altro quel tale che si vantava di fare il presidente a tempo perso -cioe'quando non si dilettava con prostitute che per eta'potevano essere sue nipoti - ecco, se non ci fosse stata l'Unione, avrebbe fatto ben peggio di quello che ha fatto. 
D'altro canto se non c'e' comunita'di valori e di diritti, se c'e'il timore a rivendicare la nostra Storia, le stesse radici cristiane dell'Europa, un'identita'anche geografica -la Turchia non e'Europa - se le leggi devono continuare a valere solo per i fessi, poi non ci si deve soprendere che quest'Europa non piaccia a nessuno.

9 commenti:

fracatz ha detto...

in effetti i bobboli latini hanno proprio bisogno di un tutor
NOI del partito degli under 70.000 avevamo nel programma un referendum per essere annessi dalla germania, però poi l'abbiamo tolto, sarebbero stati soldi buttati il bobbolo ancora non è alla fame

Lorenzo ha detto...

Non posso credere a quello che leggo in questo post.

Lorenzo ha detto...

Sara, io suggerirei di chiarire prima il senso delle parole.
Cosa significa "questa Europa"??

Cito l'odiata Wikipedia:
"Il primo che usa il termine con un significato assai pertinente alla fine del VI secolo fu l'abate irlandese San Colombano, futuro fondatore dell'abbazia di Bobbio, che lo citò (tutus Europae) in una delle lettere al papa Gregorio Magno. Anche il monaco Isidoro Pacensis, usò il termine per indicare i soldati che sotto la guida di Carlo Martello, avevano combattuto a Poitiers (prospiciunt Europenses Arabum tentoria, nescientes cuncta esse pervacua). La battaglia aveva assunto infatti un grande valore simbolico: l'Occidente cristiano idealmente rappresentato dall'Europa, che aveva fermato l'espansione araba; e quindi Isidoro aveva usato l'aggettivo "europeo" per attribuire un'identità collettiva ai guerrieri che avevano fermato gli invasori musulmani."

Ricito:
"(la Comunità Europea ndr) nasce il 25 marzo 1957, quando sei Stati (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi) firmano i trattati di Roma, che entrano in vigore il 1º gennaio 1958, dando così vita effettiva alla Comunità economica europea (abbreviata in CEE).
La parola economica fu rimossa dal nome a seguito del Trattato di Maastricht (1992) che fece della Comunità europea (CE) il "Primo pilastro" dell'azione dell'Unione europea (UE)."

Ricito:
"L'Unione europea (abbreviata in UE) è un'unione politica ed economica di carattere sovranazionale, che comprende 28 paesi membri indipendenti e democratici del continente europeo. La sua formazione sotto il nome attuale risale al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1º novembre 1993), al quale tutti gli stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle Comunità europee precedentemente esistenti[11]."

Prego notare:
1. la Europa si definisce in sostanza come l'insieme dei popoli latino-germanici del primo medioevo e si definisce per CONTRASTO, ovvero in opposizione alla "comunità" dell'Islam. I popoli slavi sono fin da allora periferici (ragione per cui i Russi per es. hanno un rapporto ambiguo con il concetto di "europeo").

2. l'interruttore che ha dato il via a tutti i problemi attuali è scattato quando da un accordo internazionale per favorire il commercio si è voluto passare ad una organizzazione con una agenda principalmente POLITICA (vedi punto seguente).

3. CONTRADDIZIONE evidente ed insanabile tra:
"unione politica ed economica di carattere sovranazionale"
e
"paesi membri indipendenti e democratici"

Lorenzo ha detto...

Logicamente, essere costretti all'interno di una "unione" limita la indipendenza dei singoli Stati e tanto più si vuole "rafforzare" la "unione", tanto meno "indipendenti" possono (e/o debbono) essere gli Stati. Facciamo il caso banale della autonomia impositiva contro l'unificazione fiscale. Se togli ad uno Stato la facoltà di imporre tributi e di gestire il gettito conseguente, come succede in Italia con Comuni, Provincie e Regioni, svuoti di fatto lo Stato di significato, diventa una succursale di un centro di potere "altrove". Ci sono esempi ancora più evidenti, per esempio la duplicazione di un Parlamento europeo contro il Parlamento nazionale che legifera in contrasto, da cui svuotamento del significato del Parlamento italiano, oppure la Costituzione europea che ha il primato sopra la Costituzione nazionale, per definizione un nonsenso.

Questo implica necessariamente una diminuzione della "democrazia" o più precisamente, lo spostamento da un concetto di sovranità popolare espressa tramite una democrazia il più possibile diretta, verso un concetto di sovranità popolare via via sempre più mediata tramite la interposizione tra la "politica" e il "cittadino" di strati "amministrativi" intermedi che si auto-giustificano con la necessità di mettere sotto tutela popoli che non possono (e/o non devono) auto-determinarsi.

