Questa riflessione nasce (spontanea) da un post fresco fresco della Ele, quasi in appendice.
Le borse.
Si, le borse da donna.
E le scarpe?
Si può organizzare il genere nella propensione alle borse o in quella per le scarpe? Oppure nello stesso bipede femminile, che si spera implume, o meglio urbanamente depilata nel periodo estivo, può convivere in uguale misura una passione per le borse, unitamente a quella per le scarpe?
Io non so quante paia di scarpe possiedo. Di sicuro acquisto più scarpe che borse, pur non essendo Imelda Marcos, quanto a possedimenti, ma piuttosto una paperina della P.A. insomma una di quelle a cui Brunetta da della fannullona (n.d.r. Ministro quest'anno non ho preso l'influenza perché ho smesso di fumare, non in virtù dei suoi decreti!).
Nel corso del 2009 ho acquistato la cifra ragionevolissima di 6 paia di scarpe, a fronte di 5 borse che in tutta onestà si distinguono per quanto sono belle, praticamente ad ogni contrattazione sindacale ci vado con una borsa nuova. Per fortuna non contrattiamo spesso.
L'ultima volta, due giorni fa, mi sono presentata con una borsa di Just Cavalli. Praticamente "ho portato" la mia borsa in contrattazione. Un'altra borsa di Just Cavalli avevo debuttato come rsu. Quando invece ho incontrato il mio coordinatore nazionale ne avevo una di Prada. Vera. (n.d.r. E un tallieur di Missoni.)
Le scarpe mi piacciono con i tacchi, però alle volte è fastidioso stare tutto il giorno appollaiata e poi non fa bene alla salute camminare sempre con i tacchi: e così mi sono presa un'ennesima borsa: questa volta di tessuto, rossa, con il logo di Hello Kitty, per portarmi al seguito quando le circostanze lo richiedono, il paio di scarpe più opportuno.
il blog di una femmina giardinicola, fervente ligure apuana, metodica gattara e appassionata persecutrice di cause perse!
31 luglio 2009
Calliope si è messa in bikini!
Sono mesi che scrivo poco. Ora capisco la cosa non sia da annoverare tra le emergenze improrogabili con cui l'umanità deve fare i conti, pena la sua immediata estinzione, tuttavia so di aver scritto anche qualcosa di dignitoso in passato. Di più, ci fu un periodo in cui mi pagavano per scrivere. Magari non mi pagavano tantissimo, però annovero la questione come un credito a mio favore.
Adesso invece quasi non scrivo più.
Perché fondamentalmente non ne ho voglia.
Perché mi mancano le metafore per la mia poetica.
Perché puntualmente e con una certa urgenza ho da annaffiare in giardino e dunque non mi resta il tempo per scrivere.
Perché leggo molto. E leggere è quasi bello come scrivere.
Romanzi storici, picareschi, atmosfere esotiche. Letteratura per pollastre. Un po'di Filosofia medievale, giusto per non perdere l'abitudine.
E dunque non scrivo, ma leggo. Anche i blog. Però evidentemente non sono l'unica blogger indolente, perché anche Cronache Sorprese è da un po'di tempo che latita: mi mancano i brillanti post di Alessandro, gli ho anche telefonato per sapere come mai non scrivesse più in questo ultimo periodo.
Per fortuna che invece la Ele scrive e spesso, insomma almeno qui tutto bene!
Adesso invece quasi non scrivo più.
Perché fondamentalmente non ne ho voglia.
Perché mi mancano le metafore per la mia poetica.
Perché puntualmente e con una certa urgenza ho da annaffiare in giardino e dunque non mi resta il tempo per scrivere.
Perché leggo molto. E leggere è quasi bello come scrivere.
Romanzi storici, picareschi, atmosfere esotiche. Letteratura per pollastre. Un po'di Filosofia medievale, giusto per non perdere l'abitudine.
E dunque non scrivo, ma leggo. Anche i blog. Però evidentemente non sono l'unica blogger indolente, perché anche Cronache Sorprese è da un po'di tempo che latita: mi mancano i brillanti post di Alessandro, gli ho anche telefonato per sapere come mai non scrivesse più in questo ultimo periodo.
Per fortuna che invece la Ele scrive e spesso, insomma almeno qui tutto bene!
30 luglio 2009
28 luglio 2009
25 luglio 2009
Catia
Sono passati sei mesi.
Mi è venuto in mente stamani, mentre camminavo nel sentiero di erba e di pietre sotto un sole che stordiva.
Sei mesi.
Sofferti,appassionati, colorati, irripetibili, vissuti. E tu non c'eri più con noi, perché sei mesi fa hai preso ferie per sempre.
Dicono che il tempo sfumi le cose.
A tratti anche i ricordi. Eppure in un lampo è ancora una fitta crudele nella nostra carne, è un'impossibilità del pensiero, prendere atto che tu non ci sei più.
E un grande vuoto al tuo posto. Solo un vuoto.
Dove sei finita?
Almeno hanno pensato di riservarti un posto, una finestra del Paradiso da cui osservare le tue amiche?
Puoi almeno ascoltare le nostre chiacchiere, le nostre risate, i nostri sfoghi?
Riesci ancora a volerci bene?
Mi è venuto in mente stamani, mentre camminavo nel sentiero di erba e di pietre sotto un sole che stordiva.
Sei mesi.
Sofferti,appassionati, colorati, irripetibili, vissuti. E tu non c'eri più con noi, perché sei mesi fa hai preso ferie per sempre.
Dicono che il tempo sfumi le cose.
A tratti anche i ricordi. Eppure in un lampo è ancora una fitta crudele nella nostra carne, è un'impossibilità del pensiero, prendere atto che tu non ci sei più.
E un grande vuoto al tuo posto. Solo un vuoto.
Dove sei finita?
Almeno hanno pensato di riservarti un posto, una finestra del Paradiso da cui osservare le tue amiche?
Puoi almeno ascoltare le nostre chiacchiere, le nostre risate, i nostri sfoghi?
Riesci ancora a volerci bene?
21 luglio 2009
Riflessioni giardinicole
Da dove iniziare? ho fatto così tante foto! va beh, iniziamo da lei. Io amo lei.
E'stata un amore a prima vista. Un colpo di fulmine. Lei. La Graham Thomas.

