Visualizzazione post con etichetta sorella morte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sorella morte. Mostra tutti i post

25 gennaio 2011

Catia

Oggi sono passati due anni esatti, dal giorno in cui Catia, la ma amica/collega ha preso ferie per sempre.Non so dove sia adesso, perché il vuoto sconfinato che si è aperto quel giorno mi ha privata di alcune cose in cui credevo, offrendomi però in cambio una qualche rassegnata, ma serena verità.
Oggi non posso andare al cimitero, perché ho l'influenza, ma d'altro canto, non sono ancora in grado di rapportarmi, se non a fatica, con la sua tomba, vale a dire con la sua morte, perché tutto quanto è accaduto inaspettatamente, nella violenza di un pomeriggio d'inverno. E non riesco nemmeno a piangere per Catia, sebbene io se avverta ancora in me stessa i segni della ferita, anche fisica, che mi ha lasciato la sua scomparsa.
E anche parlare di lei, o scriverne è un po'come cercare, per un attimo, di riportarla tra noi e mi duole tantissimo non riuscire spiegare a chi non la conosceva che bella persona era, vitale, travolgente, generosa, capace di entusiasmarsi alla vista di un fiore o di un cagnolino.

Il 1 gennaio di quest'anno ero nel nostro posto di lavoro e quando sono riuscita a restare un po'da sola, ho cancellato i suoi numeri di telefono dal mio cellulare: ho fatto quello che mi avrebbe detto di fare lei.


Catia ed io nel 2003

22 novembre 2010

"....E' pur la mente espressa in pallida luna".


Pallida Luna, in Dietro il suono

di Sandro Zignego

Fezzano 1955 - La Spezia novembre 2010


C'è stato un tempo, del quale ho nostalgia, in cui venivo chiamata a leggere i libri dei poeti.
Ho smesso perché come ogni tanto mi accade, una passione in me stessa, ha preso il sopravvento su quella che l'ha preceduta e poi dovendo assumere un modesto incarico di rappresentante sindacale, non volevo sottrarre a mio marito il tempo che merita e dunque mi sono sentita di dover scegliere.
Ho presentato il libro di Sandro al Castello di San Terenzo nel 2006 e mi emozionò molto tenere a battesimo un libro di poesie. Qualche mese più tardi, alla vigilia di Natale, tenni una seconda lettura con lui nel suo borgo d'origine Fezzano, un borgo sul mare vicino a Portovenere. Il tempo aveva lavorato a mio favore per metabolizzare i suoi versi e quella lettura mi appassionò molto anche perché ebbi modo di parlare un po'con lui e con sua moglie e questo mi aiutò a cogliere meglio certe sfumature della sua poetica, che spero di aver trasmesso a chi mi ha ascoltato quel giorno.
Fu quasi una canzone poi, cantata in due, la lettura di una poesia contro la guerra "Non tagliamo i cedri".
Oggi ho appreso con sgomento dal giornale la fine tragica di Sandro: mi resta il suo libro di versi, di pietre, d'ulivi, di luna.

20 luglio 2010

Sempre con me!



Ho pensato a quest'immagine nei giorni scorsi: la mia amica sempre nel mio cuore, ogni giorno, in quello di tutte noi colleghe/sorelle. Ancora incredule.
La foto è del 2003. Io sono quasi irriconoscibile, androgina, con i capelli corti, che mi piacevano tanto, una liberazione dopo 20 anni in cui li ho portati lunghissimi. Lei è Catia che da un anno e mezzo non c'è più, ci ha lasciati all'improvviso una domenica pomeriggio di gennaio.
Non troveremo mai una ragione per capire perchè accadono certe cose.
E questa foto è per farvi vedere com'era bella Catia.

08 maggio 2010

8 maggio 1982

8 maggio 1982, sabato, durante le prove libere del Gran Premio del Belgio, a Zolder moriva in un incidente il pilota della Ferrari Gilles Villeneuve: il campione di Formula 1 più amato dai tifosi italiani. E forse dai tifosi di tutti i tempi.

