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13 febbraio 2023

Che fretta c'era, maledetta primavera!

Io che poto le rose. Che poto troppo. Che poto poco. Che penso che mi sono rotta il belino  le scatole del giardino e dei vasi e delle rose. Ma è così da sempre. 
Guardo Miro che dorme sulla serretta delle succulente e mi chiedo quante delle sue vite abbiamo già consumato e ogni settimana, ogni mese in più è un regalo.
Con gli scarti delle potature faccio le talee di rosa. 
Nel parcheggio accanto ogni tanto a chi arriva viene offerto lo spettacolo di arte varia di una signora di mezza età con un berretto in testa, che con le forbici fa un lavoro che qua intorno fanno ancora in prevalenza gli uomini. 
Vorrei ordinare delle rose da un vivaio, ma per quest'anno non lo farò,  vorrei consolidare i giardino, magari mettere a dimora alcuni arbusti che ho in vaso, ma per il futuro ho in progetto di unire due "stanze"del giardino, cioè voglio piantumare il terreno incolto che le divide.
Poi non lo so. 
Cioè non so se vivrò sempre ad Hazzard o se andrò a vivere più vicino al mare, in un appartamento con il terrazzo, che però se scendi giù c'è tutto , alimentari, posta, asl, farmacia etc. 
Io devo anche pensarci che non ho figli e negli anni vivere ad Hazzard sarà sempre più complicato.
Insomma non so se sto costruendo un giardino che un giorno abbandonerò. 
D'altro canto, una volta che andrò in pensione, potrò dedicarmi a tempo pieno  ai gatti e al giardinaggio e allora mica potrò farlo vivendo in un appartamento! 

20 agosto 2022

Amici

Avevo una foto pronta, del posto in cui vivo, anche qua ad Hazzard infatti il maltempo ha infierito su case ed alberi. Il resto l'avete visto in tv, immagini come tante altre già viste, di auto distrutte, di alberi da levare di mezzo, di opere da ripristinare. 
Giovedì ero al lavoro, a trenta km di distanza da casa e mi arrivano notizie sempre più drammatiche, ma allo stesso tempo pensavo che le tegole che volano si rimettono a posto, ci si impegna, si lavora, si ricomincia da capo, senza frignare. 
Poi è arrivata l'unica notizia che non volevo sentire, credevo, speravo, che fosse una bufala e invece purtroppo era vera. Sotto quella tempesta ha perso la vita una donna.  Uno slancio di generosità fatale e dire che l'avevo vista anch'io quella "barbona" nei giardini, tempo fa, ma non mi sono fatta più di tanto delle domande. Se ci fossi passata accanto mi sarei fermata e le avrei parlato, questo si. 
Insomma una tragedia supera smisuratamente tutto il resto, ciò che è distrutto si ricostruirà, ma una vita no, non torna. 
Oggi è sabato. Il sole è tornato a bruciare, i muratori sono sui tetti. Mi preparo alla serata con i miei amici, il Silvy dai tempi delle elementari, Grazia dalle scuole medie, Elena, la mia straordinaria amica fin dai tempi del liceo.  E poi ancora stamani la conferenza di Marco, il caffè con Sergio, la telefonata con Sara, il vocale di Rossana, il messaggio di Paola per una festa la prossima settimana, un'altra Sara che vedrò martedì e mercoledì e ci mettiamo d'accordo sul programma.
Tutto questo calore mi rasserena e mi conforta!