Alle volte però presa dall'entusiasmo faccio acquisti un po'sconsiderati. Come i gladioli di questo colore impegnativo!


Oppure semino le cose e poi non mi ricordo cosa ho seminato! O alle volte proprio non lo so, fino a che qualche pia anima giardinicola mi dice il nome esatto.



Chi mi vuol bene forse pensa che alle volte esagero un po'con le semine!

Però credo che ne valga sempre la pena.

Anche fare talee di rose da molta soddisfazione: non fatevi ingannare dall'aspetto modesto, ha nobili natali e è destinata a diventare un grande cespuglio!

Ciò che ha fatto sorgere la mia passione infantile per le rose, è stata non la loro bellezza, quanto, piuttosto, la loro forza.
Da piccola sradicai, anzi "rincai"diverse volte una piccola rosa rossa nel giardino di mia nonna e poi quando pensavo che fosse morta, la rividi invece viva, vegeta e fiorita.
Sono forti le rose. In fondo sono dei rovi.

Una tappa del mio "percorso evolutivo" verso le rose fu quando andai a Creta per un corso di formazione professionale e fui assegnata come animatrice in un albergo, un complesso turistico considerevole che tra spiaggia e giardino impegnava ogni giorno il lavoro di 10 persone. C'erano davvero tante, tantissime rose. Vedevo i giardinieri giovani, ma ero incuriosita dal giardiniere anziano che passava e si chinava ora presso una pianta, ora toccava le foglie di un'altra, secondo quello che a me, all'epoca ragazzotta 24enne, appariva come un rituale misterioso di cui lui era depositario.
La sua competenza mi induceva un timore reverenziale.

Però anch'io credo di cavarmela con le rose.

Beh, al pari di quel giardiniere cretese, anch'io ho i miei aiutanti

Anche se qualcuna è un po'pigrotta

Quest'anno ho acquistato tantissimi bulbi.


I nasturzi sono un'abitudine consolidata: mai senza!

Queste credo che siano zinnie messicane

Non mi stanco mai di gironzolare in giardino

Alle volte mi fermo a guardarmi intorno, a riflettere su una fioritura

Anche i pensieri sbocciano come fiori.



E' importante anche riflettere su quanto di bello ci circonda e non perdere mai di vista il privilegio di ciò che ci è stato dato in sorte.

Per chi ha occhi e cuore, la vita ha sempre il sapore di fiaba.
E'stata un amore a prima vista. Un colpo di fulmine. Lei. La Graham Thomas.

