Leggere a distanza di tanti anni che ci sono ancora delle indagini sulla morte di Pantani mi mette una profonda tristezza. La madre ha detto che quanto è morto era in compagnia di due escort. Pure il termine escort mi mette tristezza per la sua ipocrisia, chiamare puttana, chi fa la puttana, mi sembra più onesto.
Comunque se fosse vero, questo dettaglio non fa che evidenziare il grado di solitudine in cui viveva questo campione, che a causa della droga non riusciva a percepire quanto ancora il pubblico lo amasse.
Non gli è arrivato il nostro amore, l'amore di noi che l'abbiamo visto vincere il Tour e avremmo derubricato quelle vicende di ematocrito a uno sbaglio, chi non ne fa?
Il messaggio che poteva uscire da questa vicenda, senza cercare complotti o cose strane, perdonatemi, ma solo la banalità del male: la droga che è un buco nero che si inghiotte tutto.
E non è solo il fatto che si può morire, di overdose, com'è capitato a Marco Pantani, come a tanti altri ragazzi che conosciamo.
Ma pure quando la vita l'hai sistemata, hai preso gli anni, hai famiglia, gli stravizi escono fuori e si prendono una parte del tuo corpo.
Oppure è un malore improvviso, che ti strappa alla vita, ma chi l'avrebbe detto?
Ma forse non entrano nelle statistiche come cause di morti improvvise di gente della mia età , gli abusi compiuti fino a 10, 15 anni prima. La cocaina, gli anabolizzanti, la cannabis fumata fin dalle prime ore del mattino, i rave, gli after hours, tutte abitudini che non sono acqua fresca.