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19 settembre 2021

Come quando n. 97


 Come quando percorri le corsie sgombre del supermercato e la radio inizia a trasmettere "Sweet dreams ( are made of this)" ed entri imediatamente nel mood "cubista anni '90". Lo so che è una canzone degli anni ma non rompetemi il mood!

11 settembre 2021

Sere d'estate

Sono stata a Sarzana due sere di fila, in entrambi i casi i locali scelti avevano i posti fuori tutti occupati, stasera in modo particolare ho notato anche tanto traffico. 
È comprensibile che la gente approfitti del clima di queste sere per star fuori.
Quanto ci resta dell'estate? Chi lo sa?! Forse qualche metereologo potrà rispondere. 
C'è bisogno  di pioggia, ma ci fa paura l'idea che dopo tanti mesi d'asciutto, il terreno non riesca ad assorbire l'acqua. 
Intanto fino a che durano, ci godiamo questi giorni!domani vado a un matrimonio e indosso un abito che avevo utilizzato nel 2018, una volta sola. 
Chiariamoci, la vergogna non è indossare lo stesso abito due volte, ma semmai è proprio un peccato indossare un bel vestito una sola volta! 
Che poi gli uomini in queste circostanze se la sfangano meglio, insomma degli invitati di un matrimonio non ti ricordi com'era vestito Tizio o Caio, a meno che non fosse di un'ineleganza imbarazzante, ma ti ricordi se a Sempronia si vedevano le mutande sotto il vestito trasparente , o di quelle scarpe fighissime che indossava Tiberia e dell'acconciatura monumentale di Sestina.
Mi piace andare ai matrimoni, anche se devo prendere atto che la maggior parte dei miei amici storici non si è sposata, nè prevedo che lo farà in futuro, quindi i matrimoni  a cui potrò  partecipare saranno sempre più rari. Peccato!
Comunque a proposito di invitati, quando mi sono sposata io, rivedendo le foto e il filmino, mi sono molto stizzita per un nostro amico che venne con indosso una maglietta nera, una roba di qualche gruppo rock, l'ho trovata una mancanza di rispetto nei nostri confronti.
Poi c'era la moglie di un amico di mio marito, gran bella donna certo, che venne in chiesa con un abito-sottoveste a spalle scoperte, che metteva in evidenza un generoso davanzale, il tipo che ha girato il video c'ha pure indugiato un po', ma questa è una questione di rispetto per il luogo sacro.
La mia rutilante vita mondana prevede a breve anche un'apericena vegana a sostegno di un' associazione che aiuta cani e gatti randagi: vieni? Andiamo? Venite? Ma si, veniamo! 
E così ho radunato un gruppo di 10 persone, ma se mi mettessi a chiedere in giro tra le persone che conosco, ne verrebbero molte di più! 
Forse perchè siamo tutti adulti, più che adulti e magari siamo un po'stufi delle uscite a due o a quattro e abbiamo nostalgia delle comitive di un tempo. 
Ve le ricordate le comitive di un tempo? Anni '80, primi anni '90?
Noi ci vedevamo nel parcheggio  del Motel Agip e passavamo mezza serata a decidere dove andare, poi eravamo così tanti a un certo punto, tipo trenta persone, che non ci prendeva più nessun locale. 
Strano che la direzione del Motel Agip ci abbia tollerato tutti quegli anni!
Una sera ai tempi dell'università dovevo uscire con un ragazzo di Viareggio con i capelli lunghi riccioli, molto carino, ma per telefono gli trovai una scusa perchè preferivo andare in discoteca con i miei amici ( Cicala?Farouk? Seven?), ma anche lui mi disse (guarda caso!)che proprio quella sera non poteva uscire, insomma il nostro appuntamento era saltato,se non che la sera stessa ci siamo incontrati proprio all'ingresso della discoteca!
Da allora abbiamo perso le tracce l'uno dell'altra.
E quando penso che i ragazzi di oggi non possono andare in discoteca per la pandemia, vorrei che noi adulti ci ricordassimo di quando eravamo giovani!
Poi c'erano quelli/e ai quali andare in discoteca non piaceva perché avevano l'idea che le discoteche fossero luoghi di perdizione! Si, esisteva pure questa gente, che riteneva di avere un comportamento  virtuoso se invece di andare a ballare, andava al cinema oppure a prendersi un frappè. 
Mi auguro vivamente che questa mentalità veterotestamentaria oggi non esista più. 

10 febbraio 2021

Disc jockey

Mi ricordo quando la Giovanna me lo presentò, secoli fa, frequentavo la V ginnasio, lui era d'una decina di anni in più  grande  di noi e molto famoso come dj, ma io non mi scomposi più di tanto, non  volevo dargli troppa importanza. 
Ero una 15 -16 enne  un po'cicciottella, con lunghe chiome corvine incolte e un bel visetto, una come tante che avrà incontrato.  E adoravo andare nella discoteca dove lui era il dj!
Adesso mi capita di incontrarlo quando viene a passeggio dalle mie parti: gli anni sono stati generosi con lui, ma è lecito pensare che  gli abbia giovato svolgere un lavoro che è anche una grande passione.  
E mi piace pensare, mentre lo salutiamo incrociandolo per la campagna, che ci riconosca in dignitoso stato di consevazione nella generazione di quei tantissimi che ha fatto divertire con la sua musica, nel corso di innumerevoli pomeriggi domenicali
Altri tempi. Bei tempi.