Alle volte però presa dall'entusiasmo faccio acquisti un po'sconsiderati. Come i gladioli di questo colore impegnativo!


Oppure semino le cose e poi non mi ricordo cosa ho seminato! O alle volte proprio non lo so, fino a che qualche pia anima giardinicola mi dice il nome esatto.



Chi mi vuol bene forse pensa che alle volte esagero un po'con le semine!

Però credo che ne valga sempre la pena.

Anche fare talee di rose da molta soddisfazione: non fatevi ingannare dall'aspetto modesto, ha nobili natali e è destinata a diventare un grande cespuglio!

Ciò che ha fatto sorgere la mia passione infantile per le rose, è stata non la loro bellezza, quanto, piuttosto, la loro forza.
Da piccola sradicai, anzi "rincai"diverse volte una piccola rosa rossa nel giardino di mia nonna e poi quando pensavo che fosse morta, la rividi invece viva, vegeta e fiorita.
Sono forti le rose. In fondo sono dei rovi.

Una tappa del mio "percorso evolutivo" verso le rose fu quando andai a Creta per un corso di formazione professionale e fui assegnata come animatrice in un albergo, un complesso turistico considerevole che tra spiaggia e giardino impegnava ogni giorno il lavoro di 10 persone. C'erano davvero tante, tantissime rose. Vedevo i giardinieri giovani, ma ero incuriosita dal giardiniere anziano che passava e si chinava ora presso una pianta, ora toccava le foglie di un'altra, secondo quello che a me, all'epoca ragazzotta 24enne, appariva come un rituale misterioso di cui lui era depositario.
La sua competenza mi induceva un timore reverenziale.

Però anch'io credo di cavarmela con le rose.

Beh, al pari di quel giardiniere cretese, anch'io ho i miei aiutanti

Anche se qualcuna è un po'pigrotta

Quest'anno ho acquistato tantissimi bulbi.


I nasturzi sono un'abitudine consolidata: mai senza!

Queste credo che siano zinnie messicane

Non mi stanco mai di gironzolare in giardino

Alle volte mi fermo a guardarmi intorno, a riflettere su una fioritura

Anche i pensieri sbocciano come fiori.



E' importante anche riflettere su quanto di bello ci circonda e non perdere mai di vista il privilegio di ciò che ci è stato dato in sorte.