Esiste un neologismo apposito, "populismo", che come spesso capita con gli "ismi" va bene per etichettare qualsiasi cosa, persona, idea con significati negativi, maligni ma che in genere significa proprio questo e cioè che il "popolo" non può e non deve decidere per se stesso, incapace intellettualmente e moralmente, quindi deve esserci una qualche "elite" (separata dal popolo) che ne decide e controlla l'esistenza.

Praticamente torniamo alla Chiesa del primo Medioevo, con la differenza che allora effettivamente i chierici erano gli unici che conservavano una qualche memoria degli antichi e una qualche conoscenza, oggi la "Chiesa" che si contrappone ai "laici" (ovvero i "popoli populisti") non ha niente da dire, è solo lo strumento di un altro livello di controllo, quello della Finanza internazionale e apolide (annessa la vecchia cara massoneria).

Chiudo sottolineando una delle tante assurdità attuali: un Ministro, cioè una persona che è stata semplicemente incaricata da una persona che a sua volta è stata incaricata, quindi NON un rappresentante eletto, ha la facoltà di firmare trattati internazionali, per esempio un trattato in cui l'Italia si impegna a delegare ad altri la sovranità monetaria (v. euro) o a dare il primato ad una "Costituzione europea" sopra la propria (che un minuto prima era "la più bella del mondo"). La cosa fantastica è che l'unico modo che hanno gli Italiani per esprimere la propria volontà/decisione in eventuale disaccordo con l'operato del Ministro è fare una ennesima guerra di indipendenza e/o guerra civile, perché non è previsto nessun altro modo.

Bisognerebbe discutere del fatto che l'Europa è stata "sovietizzata" usando certi "ideali" nel modo che faceva comodo alla Finanza massonica per renderci deboli e schiavi ma si divagherebbe troppo.

Alberto ha detto...

Sarà servita questa mazzata a far riportare questa Europa, che così com'è non va per niente bene, allo spirito originario dei padri fondatori che si è perso strada facendo?

Lorenzo ha detto...

Ebbe Alberto, i "padri fondatori". Non vorrai dovere essere costretto a pensare con la tua testa, molto meglio fare riferimento ai profeti e alle sacre scritture, veri o presunti entrambi.

Francesco ha detto...

L'Europa delle banche e dei banchieri recita un coglione

Quando andrebbe acceso un cero a Mario Draghi che senza la bce avremmo già chiuso tutti

Novella Semplici ha detto...

L'Italia senza l'euro sarebbe messa peggio di come è messa adesso, e se uscisse mai dall'Ue si troverebbe a dover acquistare materie prime di cui è povera con un cambio sfavorevolissimo. Mi dispiace per la scelta degli inglesi, ma se dovevano restare a mezzo servizio meglio che abbiano fatto una scelta chiara e spero che se ne escano il prima possibile, senza stare due anni a trattare.
Credo che l'Europa unita, intesa come federazione di stati, sia l'unica alternativa. Anche perché il flusso migratorio causerà e sta già causando cambiamenti e già si pensa a livello mondiale, figuriamoci quanto possa essere utile trincerarsi dietro le proprie piccole sicurezze.
Ci si arriverà per forza, speriamo che i governanti europei imparino la lezione (ma temo sia tardi).
Quello che mi fa paura è che ci si possa arrivare con l'estrema destra al potere, non ho simpatia nemmeno con l'estrema sinistra, lo preciso per non essere tacciata di comunismo, ma ormai almeno quella è sparita, il pericolo vero a mio parere sono gli xenofobi di ogni paese; con la violenza che da verbale (e ce n'è già troppa) diventa fisica. In questo caso mi pentirò amaramente di aver messo al mondo dei figli.
Chissà che ne penserebbe l'Inghilterra di Churchill, il quale invitata il popolo a resistere sotto le bombe naziste, a vedere i cartelli appesi nelle scuole oggi con insulti agli immigrati polacchi, che vengono invitati ad andarsene.
Come al solito, l'uomo nella prosperità non comprende. Perché pur in crisi abbiamo sempre di più di tanti disgraziati, ma non riusciamo a vederlo.

UnUomo.InCammino ha detto...

Le radici culturali dell'Europa sono pagane e animiste: gli antichi Greci, nella loro teologia, avevano capito già tutto.
Europa leggera di Piccole Patrie che si rispettano e hanno massima autonomia e autodeterminazione.
Una sorta di confederazione elvetica estesa alle province del continente.