24 giugno 2017

Grammatica dell'emozione

Mangio, anzi no, divoro la pizza margherita,  mentre mi arrivano le note di ritmi latini, dal   palco del PD che dista poche decine di metri.
Sono contenta delle mie scarpe nuove e del mio vestito a fiori fucsia e celesti che invece ha già qualche anno, ma mi piace sempre tanto. 
Seduta al tavolinetto in via Rinchiosa, vedo passarmi davanti ragazze di 18, 20 anni, che indossano pantaloncini corti e top che lasciano scoperta la pancia, belle e imbronciate.

Mi giro e resto colpita da una giovane donna seduta nel tavolinetto accanto e non posso non notare il vistoso tatuaggio, una frase di quattro righe, che ha appena sotto il collo.
Cosa asserirà di così importante quella frase, quale livello sapienziale raggiunge per portarsela nientemeno che addosso? 
Guardo meglio e metto a fuoco una canzone di Vasco Rossi e si che mi piace Vasco, ma tatuarsi le sue strofe mi pare francamente esagerato... leggo con maggior attenzione: ho guardato dentro un emozione...
Si, c'era scritto un emozione!
Cioè non solo quattro righe di tatuaggio, ma anche l'errore di grammatica!

27 commenti:

Lorenzo ha detto...

I tatuaggi sono l'ennesimo comportamento di massa fondato sul condizionamento e sul conformismo dei deboli. Come dicevo a proposito degli animali domestici, per ogni cosa ci sono delle conseguenze, per comportamenti di milioni di persone ci sono grandi conseguenze. Nel caso in oggetto la prima è di ordine estetico, a me per esempio la grandissima parte dei tatuaggi fa l'effetto di uno sfregio, una deformità, un difetto. Mi risulta incomprensibile che qualcuno vada a farsi sfregiare di proposito, pagando. Poi ci sono le conseguenze di ordine sanitario che vanno dalle reazioni alle sostanza spinte sotto la pelle alle infezioni trasmissibili come l'epatite.

Volendo, si può pensare a comportamenti simili come le teste allungate pressando il cranio degli infanti con assi di legno dei nativi americani, gli incisivi limati, i piedi fasciati delle bambine di certe caste in Cina o i denti laccati di nero delle donne giapponesi (questo se non altro non era permanente). Poi ci sono infinite varietà di mutilazioni per inserire oggetti nel corpo e quelle genitali.

I tatuaggi in tempi arcaici avevano una valenza rituale e in certi casi dimostravano il rango di chi li portava. Con l'avvento della Cristianità furono quasi dimenticati. Ad un certo punto gli Europei costruirono imperi coloniali e rampolli delle famiglie "bene" dimostravano il proprio "spirito di avventura" attraverso i tatuaggi esotici, che erano come "prove" dei loro viaggi, veri o presunti. Da li la "moda" vanesia, che al giorno d'oggi come tutto il resto si è banalizzata e volgarizzata, tanto che il tatuaggio può essere qualsiasi cosa, dal logo Apple ad un ritornello di Vasco.

Sara, brutta roba il PD. Ricrediti.

Lorenzo ha detto...

A proposito degli short e micro top, qui li portano anche le ragazzine delle medie. Io non mi lamento perché le ragazze sono decorative, però mi sembra un abbigliamento un po' inelegante, come dire, eccessivo, siamo a pochi centimetri dal costume da spiaggia. Di sicuro, fino a che non raggiungi la saturazione, si fanno guardare. Ma il messaggio è troppo esplicito, diretto, come dire, "professionale". Fortunatamente non sono babbo di nessuna.

Francesco ha detto...

"love will never die". meno male che non ho sbagliato all'epoca. vabbè, se lo era fatto nel culo praticamente, solo il filosofo può vederlo e non mi pare fosse un genio in inglese. poi trombano anche poco, per cui.....

Biagioli Alessandro ha detto...

rebecca 12 anni porta short e top pancia a vista ,ha la media del 9 fa sport fa catechismo per scelta... è mia figlia .è estate fa caldo un po di tribalita non ha mai nociuto a nessuno

Lorenzo ha detto...

Buona fortuna Biagioli.
Qui dalle mie parti c'era un collegio delle monache e le studentesse erano note per incarnare il detto "le figlie di maria son le prima a darla via". Onestamente non ho mai avuto occasione di verificare. In generale se una cosa ha le zampe palmate e fa qua qua, di solito è una papera.