Per chi ha occhi e cuore, la vita ha sempre il sapore di fiaba.
20 luglio 2009
Il corpo delle Donne
Documentario di Lorella Zanardo.
E' inquietante però.
Qua invece si può leggere l'intervista a Lorella Zanardo, fatta da Marina Terragni.
E' inquietante però.
Qua invece si può leggere l'intervista a Lorella Zanardo, fatta da Marina Terragni.
17 luglio 2009
IL martirio di un cane
data="http://www.firmiamo.it/flash/46860black.swf" width="468" height="60"
id="flaMovie">
id="flaMovie">
Decriminalizzazione universale dell'omosessualità
data="http://www.firmiamo.it/flash/46860black.swf" width="468" height="60"
id="flaMovie">
id="flaMovie">
Sign for Per la decriminalizzazione universale dell'omosessualità
13 luglio 2009
13 luglio
13 luglio 1969 si sposano dopo 7 anni di fidanzamento Lucy e Gio.
Hanno avuto due figli, hanno affrontato una vita in salita, quasi tutta in salita, senza spinte. Anche là dove poteva esserci un aiuto , più spesso hanno incontrato un ostacolo. Credo che se potessero tornare indietro si sposerebbero di nuovo insieme, 1000 e 1000 volte. Anzi, una volta per ogni giorno di questi 40 anni trascorsi insieme.
13 luglio 2002 recito I Quattro Quartetti di Eliot .
13 luglio 2003 debutto come attrice-lettrice solista.
13 luglio 2006 esce il mio racconto in un settimanale a tiratura nazionale. E'il mio regalo a Lucy e Gio, per tutti i cani e gatti che ho trovato e loro mi hanno permesso di tenere, per avermi fatto studiare Filosofia all'Università.
E per avermi insegnato a pretendere da me stessa e non dagli altri.
Sempre quel giorno, desiderata come una pioggia di luglio dopo un'interminabile arsura, e pioggia davvero fu, è nata Sara, meravigliosa bambina dei miei vicini di casa.
Oggi è il 13 luglio e non è stata una giornata speciale. E'stata una giornata gradevole come tante, non ancora finita però perché tra poco mi fiondo nella movida sarzanese.
Dunque questo non sarà un 13 luglio da ricordare. Ma conto che sono passati 7 mesi esatti dal giorno in cui ho smesso di fumare.
E ancora non mi sembra vero di essere rinata a questa vita nuova.
Hanno avuto due figli, hanno affrontato una vita in salita, quasi tutta in salita, senza spinte. Anche là dove poteva esserci un aiuto , più spesso hanno incontrato un ostacolo. Credo che se potessero tornare indietro si sposerebbero di nuovo insieme, 1000 e 1000 volte. Anzi, una volta per ogni giorno di questi 40 anni trascorsi insieme.
13 luglio 2002 recito I Quattro Quartetti di Eliot .
13 luglio 2003 debutto come attrice-lettrice solista.
13 luglio 2006 esce il mio racconto in un settimanale a tiratura nazionale. E'il mio regalo a Lucy e Gio, per tutti i cani e gatti che ho trovato e loro mi hanno permesso di tenere, per avermi fatto studiare Filosofia all'Università.
E per avermi insegnato a pretendere da me stessa e non dagli altri.
Sempre quel giorno, desiderata come una pioggia di luglio dopo un'interminabile arsura, e pioggia davvero fu, è nata Sara, meravigliosa bambina dei miei vicini di casa.
Oggi è il 13 luglio e non è stata una giornata speciale. E'stata una giornata gradevole come tante, non ancora finita però perché tra poco mi fiondo nella movida sarzanese.
Dunque questo non sarà un 13 luglio da ricordare. Ma conto che sono passati 7 mesi esatti dal giorno in cui ho smesso di fumare.
E ancora non mi sembra vero di essere rinata a questa vita nuova.
08 luglio 2009
AUTOCELEBRAZIONI
Bravissimo come sempre Pino Daniele!
Quando ero ragazza e andavo a ballare all'Alhambra, al momento cruciale dei lenti, capitava di ballare questa. Ricordo un ragazzo di Carrara: mentre ballavamo questa canzone io gli dissi "S'intitola Sara". Ballando quella sucessiva lui mi disse "questa invece s'intitola Roberto". Va beh...
Paulo maiora canamus...
Praticamente un mito .
Beh c'è anche questa di Paolo Meneguzzi, che ho scoperto solo stasera.
Ma la mia preferita resta sempre una sola, indimenticabile!
Quando ero ragazza e andavo a ballare all'Alhambra, al momento cruciale dei lenti, capitava di ballare questa. Ricordo un ragazzo di Carrara: mentre ballavamo questa canzone io gli dissi "S'intitola Sara". Ballando quella sucessiva lui mi disse "questa invece s'intitola Roberto". Va beh...
Paulo maiora canamus...
Praticamente un mito .
Beh c'è anche questa di Paolo Meneguzzi, che ho scoperto solo stasera.
Ma la mia preferita resta sempre una sola, indimenticabile!
07 luglio 2009
Luglio è...
Luglio è un classico, una certezza.

Alle volte luglio è anche qualche curiosa novità da scoprire!

Certo luglio è un mese giovane, un mese bellissimo! Luglio è l'estate che sembra non finire mai!


Però il caldo di luglio stanca!

e se uno si stanca, ci sta bene anche un pisolino in giardino!

luglio ti sorprende!


si, luglio ti sorprende anche se alle volte è solo una nigella ritardatria

alle volte però a luglio i colori sono troppi e perfino chiassosi

ma c'è anche spazio per cose delicate

...a pensarci bene a luglio ci sono cose che vengono da sole, senza cercarle, senza impegnarsi...




meravigliosa creatura!



Seduta sull'erba guardo l'ultimo fiore rimasto di questa malvarosa...

Spero che prima o poi ci sia la possibilità di sentire i profumi attraverso il video. Nessun mese profuma come luglio.
Coltivare la lavanda è come garantirsi un privilegio.


ma questa rosa si sarà innamorata di questo sparuto agapanto?
del resto si sa, luglio è anche il mese in cui nascono nuovi amori

....ma luglio è anche il mese per consolidare e rinnovare un amore speciale, unico...

luglio è...puntuali i gladioli che appartenevano a mia nonna. Ogni anno è un sollievo vederli fiorire di nuovo, perché ho sempre il timore che mi vadano persi, per negligenza mia o per qualche disguido giardinicolo.