29 marzo 2010

Tre donne e una gatta Sissi

Tanto il blog è mio e ci scrivo quello che voglio io. Anche a costo di sentirmi dire che questo è un blog disgustosamente intimista.

Sono stata dal veterinario stamattina perchè la gatta Sissi, micia ufficiale del luogo in cui lavoro, aveva un po'di bua da un paio di giorni. I miei colleghi drammatizzano, non essendo avvezzi ai mici, così che ieri ero sotto la doccia intenta a farmi uno scub a base di olii essenziali con cui auspicavo di procurarmi un fondoschiena liscissimo e levigatissimo ed ecco che mi tocca invece rispondere al cellulare. E'il capo. Anzi uno dei capi. "La gatta sta male, tossisce. " E io "buttala fuori!"cioè credevo che il suo problema fosse che la felina che ronfa sempre su una sedia in sala 2 disturbasse gli utenti, dunque gli suggerivo di condurla in esterni. Dove la quadrupede troverebbe fiori, prato, uccellini etc. ma niente da fare, lei è un gatto ministeriale, non la schiodi dalla sua seggiolina faticosamente conquistata dopo una precedente vita da gatta povera. Anzi quasi morta di fame.

E insomma stamani, ovvero nel mio giorno libero, sono partita di casa in auto e dunque mi sono recata nel mio posto di lavoro, con lo scopo di trascinare la Sissi riottosa dal veterinario. Alla bersagliera. Cioè senza appuntamento. Rassegnata a trascorrerci tutta la mattina.

E invece no. La veterinaria di turno riconosce me e soprattutto la Sissi e ci fa accomodare subito e procede con la visita. Non conosco il suo nome, ma già nei mesi scorsi avevo avuto modo di verificare la sua premura verso questa gatta comunitaria, tradottasi anche in visite di controllo gratuite o come oggi cure ad un costo davvero modesto. E precedenze. Attenzioni confermatemi anche da un mio collega che aveva a suo tempo condotto la Sissi in questo studio di veterinari. Ma soprattutto mi colpisce la dolcezza di questa giovane donna, che dei gatti mi pare riesca a intuire anche il carattere. E mi dice che la Sissi è una gatta buona.

La storia che ho saputo più o meno è questa: la giovane veterinaria era venuta dove io lavoro con una sua amica e avevano conosciuto la mia collega Catia. E Catia era una che ti restava addosso. Me la immagino raccontare della gatta Sissi o di Pasquale , il cane che è stato con noi tantissimo tempo.
Catia era contagiosa.
Catia è mancata qualche giorno dopo l'incontro con la veterinaria.
Cioè conosci una giovane donna piena di vita e qualche giorno dopo accade l'incredibile.
Dovrebbe essere rimasta colpita la veterinaria dalla morte di Catia. Così mi è stato detto.
Il che forse spiega tante premure, tante gentilezze, verso la nostra gatta Sissi. Che era anche gatta della Catia.
E a me tutta questa storia delicata di tenerezze e memorie mi sembra che voglia dire che la Catia continua a prendersi cura della gatta Sissi. Mi sembra un ennesimo regalo che Catia stia facendo alla nostra gattina.
E invece questo post è il mio grido silenzioso che si leva in questa notte per raggiungere la mia amica e dirle quanto mi manca.

11 marzo 2010

Sogno

Stanotte ho sognato Catia. E' la seconda volta che sogno Catia,la mia amica collega, da quando poco più di un anno fa è andata in ferie per sempre.
Nel sogno Catia mi faceva vedere, sorridendo serena, dei vasetti di felci e sempreverdi che aveva composto. La mia amica mi faceva vedere il suo angolo di piccole piante, un piccolo giardino nell'ombra.


04 febbraio 2010

De André - Sarzana 1981


Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.

Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

Rosa gialla rosa di rame
mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.

Persa per molto persa per poco
presa sul serio presa per gioco
non c'è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.

E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

T'ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

Ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.

25 gennaio 2010

Dedicato a Catia

Dedicato a Catia
che proprio un anno fa è andata in ferie per sempre, lasciandoci in un vuoto di pensiero, in un nulla senza capo ne coda.
A Catia :che continua a mandarci regali dal paradiso:
oggi ho ricevuto il mio.
Grazie Amica cara, non c'è giorno che io non ti porti con me.

13 novembre 2009

15 NOVEMBRE 2009; GIORNATA MONDIALE DEL RICORDO DELLE VITTIME DELLA STRADA

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus

ogni anno nel nostro Paese muoiono 7000 persone a causa degli incidenti stradali,troppe volte, oltra alla tragedia, le loro famiglie devono subire anche l'onta dell'ingiustizia di un sistema che accetta queste morti come inevitabili.

25 agosto 2009

Bino.



E' così: siamo compagni di viaggio.
Ci incontriamo perché il Destino ha deciso di farci un regalo smisuratamente bello.
La gioia degli innumerevoli momenti trascorsi insieme è infinitamente più forte della disperazione che ci colpisce per una separazione obbligata, ma forse in qualche modo necessaria.

25 luglio 2009

Catia

Sono passati sei mesi.
Mi è venuto in mente stamani, mentre camminavo nel sentiero di erba e di pietre sotto un sole che stordiva.
Sei mesi.
Sofferti,appassionati, colorati, irripetibili, vissuti. E tu non c'eri più con noi, perché sei mesi fa hai preso ferie per sempre.
Dicono che il tempo sfumi le cose.
A tratti anche i ricordi. Eppure in un lampo è ancora una fitta crudele nella nostra carne, è un'impossibilità del pensiero, prendere atto che tu non ci sei più.
E un grande vuoto al tuo posto. Solo un vuoto.
Dove sei finita?
Almeno hanno pensato di riservarti un posto, una finestra del Paradiso da cui osservare le tue amiche?
Puoi almeno ascoltare le nostre chiacchiere, le nostre risate, i nostri sfoghi?
Riesci ancora a volerci bene?

09 giugno 2009

Una rosa...

per te.
Per ricordarti qualora ce ne fosse bisogno.
Per parlare di te, a chi passa di qua.
Perché anche chi non ti ha conosciuta sappia chi eri, dalle mie parole.
Una rosa che guarda lontano.
Per scrutare il cielo con rabbia.
Per cercare di sentire la tua anima, assaporandone il profumo.

Photobucket

07 marzo 2009

Vorrei sognarti, perché forse solo nel sogno riuscirei a congedarmi da te.
O meglio da quella determinazione terrena, si, mortale, di te. Ragazza.
Vorrei sognarti, perché da sveglia non riesco a prendere consapevolezza di ciò che è accaduto in una stupida domenica di gennaio.
E'come se i pensieri si facessero compatti nel cervello, come se si stringessero l'uno all'altro, impedendo così che trovi spazio nella mente,l'idea che tu non ci sia più.
Non ci riesco a rendermene conto, perché non voglio.
Perché diventarne consapevole, equivarrebbe a lasciare entrare, finalmente, il dolore.
Inginocchiarmi nel suo fuoco. E piangerti.

16 febbraio 2009

...questo blog...

...questo blog attraversa una fase di transizione, perchè da quando ho smesso di fumare, non riesco quasi più a scrivere.
D'altro canto ho in corso la potatura delle rose, quindi sono piuttosto impegnata.
E poi mi hanno detto che questo blog è troppo intimista e ritenendomi io invece portatrice di valori universali ci sono rimasta piuttosto male.
E poi forse non riesco più a scrivere anche perchè in una domenica di gennaio la mia collega Catia ha deciso di prendersi ferie per sempre.