La Laura ha detto...

io mi chiedo: "quando si pentiranno si essersi fatti scrivere e disegnare sul corpo tutta 'sta roba?" perchè credo che per molti di loro arriverà quel momento. Sono al mare e son sommersa da immagini di corpi ultra tatuati. Io disapprovo, segretamente.
mi sembra una cosa scema.

Mark Renthon ha detto...

Sono felice quando vedo le ragazze libere di indossare ciò che vogliono, per questo non voto PD..

Sara ha detto...

Belin Lorenzo, se non hai verificato come si spiega il detto?ti fidi di quanto dicono gli altri?

Lorenzo ha detto...

Sara, avrei dovuto testare un certo numero di figlie di maria per avere un campione statisticamente significativo. Ma sai com'è, mi mancano due caratteristiche base, sono sempre stato squattrinato e non sono mai stato abbastanza carogna. Due difetti catastrofici per questo tipo di indagini sul campo.

Mark noi non ci lamentiamo perché le ragazze indossano poco. Ma noterai che quel poco è una divisa. Uno dei paradossi divertenti di quelli che si ribellano è che sono conformisti.

Biagioli Alessandro ha detto...

l abbigliamento non fa sante ne puttane anche perchè per me quest ultime non esistono e neanche le prime. esistono le donne libere, ognuna fa quel che vuole

Sara ha detto...

Alex:magistrale!

Marco Poli ha detto...

Urge un [ ripasso degli errori più comuni d'italiano ].

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Marco Poli ha detto...

Massì ...
sono d'accordo pure io, sulla totale libertà femminile.
Poi, però, bisognerebbe raccordare il top + short delle nostre ragazze ( che è un bel vedere, eh ) con mandrie di baluba allupati che importiamo dalle fogne del mondo, abituati a donne – le loro – velate dalla testa ai piedi, e delle quali, talvolta, non si vedono nemmeno gli occhi.

Sarà bello.

^_____^

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Lorenzo ha detto...

Biagioli, l'abito fa il monaco eccome.
Se mi presento dal meccanico come mi vesto di solito, mi tratta da scocciatore. Se ci va il mio amico tutto leccato, in giacca e cravatta, sono salamelecchi.

La ragione per cui le ragazze vanno in giro biotte è per essere guardate dai ragazzi e lo fanno anche indossando una "mise" convenzionale che le qualifica come appartenenti ad un certo sottogruppo. Sono abbastanza anziano da avere visto passare parecchie mode associate a sottogruppi giovanili.

La cosa triste è proprio che ragazzi e ragazze non sono ne "liberi" ne capaci di intendere e volere, sono tutti inquadrati e scimmiottano delle "mode" decise da altri. D'altra parte fino ai diciott'anni sono formalmente soggetti alla tutela di altri.

Riguardo "sante e puttane", è un problema tuo. Io ho formulato il concetto che frequentare l'oratorio o i buoni voti non implicano alcuna garanzia riguardo la maggiore o minore promiscuità sessuale o altri comportamenti. Ripeto, andare in giro biotte non serve ad alcun altro scopo che mostrare i segnali visivi che attirano il maschio, dato che noi non sappiamo riconoscere le femmine ricettive dal loro odore.

D'accordo che può anche essere solo la conseguenza del bisogno di essere accettati dai propri "pari", nel proprio giro di conoscenze, adottando i comportamenti che gli altri si aspettano come "normali" o addirittura "fighi" e che questo potrebbe implicare solo la esibizione senza la copula. Valuta te le probabilità che la papera in realtà sia un ornitorinco che imita una papera. Però considera che, oltre al fatto che quella che sembra una papera di solito è una papera, chi va con le papere impara a paperare.

:)
Sara, mi fai ridere.
Io vado a dare il ramato sotto il pero da cui tu devi scendere, dai.

Ofelia Deville ha detto...

Ho diversi tatuaggi e ognuno di essi ha un significato ben preciso perché è stato fatto in particolari momenti della mia vita... a volte ci sta anche l'errore se l'errore ti regala un'emozione!
Ofelia

Remigio ha detto...

Quando il Ministero dell'Istruzione (ripeto Ministero dell'Istruzione) scrive sul suo sito, in occasione degli esami di maturità, "traccie", cosa possiamo aspettarci dagli altri?

Lorenzo ha detto...