...dedicato a Cleta M.

luglio...è veder fiorire i bulbi messi a dimora mesi prima. Perché in fondo il giardinaggio è anche una scommessa ottimista sul futuro.



è l'attesa di rivedere le amiche lontane per regalarci insieme intense ore giardinicole!

...è anche pensare al giardino che verrà!

Alle volte luglio è anche qualche curiosa novità da scoprire!

Certo luglio è un mese giovane, un mese bellissimo! Luglio è l'estate che sembra non finire mai!


Però il caldo di luglio stanca!

e se uno si stanca, ci sta bene anche un pisolino in giardino!

luglio ti sorprende!


si, luglio ti sorprende anche se alle volte è solo una nigella ritardatria

alle volte però a luglio i colori sono troppi e perfino chiassosi

ma c'è anche spazio per cose delicate

...a pensarci bene a luglio ci sono cose che vengono da sole, senza cercarle, senza impegnarsi...




meravigliosa creatura!



Seduta sull'erba guardo l'ultimo fiore rimasto di questa malvarosa...

Spero che prima o poi ci sia la possibilità di sentire i profumi attraverso il video. Nessun mese profuma come luglio.
Coltivare la lavanda è come garantirsi un privilegio.


ma questa rosa si sarà innamorata di questo sparuto agapanto?
del resto si sa, luglio è anche il mese in cui nascono nuovi amori

....ma luglio è anche il mese per consolidare e rinnovare un amore speciale, unico...

luglio è...puntuali i gladioli che appartenevano a mia nonna. Ogni anno è un sollievo vederli fiorire di nuovo, perché ho sempre il timore che mi vadano persi, per negligenza mia o per qualche disguido giardinicolo.

...dedicato a Cleta M.

luglio...è veder fiorire i bulbi messi a dimora mesi prima. Perché in fondo il giardinaggio è anche una scommessa ottimista sul futuro.



è l'attesa di rivedere le amiche lontane per regalarci insieme intense ore giardinicole!

