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05 dicembre 2021

La violenza senza senso



Non mi ricordo la vicenda di    Giuseppe Taliercio perchè si è consumata d'estate del 1981 e sicuramente in quel periodo non stavo in casa a seguire i telegiornali, anche se purtroppo nelle mie memorie di bambina, la violenza delle brigate rosse era all'ordine del giorno.
Ho letto che l'autopsia  rivelò che negli ultimi giorni di prigionia, ma non solo,  era stato anche maltrattato dai suoi carcerieri. 
La città di Carrara ha dedicato a Taliercio una scuola, una strada e altre attestazioni, ma è difficile sapere dopo 40 anni dell'assassinio di quest'uomo buono, quanta memoria rimanga di lui.

Tempo fa ci fu una polemica in merito al fatto che alcuni ex brigatisti percepissero il reddito di cittadinanza : quello Stato che gli faceva così schifo, gli è tornato buono al momento opportuno.

11 novembre 2009

da un post della Ele...

ovvero: riflessione storico sociologica sulle mutande da donna.
La Ele ha senza dubbio ragione: quelle con i pizzi belli costano un accidente, quelle che costano un po'meno, fanno l'effetto sgradevole che la Ele definisce mirabilmente come "escort di seconda scelta".
L'intimo femminile, quello un po'impegnativo per intenderci, fu sdoganto nelle vetrine della nostra realtà di provincia, all'inizio degli anni '80, cioè quando la Ele ed io facevamo il ginnasio. (Gli odiosi anni del ginnasio! Siamo sopravvissute in quanto eravamo giovani e forti e anche un po'gonze. Magari proprio giovanissime non lo siamo più, di sicuro restiamo un po'gonze, ma siamo indubbiamente forti!n.d.r.)
Prima d'allora quel genere di biancheria intima, quella riservata a un certo tipo di donne, che ovviamente non appartenevano al circondario delle nostre mamme-zie-etc. dove la potevi vedere? Nei cataloghi di vendita per corrispondenza, cioè i vari Vestro, Postal Market, Euronova etc. quelli che per intenderci hanno alimentato la fantasia di almeno tre generazioni di maschi e fatto ghignare di nascosto noi ragazzine innanzi a quei baby doll trasparenti di velo nero, quelle sontuose guêpière indossate da belle ragazzone tutta-salute e quelle mutandine ine, talmente minuscole che avevano l'unica funzione evidente di essere indossate per ...insomma per essere al più presto sfilate!
Insomma di questo fatto curioso ne ho già parlato: anche una donna d'altri tempi come la mia nonna Elia (colei a cui devo i geni del giardinaggio ,dell'uncinetto e quelli di Antigone n.d.r. ) si fece tentare dagli acquisti via catalogo. All'epoca lei era una donna un po'corpulenta, intorno ai 70 anni e pensò bene di aggiungere all'ordine di Vestro, tra una rotella per fare i ravioli e un nuovo cestino per i ferri, anche una bella panciera.
E fu così che il pacco di Vestro le fu recapitato dalla nostra brava postina: parliamo di circa 30 anni fa e quando in una casa di gente normale arrivava il pacco dell'ordine a distanza era davvero un po' una festa, come cantava la pubblicità...(com'eravamo tutti più ingenui, cioè migliori!)
E così mia nonna apre il pacco e ci trova tra le tante cose, un pacchettino strano e esclama a mia mamma "Uh! i m'han mandà 'l argalo" Cioè credeva che le avessero spedito un omaggio e invece si trattava di un minuscono perizomino nero! Una roba che nelle "nostre" case non si era mai vista! E scarta, e scarta il pacco di Vestro la mia nonna "Uh! e 'ndov'al'è la mi pancera?!".
C'era evidentemente stato uno scambio di biancheria intima. Un intreccio momentaneo di esistenze.
Chissà la delusione di colei che aspettava il suo perizoma e invece si è vista recapitare la panciera di mia nonna.

13 luglio 2009

13 luglio

13 luglio 1969 si sposano dopo 7 anni di fidanzamento Lucy e Gio.
Hanno avuto due figli, hanno affrontato una vita in salita, quasi tutta in salita, senza spinte. Anche là dove poteva esserci un aiuto , più spesso hanno incontrato un ostacolo. Credo che se potessero tornare indietro si sposerebbero di nuovo insieme, 1000 e 1000 volte. Anzi, una volta per ogni giorno di questi 40 anni trascorsi insieme.

13 luglio 2002 recito I Quattro Quartetti di Eliot .

13 luglio 2003 debutto come attrice-lettrice solista.

13 luglio 2006 esce il mio racconto in un settimanale a tiratura nazionale. E'il mio regalo a Lucy e Gio, per tutti i cani e gatti che ho trovato e loro mi hanno permesso di tenere, per avermi fatto studiare Filosofia all'Università.
E per avermi insegnato a pretendere da me stessa e non dagli altri.
Sempre quel giorno, desiderata come una pioggia di luglio dopo un'interminabile arsura, e pioggia davvero fu, è nata Sara, meravigliosa bambina dei miei vicini di casa.

