Io che poto le rose. Che poto troppo. Che poto poco. Che penso che mi sono rotta il belino le scatole del giardino e dei vasi e delle rose. Ma è così da sempre.
Guardo Miro che dorme sulla serretta delle succulente e mi chiedo quante delle sue vite abbiamo già consumato e ogni settimana, ogni mese in più è un regalo.
Con gli scarti delle potature faccio le talee di rosa.
Nel parcheggio accanto ogni tanto a chi arriva viene offerto lo spettacolo di arte varia di una signora di mezza età con un berretto in testa, che con le forbici fa un lavoro che qua intorno fanno ancora in prevalenza gli uomini.
Vorrei ordinare delle rose da un vivaio, ma per quest'anno non lo farò, vorrei consolidare i giardino, magari mettere a dimora alcuni arbusti che ho in vaso, ma per il futuro ho in progetto di unire due "stanze"del giardino, cioè voglio piantumare il terreno incolto che le divide.
Poi non lo so.
Cioè non so se vivrò sempre ad Hazzard o se andrò a vivere più vicino al mare, in un appartamento con il terrazzo, che però se scendi giù c'è tutto , alimentari, posta, asl, farmacia etc.
Io devo anche pensarci che non ho figli e negli anni vivere ad Hazzard sarà sempre più complicato.
Insomma non so se sto costruendo un giardino che un giorno abbandonerò.
D'altro canto, una volta che andrò in pensione, potrò dedicarmi a tempo pieno ai gatti e al giardinaggio e allora mica potrò farlo vivendo in un appartamento!