...è anche pensare al giardino che verrà!
03 luglio 2009
"Il cammino della storia" di C. Pavese
Io frequento qualche volta colleghi, gente che scrive come me, e mi vuol bene. Ci vediamo un momento e parliamo con foga. L'altro anno mi dicevano tutti: "Si va all'estero. In Italia non c'è più niente da fare". Finiva che ci sarei rimasto solo e ci soffrivo. Poi nessuno è partito e ogni tanto ci rivediamo.
Uno di loro - un bravo giovane - mi ha spiegato perché voleva andare all'estero. "O in America o in Russia" dice. "Noi intellettuali abbiamo il dovere di trovarci sempre dove la storia cammina. Ci sono paesi che la storia dimentica. Tutti i fiumi hanno gomiti, angoli morti. Oggi - e ieri - nascere in Italia è come perdere il treno. Manca l'ossigeno, l'occasione, la scelta. Non si vede nessuno, non si tocca niente. E'una provincia. Le questioni italiane sono vecchie questioni borghesi e romantiche, già risolte all'estero. Nel migliore dei casi, restando in Italia non si può che rattopparci il vestito con cenci smessi dagli altri. Bisogna aver coraggio e rinnovare il guardaroba. Ricominciare".
- Andare in Cina ti piacerebbe?
- Perbacco. La Cina è il mondo di domani.
- Trent'anni fa non era niente. Una grossa provincia.
- Ma adesso è tutta un'altra cosa. E' rientrata nel torrente della storia. Ci si scontrano due mondi. Prendi anche l'India...
- A me pare - gli dissi - che se i cinesi di trent'anni fa invece di starci e lavorare se ne andavano dove la storia camminava e buttavano i vestiti rattoppati, la Cina restava il pantano di prima.
- Ma è diverso - gridò l'amico - è diverso. La Cina ha la massa, le centinaia di milioni. Ha problemi mondiali. E' un terreno di scontro fra Oriente e Occidente...
- Dappertutto è terreno di scontro. Dappertutto la gente è milioni. Basta andare alla base, nelle cantine delle società, e trovi anche in Italia i milioni affamati, ignoranti e mondiali, come quelli cinesi. FIn che procedi per sezione orizzontale, fosse pure in America, fosse pure in Russia, ti tieni fuori dalla storia. Ma toccando lo strato più vero, la massa che suda, puoi spaziare lo sguardo a piacere. Nemmeno ti fermano i confini politici. Dappertutto la storia cammina.
L'amico mi guardò seccato. - Non negherai - mi disse - che ci sono paesi più intelligenti degli altri, dove si sente un'aria più viva e mossa, dove il semplice trovartici ti fa capire il tuo tempo in modo più pungete e, se vuoi, disperato.
- Non capisco. A sentirti, sei abbastanza disperato di vegetare in Italia. Che altro chiedi? Se il problema è sentire di più, capire di più, ecco per capire capisci, tant'è vero che sai dove andresti.
- Vedi com'è - continuai - se l'idea di informarsi di quel che succede nel mondo, non c'è che da leggere quel che nel mondo si scrive. Tutt'al più, fare un viaggio. Farne molti, se vuoi. Come i cinesi o i nichilisti. Ma non fare quel muso. Non pigliare quell'aria, come fosse il diluvio. Scomodare la storia e trapiantarsi chissà dove per sentire e capire di più, è a dir poco una leggerezza. E' come vantarsi di amare il prossimo perché si è tifosi di calcio e si gode la folla delle grandi partite. Se il paese è arretrato, borghese e romantico, tanto meglio: ci sarà più da fare. Quello che conta nella storia è fare.
- Oh ecco - fa l'amico - l'hai detta. Nei paesi che la storia abbandona, non c'è niente da fare. là si guarda e si vegeta.
- Chi guarda? Chi vegeta? Chi non trova da fare a due passi da casa, non ne trova nemmeno a Nuova York. Tutto quello che sei ce l'hai dentro. E io credo che tu vuoi trapiantarti non per fare di più ma per trovare la pappa fatta o abbandonarti alla corrente della storia con più comodo.
Quello che avviene oggi in Italia è sufficiente per un uomo.
- Ma insomma, ce ne sono paesi di punta. Ogni secolo ha i suoi. Prendi Firenze e poi la Francia. Senza dubbio era tutt'altro nascere nel Trecento a Firenze oppure in Turchia.
- Tutt'altro come?
-C'era più senso, c'era scelta, c'era gusto. Una persona intelligente rendeva di più. In tutto quel che facevi ci pulsava la storia. Non che sia un merito, d'accordo.
- Lo vedi che dici sciocchezze? C'era gusto...sei tornato al capire e al sentire di prima. Non parlare di storia che pulsa. Dì che ti piace quel che è fatto, che s'impone quest'oggi e il consenso di tutti lo segue. Il pulsare non sai cosa sia.
- Tu lo sai?
- Non ci penso. Ho di meglio da fare-
- Per esempio discorrere. Non soltanto con te. Con della gente che contiene tutto il mondo e la sua storia. E la contiene non perché la voglia fare ma perché si accontenta di vivere dove le tocca e di agire su quel che le tocca. La rivoluzione una sola. Che cosa credi?Di trovare in capo al mondo della gente che non abbia gli stessi problemi che ha qui?
- Lasciamo stare la politica- mi disse ridendo.
- O non volevi andare in Russia? - faccio.
Mi diede allora del patriottardo. Intellettuale dilettante, gli risposi.
Si può essere più scemi? Non ci siamo più visti.
