Avevo una foto pronta, del posto in cui vivo, anche qua ad Hazzard infatti il maltempo ha infierito su case ed alberi. Il resto l'avete visto in tv, immagini come tante altre già viste, di auto distrutte, di alberi da levare di mezzo, di opere da ripristinare.
Giovedì ero al lavoro, a trenta km di distanza da casa e mi arrivano notizie sempre più drammatiche, ma allo stesso tempo pensavo che le tegole che volano si rimettono a posto, ci si impegna, si lavora, si ricomincia da capo, senza frignare.
Poi è arrivata l'unica notizia che non volevo sentire, credevo, speravo, che fosse una bufala e invece purtroppo era vera. Sotto quella tempesta ha perso la vita una donna. Uno slancio di generosità fatale e dire che l'avevo vista anch'io quella "barbona" nei giardini, tempo fa, ma non mi sono fatta più di tanto delle domande. Se ci fossi passata accanto mi sarei fermata e le avrei parlato, questo si.
Insomma una tragedia supera smisuratamente tutto il resto, ciò che è distrutto si ricostruirà, ma una vita no, non torna.
Oggi è sabato. Il sole è tornato a bruciare, i muratori sono sui tetti. Mi preparo alla serata con i miei amici, il Silvy dai tempi delle elementari, Grazia dalle scuole medie, Elena, la mia straordinaria amica fin dai tempi del liceo. E poi ancora stamani la conferenza di Marco, il caffè con Sergio, la telefonata con Sara, il vocale di Rossana, il messaggio di Paola per una festa la prossima settimana, un'altra Sara che vedrò martedì e mercoledì e ci mettiamo d'accordo sul programma.
Tutto questo calore mi rasserena e mi conforta!