Remigio, possiamo aspettarci un Ministro dell'Istruzione e della Ricerca che ha solo il diploma di Terza Media ma grandi meriti di militanza nel sindacato. Possiamo aspettarci laureati che non conoscono l'ortografia. Possiamo aspettarci che il 70% della popolazione italiana non sia in grado di leggere e capire un testo mediamente complesso. Possiamo aspettarci che i liceali contemporanei abbiano un lessico ridotto del 30% rispetto ai loro colleghi di 20 o 30 anni fa.

Giorni fa si discuteva della musica che ascoltano i ragazzi. Mi è venuto in mente dei vecchi filmati RAI in bianco e nero che risalgono ad una epoca in cui la gente cercava di sembrare "migliore" di quello che era, dove "migliore" si intende "più educata", "più benestante", insomma ognuno puntava ad "elevarsi". Oggi esiste il fenomeno contrario, la gente cerca di sembrare "peggiore" di quello che è. I cantanti non si presentano vestiti come al matrimonio, si presentano scimmiottando i carcerati americani o i residenti di qualche favela del terzo mondo. Non cantano di "amore" o di "storie di vita" e nemmeno di "questioni sociali", cantano di sesso, lusso, arrivismo. Guardi la TV o ascolti la radio e ti accorgi subito che il "target" è il tamarro (o il coatto).

E' un tipo di masochismo paradossale, come se ai tempi di Dante le fanciulle fossero andate a messa per incontrare i ragazzi vestite da lavandaia o da contadina invece che agghindate e con l'abito migliore, come se le contadine invece che sognare di andare a messa vestite da principessa fossero diventate "fashion model". Non so se mi spiego.

Ho detto dei tatuaggi che nascono come esibizione di spirito avventuroso, scapestrato tra i rampolli della buona borghesia e della aristocrazia. Sono i tatuaggi dei cadetti della accademia navale, per capirci. Poi si, c'erano anche i tatuaggi della malavita ma quelli erano occultati perché il malavitoso, ancora, ambiva a vivere da "persona rispettabile". Oggi ci si fa il tatuaggio per conformismo masochista, per essere alla moda ma in maniera dozzinale, massificata, povera. Qualsiasi scemo va e si fa tatuare qualsiasi cosa, poi dice come sopra "significato preciso"... eh si, chissa quale enorme significato che deve essere ESIBITO.

Il nulla.

UnUomo.InCammino ha detto...

Bisogna correggerela frase con un secondo tatuaggio consistente in un unico, piccolo, segno correttivo. :)

Francesco ha detto...

Lorenzo, e se vai velata non va bene, e se vai in minigonna non va bene.... mi sa che devi fare abbondantemente pace col cervello. E con le donne

Lorenzo ha detto...

Non ho detto che "non va bene".
Ho semplicemente descritto la realtà dei fatti e cioè che le ragazze (o meglio le donne in età fertile) attirano i ragazzi esibendo alcuni segnali visivi. Semplificando, i segnali manifestano la "salute" dell'esemplare e la sua capacità di riproduttore, oltre la disponibilità all'accoppiamento. Teniamo presente che le femmine umane non vanno in estro e il "sesso" è l'espediente con cui forzano i maschi ad essere collaborativi tutto l'anno, invece di fare come altre specie in cui maschi e femmine stanno per conto loro tranne nel periodo degli amori o il meccanismo dell'harem con i continui conflitti conseguenti.

In altre epoche bastava mostrare il collo, le spalle o un accenno di seno, una caviglia, con la giarrettiera si andava oltre l'immaginazione. Oggi che vige la "iper-sessualizzazione" in ogni ambito e in particolare in quello "giovanile", ovviamente si crea l'effetto di saturazione per cui bisogna continuamente aumentare la potenza e la continuità del segnale. Quando ero ragazzino si guardavano le donne nella sezione "intimo" del catalogo Postalmarket, adesso apri il computer e ti sbattono in faccia il "fetish".

Ecco che le ragazze/donne si devono agghindare in modo da inviare segnali ESTREMAMENTE espliciti, che alla fine sono "convenzionali" e sono sicuro che essendo tu un cultore di certa cinematografia, coglierai le "convenzioni" su entrambi i lati del reale e della finzione.