26 giugno 1946
n.d.r.
Questo brano non è in rete, l'ho copiato pazientemente e lo dedico a una persona la cui conversazione mi lascia sempre migliore di come mi ha trovata : Antonio.B.
Uno di loro - un bravo giovane - mi ha spiegato perché voleva andare all'estero. "O in America o in Russia" dice. "Noi intellettuali abbiamo il dovere di trovarci sempre dove la storia cammina. Ci sono paesi che la storia dimentica. Tutti i fiumi hanno gomiti, angoli morti. Oggi - e ieri - nascere in Italia è come perdere il treno. Manca l'ossigeno, l'occasione, la scelta. Non si vede nessuno, non si tocca niente. E'una provincia. Le questioni italiane sono vecchie questioni borghesi e romantiche, già risolte all'estero. Nel migliore dei casi, restando in Italia non si può che rattopparci il vestito con cenci smessi dagli altri. Bisogna aver coraggio e rinnovare il guardaroba. Ricominciare".
- Andare in Cina ti piacerebbe?
- Perbacco. La Cina è il mondo di domani.
- Trent'anni fa non era niente. Una grossa provincia.
- Ma adesso è tutta un'altra cosa. E' rientrata nel torrente della storia. Ci si scontrano due mondi. Prendi anche l'India...
- A me pare - gli dissi - che se i cinesi di trent'anni fa invece di starci e lavorare se ne andavano dove la storia camminava e buttavano i vestiti rattoppati, la Cina restava il pantano di prima.
- Ma è diverso - gridò l'amico - è diverso. La Cina ha la massa, le centinaia di milioni. Ha problemi mondiali. E' un terreno di scontro fra Oriente e Occidente...
- Dappertutto è terreno di scontro. Dappertutto la gente è milioni. Basta andare alla base, nelle cantine delle società, e trovi anche in Italia i milioni affamati, ignoranti e mondiali, come quelli cinesi. FIn che procedi per sezione orizzontale, fosse pure in America, fosse pure in Russia, ti tieni fuori dalla storia. Ma toccando lo strato più vero, la massa che suda, puoi spaziare lo sguardo a piacere. Nemmeno ti fermano i confini politici. Dappertutto la storia cammina.
L'amico mi guardò seccato. - Non negherai - mi disse - che ci sono paesi più intelligenti degli altri, dove si sente un'aria più viva e mossa, dove il semplice trovartici ti fa capire il tuo tempo in modo più pungete e, se vuoi, disperato.
- Non capisco. A sentirti, sei abbastanza disperato di vegetare in Italia. Che altro chiedi? Se il problema è sentire di più, capire di più, ecco per capire capisci, tant'è vero che sai dove andresti.
- Vedi com'è - continuai - se l'idea di informarsi di quel che succede nel mondo, non c'è che da leggere quel che nel mondo si scrive. Tutt'al più, fare un viaggio. Farne molti, se vuoi. Come i cinesi o i nichilisti. Ma non fare quel muso. Non pigliare quell'aria, come fosse il diluvio. Scomodare la storia e trapiantarsi chissà dove per sentire e capire di più, è a dir poco una leggerezza. E' come vantarsi di amare il prossimo perché si è tifosi di calcio e si gode la folla delle grandi partite. Se il paese è arretrato, borghese e romantico, tanto meglio: ci sarà più da fare. Quello che conta nella storia è fare.
- Oh ecco - fa l'amico - l'hai detta. Nei paesi che la storia abbandona, non c'è niente da fare. là si guarda e si vegeta.
- Chi guarda? Chi vegeta? Chi non trova da fare a due passi da casa, non ne trova nemmeno a Nuova York. Tutto quello che sei ce l'hai dentro. E io credo che tu vuoi trapiantarti non per fare di più ma per trovare la pappa fatta o abbandonarti alla corrente della storia con più comodo.
Quello che avviene oggi in Italia è sufficiente per un uomo.
- Ma insomma, ce ne sono paesi di punta. Ogni secolo ha i suoi. Prendi Firenze e poi la Francia. Senza dubbio era tutt'altro nascere nel Trecento a Firenze oppure in Turchia.
- Tutt'altro come?
-C'era più senso, c'era scelta, c'era gusto. Una persona intelligente rendeva di più. In tutto quel che facevi ci pulsava la storia. Non che sia un merito, d'accordo.
- Lo vedi che dici sciocchezze? C'era gusto...sei tornato al capire e al sentire di prima. Non parlare di storia che pulsa. Dì che ti piace quel che è fatto, che s'impone quest'oggi e il consenso di tutti lo segue. Il pulsare non sai cosa sia.
- Tu lo sai?
- Non ci penso. Ho di meglio da fare-
- Per esempio discorrere. Non soltanto con te. Con della gente che contiene tutto il mondo e la sua storia. E la contiene non perché la voglia fare ma perché si accontenta di vivere dove le tocca e di agire su quel che le tocca. La rivoluzione una sola. Che cosa credi?Di trovare in capo al mondo della gente che non abbia gli stessi problemi che ha qui?
- Lasciamo stare la politica- mi disse ridendo.
- O non volevi andare in Russia? - faccio.
Mi diede allora del patriottardo. Intellettuale dilettante, gli risposi.
Si può essere più scemi? Non ci siamo più visti.
26 giugno 1946
n.d.r.
Questo brano non è in rete, l'ho copiato pazientemente e lo dedico a una persona la cui conversazione mi lascia sempre migliore di come mi ha trovata : Antonio.B.
Iscriviti a:
Post (Atom)