13 dicembre 2019

La zia Lucia


Ero già grande quando ho preso a frequentare la casa di zia Lucia, tipo avevo 24, 25 anni. Non era propriamente mia zia, ma la zia vedova delle mie amiche, due sorelle, Betty e Gianna.  
Della sua cucina ricordo i tortelli di cioccolato che preparava per  Carnevale e lo zighinì , uno spezzatino piccantissimo, un piatto d'origine africana, che cucinava per serate di festa e d'amicizia.
Era più grande di mia mamma, tuttavia ho il ricordo di lei, forse più vicina ai 70 che ai 60 anni, come quello di una donna di classe, dinamica, pratica.
Andavamo a ballare tutte insieme, noi "ragazze"  cresciute e lei, Lucia ed era curioso che in quella che non era una discoteca, ma proprio una sala da ballo, i giovanotti e gli uomini, andavano dalla zia  per chiederle il permesso di ballare con una di noi.  
Era insolito anche per noi, abituate ai modi informali, spesso eccessivi delle discoteche, ma quei modi d'altro tempi non ci dispiacevano.
Mi ricordo un tale che una sera  chiese in sequenza di ballare a ciascuna di noi e rimediò quattro rifiuti, mica per altro, ma i balli di coppia non eravamo capaci affatto ad affrontarli  e quindi quel giovanotto si girò verso la zia, provetta ballerina "Signora balla? " E lei perentoria "si!" e si lanciarono roteanti in pista!

A zia Lucia ⚘
13 dicembre 2019, Santa Lucia.

29 settembre 2019

Superficie 313

Questo è un post vecchio, vecchissimo, l'ho già recuperato nel 2010, ora lo ripropongo perchè mi sono accorta che ha avuto diversi contatti negli ultimi giorni.
È la storia di una discoteca che da circa 30 anni non esiste piu, la Superficie 313, che era a Lido di Camaiore, che già raggiungerla era un'impresa.
Segue la versione del 2010. Quando me la sentirò, scriverò pure del Baraonda.

recupero di un vecchio post: in rosso i contenuti mancanti nella versione originale

Le discoteche cambiano nome, almeno alcune e sono un po'le solite, perchè quelle storiche non cambiano mai. Presumo che nelle intenzioni dei gestori ci sia la volontà di palesare nel nuovo nome un cambio radicale del locale in modo da attirarvi un certo target di clientela. Come dire fino ad ora qua c'erano solo avvinazzati molesti e racchione, d'ora in poi ci incontrerete solo capitani d'industria e top model. Invece ci ritrovi gli sfigati di sempre.
Di certi locali ho francamente perso il riferimento già dopo il primo giro di nome. Ricordo la Cicala con grande nostalgia, mi pare, ma non sono sicura che poi divenne Vogue ma era già un posto triste,per universitari, o bamboccioni come si direbbe oggi, adesso non so come si chiami. Cantò credo solo un paio d'estati la Cicala, ma fu un canto divino il suo, piuttosto estatico direi. Si, insomma, c'era molta affettuosità : ci vogliamo bene, tu stai bene, come state bene insieme. Credo che fosse l'uso diffuso di prodotti sintetici dei quali la sottoscritta non ha mai fatto uso per il terrore di rimanere flashata, cioè scema.
Confesso che in Cicala onde evitare ripetuti palpeggiamenti da parte di sconosciuti di ambo i sessi, era più raccomandabile stare fuori in giardino, ma nondimeno ho il ricordo di un posto pieno di gente interessante, bei fanti, bellissime ragazze, un ambiente spinto per taluni aspetti, complessivamente pacifico e dionisiaco.Mi manifestava le sue perplessità un addetto ai lavori rammentando che un tempo, quando si entrava, si pagava e zitti.E le discoteche erano piene zeppe.
Poi arrivarono i p.r., le cubiste, le riduzioni, le liste, una marea di gente a ufo, la competizione con i discobar etc.
Aggiungerei io: una volta andavi in Canniccia e c'erano tanti bei fanti del Forte e di Viareggio, che indossavano giacca e la cravatta con disinvoltura. Ah la Canniccia fine anni '80 si che era un posto chic, mai una rissa, mai un avvinazzato, era un posto da grandi! Poi Fiorello sdoganò, era l'inizio degli anni '90, quelle orribili giacche color salmone, unitamente al codino e all'orecchino e fu la fine: passavi sul lungomare il sabato sera e ne contavi a decine di soggetti conciati così.