Quando mi hanno dato i gatti, la loro precedente padrona mi ha detto che lei era abituata a mangiare solo crocchette "Ultima" di pollo o manzo, mentre lui avrebbe mangiato"mezza scatoletta al mattino e mezza alla sera, dell'Eurospin e crocchette a piacimento".
Ora Perseo, detto Titeo (non è sveglissimo), mangia almeno 5 scatolette al giorno, marca Sheba come minimo, oltre alle crocchette.
Poi lui sta fuori tutto il giorno e quando viene in casa va a fare i suoi bisogni nella lettiera, ma sarà un tortello?
Insomma la lettiera in uso a due gatti è impegnativa da gestire!
Io studio appena posso, non faccio altro, se non lavorare e occuparmi della casa e di mia madre. Esco poco, anche perché non ne ho voglia.
In quest'estate di studio e isolamento, male che vada, imparerò molte cose.
Poi quando avrò finito di studiare proverò a decidere cosa fare da grande, tipo se tirare a campare o che ne so, riprendere a fare teatro più seriamente, oppure dedicarmi in modo più serio allo studio del territorio, scrivere un libro su come fare le talee, fare la social media manager per una pizzeria etc.
Escluderei di andare all'università, costa troppo e poi non mi va di essere guardata con compartimento come 50enne sciroccata come io guardavo ai miei tempi le tizie che nonostante "una certa" e un lavoro, venivano a fare gli esami o a chiedermi gli appunti.
Una tipa una volta mi chiese se potevo evitare di prendere gli appunti con la penna rossa perché non venivano bene nelle fotocopie.
Stavo pensando di cambiare gruppo di teatro, perché vorrei lavorare su un teatro più classico, rispetto a quello che ho frequentato negli ultimi due anni, anche se il regista con cui ho lavorato era bravissimo dal punto di vista artistico.
Per me il teatro è una cosa seria, pur nelle realtà amatoriali come quelle che bazzico io. Che poi quest'anno al corso lui ci ha detto di portare dei contributi, cioè ciascuno di noi poteva portare dei brani, delle riflessioni etc. che poi sarebbero entrate nella trama.
Io ho portato un passo bellissimo nel quale Nietzsche spiegava il pensiero di Anassimando. Perché se si vogliono capire i presocratici bisogna studiare Nietzsche, non c'è niente da fare.
Ora io non ho l'abitudine di rompere i coglioni ricordare alle persone che ho una laurea in filosofia, sono sempre molto defilata sulla questione, fin troppo. Pure quando vedo la gente sui social che a sproposito cita S. Agostino o Schopenhauer, taccio.
Però quel passo di Nietzsche che ho portato a teatro, era illuminante e invece non se l'è filato nessuno. Sono state accolte come materiale per lo spettacolo invece le riflessioni di alcuni compagni di teatro (l'intimista, il neo-frichettone, la sociologa autodidatta, etc. e brani di autori sconosciuti (che meritano di restare tali).
Io non c'ho dato molto peso lì per ĺì e ho continuato a frequentare il corso, fino a che poi non ho più retto, per motivi di studio, per la stanchezza del lavoro, nuovi problemi di salute di mia mamma etc.
Però è da un paio di giorni che mi è tornato in mente il brano di Nietzsche "bocciato", me l'ero proprio scordato! E insomma, se non mi avessero bocciato Nietzsche sicuramente avrei continuato!
Il post si chiama "menta" perché quest'estate bevo litri di sciroppo alla menta .