Oggi è il 13 luglio e non è stata una giornata speciale. E'stata una giornata gradevole come tante, non ancora finita però perché tra poco mi fiondo nella movida sarzanese.
Dunque questo non sarà un 13 luglio da ricordare. Ma conto che sono passati 7 mesi esatti dal giorno in cui ho smesso di fumare.
E ancora non mi sembra vero di essere rinata a questa vita nuova.

14 settembre 2008

Gp di Monza 2008

Non mi ricordo un Gran Premio d'Italia così in sordina. Se ne è parlato solo in appendice ai telegiornali.
Più di venti anni fa in una storica intervista a d Autospint, il Drake, alias Enzo Ferrari denunciava che la Formula 1 era diventata una "fogna di miliardi".
Di sicuro i piloti di oggi non hanno il carisma di quelli di un tempo (ah! la nostalgia della ragazza degli anni '80!). Non fanno sognare, non fanno commuovere.
Tanti sono figli d'arte. Vuoi vedere che anche la Formula 1 è diventata UNA CASTA?

02 febbraio 2008

Ebbene si, ho fatto uno stage!

Ma era il 1994, cioè non c'era stata ancora la storia di Clinton, quindi il termine stagista non aveva ancora tutte le valenze pruriginose che assunse in seguito. Per inciso, mio nonno Nandino di Battilana al riguardo disse che la faccenda era stata progettata ad arte affinché il Presidente si guadagnasse la fama immeritata di sciupafemmine, dato che a suo giudizio Clinton era gay "me a l'ho sempr'dit' che lu lì i è 'n feminac(io)".
Ma tornando alla sottoscritta, avevo 24 anni, pesavo 49 kg (stato di beatitudine che durò poco) ed ero a Creta con un programma comunitario e l'ente di formazione mi dirottò al servizio di pubbliche relazioni di un grande albergo, mentre le due livornesi che erano con me furono spedite altrove perchè ricusate dalla direzione, a causa dei troppi piercing e di una spiccata propensione per la moda grunge.
Fui affidata a tale Thomas, il capo animatore, bello-alto-biondo-occhi-azzurri-olandese, simpatico come un parchimetro in privato, goliardico e affabilissimo invece quando eravamo insieme ai clienti o meglio alle clienti dell'albergo, a cui non mancava mai di dare il bacetto, salvo poi girarsi subito dopo, per dirmi tutto d'un fiato "vecchie sceme!".
Però io mi sono divertita in quei giorni: ho giocato a qualcosa che assomigliava a pallacanestro con delle ragazzine, ho fatto ginnastica, ho preso il sole,ho sollecitato le persone muovendomi da una sdraio all'altra, per richiamarle a partecipare alle attività ludiche e/o culturali, ho mangiato spropositati quantitativi di yogurt di pecora e tzaziki, ho spiato il vecchio giardiniere che soprintendeva alle rose, ho preparato un esame di dottrine politiche . E poi nel complesso comunque me la sono tirata molto, perchè ero l'unica italiana in mezzo a 300 persone tra greci e tedeschi e qualche volta sono stata ammessa anche al desco del proprietario dell'albergo, che possedeva pure quello accanto. Mi sentivo molto come una nota esotica.
Se non che arrivò il giorno fatidico in cui fui chiamata e il direttore del personale mi chiese se gli potevo fare le fotocopie. Certo! E allora mi fece vedere come funzionava la macchina fotocopiatrice. Tutto chiaro? Si! si! però...insomma non è che io prontissima ad apprendere certe cose, quindi la spiegazione dovette essere dettagliata e ripetuta. Restai sola con il mezzo,nella stanzetta buia, ma qualcosa non andò per il verso giusto. Piglia e vai a richiamarlo per farti rispiegare la questione. Che io la buona volontà l'avevo: faccetta mortificata e perplessa! Figuriamoci se non mi volessi rendere utile!Poi mi sa che non avevo capito che dovevo farle fronte-retro quell' accidenti di fotocopie. E mi sa pure che mi s'inceppò la carta.E dovetti richiamarlo di nuovo.
Mica me l'hanno più chiesto di fargliele le fotocopie!

