Questa è la Blanche Moreau, una rosellina deliziosa. La pianta è di misure contenute, quindi non ho molta disponibilità di materia prima, per fortuna è una rosa che si radica facilmente!
Esile la pianta, esili i rami da cui ricavare talee.
tolgo le foglioline e ne lascio un paio per ogni rametto.
A seconda della lunghezza della talea, adeguo le proporzioni del vaso.
Ancora una volta la forchetta mi fornisce il criterio di riferimento.
Come ho scritto innanzi, lascio cadere acqua volontà con l'annaffiatoio a pigna.
Adesso ho un po'di talee! metto i vasetti dentro una cassetta di plastica in modo da tutelarli da eventi accidentali quali risse di gatti in amore, corse di cagnolini allo stato brado, sbadataggini mie o altrui.
IL RICOVERO DELLE TALEE
A questo punto metto le talee in un luogo un po'infrascato, ma non troppo. E'un poggio riscaldato dal sole per gran parte della giornata, ma riparato dalla pergola di vite, così che la fase di radicazione non verrà compromessa da una pioggia violenta.
La terra e il verde che le circondano,favoriranno il mantenimento di un ambiente umido.
Quando verrà l'inverno sposterò i vasetti con molta cautela e li metterò aderenti alle mura di casa, in modo che ricevano il calore dall'edificio: forse non è una prassi indispensabile però preferisco che le mie future rose abbiano le spalle coperte da un muro, che le ripari anche dai venti freddi.
Concludo questo post faticoso e lungo (!), con la speranza di essere stata utile: fare talee è comunque molto facile, quindi invito chi avesse curiosità a darsi da fare.
Ah! dimenticavo! non ho messo segni per ricordarmi che rose ho taleato, perché mi fido della mia prodigiosa memoria, ne sanno qualcosa le mie amiche...