Ora, ci sono due sole ragioni per cui si inscena questo spettacolo.
Una è quella del conformismo rispetto al proprio gruppo di riferimento. Se tutte le tue amiche si vestono in un certo modo, questo diventa necessariamente "figo" e qualsiasi altro modo diventa "sfigato". Non uniformarsi richiede una "forza" e uno "spessore" che pochi hanno anche da adulti, figurarsi da adolescenti. Il guaio è che gli stereotipi sono imposti dall'alto e qui si apre il solito discorso sulla manipolazione delle masse che ho fatto mille volte.

L'altra ragione dello spettacolo è la stessa dei merli sui rami, alla fine femminucce e maschietti sono spinti le une verso gli altri perché dal loro punto di vista vorrebbero fare le "cosacce" e per la specie è necessaria la riproduzione. Noi viviamo in un'epoca distorta in cui si figlia oltre i trent'anni ma in origine trent'anni era la aspettativa di vita massima e si figliava appena ti crescevano i peli sul pube. Mica per ragioni arcane, come tutte le cose da giovani si è più in salute, anche per figliare. Da cui Romeo e Giulietta.

Io capisco bene che non si può pretendere eleganza in un mondo progettato per essere il peggiore possibile. D'altra parte, tornando ai tempi di Dante, se è vero che le fanciulle si agghindavano per ore per andare a messa, i ragazzi si vestivano di colori sgargianti ed esibivano il "pacco", ben imbottito, secondo la moda del tempo. Perché allora le donne dovevano essere "modeste" o "virginali" e gli uomini "sfacciati". Oggi le donne devono sembrare attrici dei film porno e gli uomini psicopatici appena usciti di galera. Convenzioni.

Dal punto di vista dei babbi, basta vedere la storia raccontata da UCoso (vai a sapere se vera). Ai tempi di Giulietta e Romeo si sarebbe conclusa o col matrimonio o con dei morti. Oggi si conclude in farmacia e quindi passa da "tragedia" a "inconveniente". Annessi tutta una serie di altri inconvenienti minori risaputi come la diffusione delle malattie veneree.

Chiudo dicendo che se al babbo non da fastidio che la rampolla esca la sera vestita da mignotta, a me non dispiace di sicuro.

Carlo ha detto...

Non so se sia "esagerato" tatuarsi la strofa di una canzone di Vasco, visto che c'è chi si tatua sul braccio "Amo la mamma"!! Per me ci si può tatuare anche tutta la divina commedia sul corpo, se piace! In fondo, a me non procura nessun particolare problema. Inoltre, penso sia peggio un poveretto che manifesta qualche evidente problema nel rapporto con le donne, piuttosto che uno che si sia tatuato. Però dovrei capire se l'errore è voluto... perché mi sembra strano che un tatuaggio visibile come questo, non sia stato già oggetto di una "segnalazione" dell'errore e, quindi, non sia stato corretto. Forse ci sarà qualche motivo... chissà.

E comunque, a me pare sia peggio mangiare una pizza sotto al palco del PD... di questi tempi, dai Sara!!!! (rido!!!!) Che si festeggiava? Il tracollo dei renziani? (mi sto cappottando dalle risate!!!!)

viola ha detto...

Ma si dai, Lorenzo dice alcune cose scomode ma estremamente veritiere..

Ernest ha detto...

eh sono i problemi di quando non si scrive con il correttore automatico...

Francesco ha detto...

Scomode? Banali direi, infarcito di moralismi inutili. Ripeto, lo stesso che una donna col burqa ce l'ha in odio proprio perché non può mostrare nulla

Lorenzo ha detto...

Francesco, fammi un esempio di "moralismo inutile" scritto sopra, dai.

Ti vengo in aiuto perché sei laureato a pieni voti.
La parola "morale" significa "la misura delle azioni", quindi è un concetto affine a "moderazione".
La parola "moralismo" significa "dare la precedenza a considerazioni di ordine morale".

Lo so che è tempo perso, eh.

diego ha detto...

bel post cara sara, in fondo l’errore di grammatica rende il tatuaggio più adatto alla persona che lo porta

UnUomo.InCammino ha detto...

Il problema della hybris progressistoide e' quella di considerare banali, superate, vecchie alcune cose fndamentali, semplici dell'etologia, del vivere umani.
La cosa buffa e' che in questo mondo storto, per dirla alla Corona, e' necessario ricordare le "banalita'" della realta', di scienza e conoscenza.
Ed esse infastidiscono se non si adeguano alle mode, alle ortodossie del momento.