01 dicembre 2007

Corsi e ricorsi

Stasera sono stata alla prima lezione di giocoleria. Il corso si tiene vicino, vicinissimo a casa mia, così che ci posso andare a piedi. La cosa curiosa è che son dieci anni che volevo farlo e non ho mai avuto l'occasione, perchè si vede che nella mia Provincia non ci sono molti aspirati giocolieri. Quei pochi corsi che sono stati organizzati erano riservati esclusivamente ai bambini, questo invece fortunatamente, specificava la locandina, è anche per adulti.
Sarà ma le mie compagne di corso sono 6 o 7 ragazzine tra i 10 e i 12 anni, bravissime per altro e molto simpatiche. Due mi hanno riconosciuta come "quella della cagnetta".
L'attrezzatura me la sono portata da casa, si perchè io ho già un discreto corredo da giocoliere: ho le palle normali, quelle a spicchi colorati per intenderci, poi ho tre palle piuttosto grosse, una gialla, una viola e una verde, un po'clownesche per la vertà. Poi ho le clavette, perchè me le ha regalate mio fratello: lui le comperò di impeto a Certaldo, credo ci fosse un festival del teatro di strada e si mise subito all'opera, senza capirci una mazza, con le clavette appunto, ma un tale si premurò pure di fotografarlo come se fosse un vero giocoliere: hi! hi!
Poi ho gli anelli, detti pure cerchi, che me li sono comperata come autoregalo quando seppi che mi dovevano operare al naso in seguito a un incidente, che manco l'avevo detto ai miei che mi dovevo operare perchè c'ero così rimasta male (sigh!). E mi comperai gli anelli e un paio di calzini di duffy duck.
Ora con tutto questo bell'armamentario cosa ci faccio io? che son dieci anni che ho 'sta roba e so solo far girare tre palle (certe volte pure molte di più...chiedete pure in giro, a mio marito, ai miei colleghi etc. non mancheranno attestati al merito).
Che non si può far giocoleria da soli, ci vuole il gruppo, ci vuole chi ti corregge se scentri il tiro! Stasera ho giocato un'ora e mi sono stancata tantissimo. Sempre con tre palle. Diventerò una perfezionista. Solo allora passerò alle clavette. E dopo così potrò conseguire il mio sogno di far ruotare addirittura le torce infuocate. Son dieci anni che aspetto.
Ele, ti ricorda qualcosa la questione? hi! hi!

18 febbraio 2007

Due Angeli



Bisogna partire da un dato, ossia, che il mio matrimonio è stata la festa più bella che la Val di Magra ha visto negli ultimi anni. Direi pure dal dopoguerra ad oggi. Senza esagerare. Non tanto per i due soggetti interessati direttamente all'evento, quanto per le persone che vi hanno preso parte. Molte belle, bellissime donne. Che rivedere le foto e farle vedere è un vero piacere. E poi sono stati in tanti ad avere avuto un ruolo di collaborazione attiva, dalle piccole cose tuttavia indispensabili, come il sottogonna che mi ha regalato la mia collega Carla, a quelle più impegnative, come il Dando che si è messo a disposizione con il suo furgone, per rifornirci di tavoli e panche. Ci sarebbe sta scrivere per ore...accipicchia! Scartata l'ipotesi di andare in chiesa a dorso d'asino, Rosita è troppo giovane e imprevedibile, io davo per scontato che il mio autista, anzi la mia autista, fosse Laura. Perchè Laura è una che giuda davvero, non come la maggior parte di noi che ci adagiamo sulle provinciali e in autostrada facciamo guidare la nostra metà. E poi un'autista che è stata Nazionale della squadra di pallavolo, vuoi mettere?Perchè Laura in tutto ciò che fa è un'eccellenza. Sono sicura che sta diventando anche un'ottima giardiniera chic. Insomma io davo per scontato che fosse Laura la mia autista. Non sapevo una cosa, che mi ha rivelato una sera Simona e poi mi ha confermato Susanna successivamente. Laura aveva un'amica che se ne stava andando. Un'amica a cui era legatissima, come una sorella.Si chiamava Monica. E allora mentre si avvicinava la data delle mie nozze Susanna mi ha avvisato che la cosa poteva saltare se succedeva l'irreparabile. Cosa dire? che questa cosa che interessava Laura, riguardava anche me, perchè non potevo vivere la piena gioia di quel momento se una mia amica stava male. Tra l'altro una cosa analoga stava accadendo a un'altra giovane donna, Alessandra. La frequentavamo saltuariamente da un po'di tempo, perchè il suo fidanzato, il Migno, è amico di Paolo. Monica non me la ricordo, Alessandra invece si. Pure capodanno insieme avevamo fatto. Era già ammalata da tempo. Paolo le ha portato i nostri confetti, io non me la sono sentita di avvicinarmi a lei all'ultimo, il nostro non era un legame collaudato e io avevo il timore di essere inopportuna in quei frangenti.
Poi è successo ciò che non doveva accadere. Alessandra e Monica se ne sono andate ad un giorno di distanza l'una dall'altra. Mancavano 10 giorni al mio matrimonio.E hai voglia di dire che la vita va avanti, che certe cose succedono. Perchè è troppo ingiusto così. Cioè pensi, io mi sto per sposare, sono felice e invece il destino ha riservato a queste due giovani donne tutt'altra sorte.
Non ho chiamato Laura, è stata lei a chiamarmi una mattina e non abbiamo parlato di Monica, ma di un paio di rose che le avevo dato. Poi mi ha detto "per sabato, prepariamo la macchina...". Nonostante il suo dolore Laura mi avrebbe fatto da autista. E così è stato. E il Migno ha fatto da autista a Paolo. Per un incrocio strano del destino, Paolo ed io siamo andati in chiesa condotti da due persone che avevano perso una persona carissima.
In chiesa io, chi l'avrebbe mai detto, ero stordita, emozionata oltre misura e lo confesso pure rapita da quelle fantastiche rose gialle olandesi che adornavano S. Francesco. Ma sapevo che Paolo ed io eravamo stati accompagnati lì da due Angeli. E anche la Sabry, la mia testimone, giura di averli visti lì con noi, sull'altare.