26 gennaio 2009

Catia

Te ne sei andata
lasciando una tazza da thè colorata d'azzurro
un articolo di cronaca
e un buio freddo cieco e crudele in tutti noi.
E niente sarà più come prima.
So che metterai in subbuglio anche il Paradiso con la tua vitalità.
Riuscirai a radunare una combriccola di angeli
in chiacchiere e sigarette,
e San Pietro penserà seriamente di dimettersi.
Ma guarda te, se anche oggi mi tocca sostituirti al lavoro!

16 ottobre 2008

Dedicata a Ugo

I wish you were here

So, so you think you can tell Heaven from Hell,
blue skies from pain.
Can you tell a green field from a cold steel rail? A smile from a veil?
Do you think you can tell?

And did they get you trade your heroes for ghosts?
Hot ashes for trees? Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change? And did you exchange
a walk on part in the war for a lead role in a cage?

How I wish, how I wish you were here.
We're just two lost souls swimming in a fish bowl,
year after year,
running over the same old ground. What have we found?
The same old fears,
wish you were here.

Non è il suo compleanno e nemmeno l'anniversario della sua scomparsa. E' solo che mi manca tanto il mio amico/collega e so che gli piacerebbe questa canzone che ha accompagnato la sua gioventù.
Dedicata a Ugo, che portava sempre nel turno di lavoro, un'aria di festa.
Per la rabbia e il dolore che a tratti mi assalgono, quando innanzi agli occhi enigmatici di Medusa, a estranei utenti, un po'perplessi, talora sinceramente commossi, ricordo il mio amico che non c'è più e li accompagno a vedere la sua rosa.
E solo a poterlo nominare, è assurdo lo so, è come se per un attimo lui fosse lì con noi.
Sono sicura che gli manca la nostra piana verde, le serate passate a fare musica, i coni bianchi della Algida d'estate, i giri in vespa.

Si parla spesso del mobbing sul posto di lavoro, parimenti si parla delle relazioni sentimentali, sovente clandestine, che nascono nei posti di lavoro.
Ma tali casistiche estreme non esauriscono le dinamiche umane dei luoghi di lavoro: bisognerebbe ricordarsi di rammentare l'affetto autentico, vuoi pure una familiarità indotta dall'abitudine quotidiana, che lega le persone quando passano insieme tante, tante ore insieme.

20 agosto 2008

Buon Paradiso, Dottor Gramigna!

è mancato oggi un mio collega, si chiamava Giorgio, ma lui amava autodefinirsi "Dottore in Gramigna".
Mi ripeteva spesso:
STUDIA! STUDIA!
SCRIVI! SCRIVI!
NON TI SPOSARE MAI!
su quest'ultimo punto vorrei spiegare il suo pensiero: diceva infatti che noi donne troppo spesso chiudiamo in un cassetto il nostro titolo di studio, le nostre velleità artistiche, per far fronte alle esigenze della famiglia.
Mi sa che un po'aveva ragione.

24 luglio 2008

Non so perchè, ma è in certi pomeriggi d'estate che mi viene in mente lei. Era bellissima: la vedevo quasi esclusivamente di profilo, lei sedeva in prima fila, io nella penultima. Eppure aveva già un sentore di tragedia fin da allora, tanto che la prof. d'inglese, eravamo in IV ginnasio, sapendo della sua imminente bocciatura, la sconsigliò di tentare la strada di un altro liceo, che all'epoca era frequentato da gente pessima. E invece ci andò.
La rividi due anni più tardi in via Roma: mi chiese se potevo prestarle dei soldi. Era ancora bella, ancora vestita con un certo gusto originale, ricercato. Mi accompagnò fino in ospedale dove stavo andando a trovare mio fratello e fui felice che lui la vedesse, bella com'era.
La ritrovai anni dopo in discoteca. Mi abbracciò tanto, era come una bimba. Aveva proprio bisogno di essere abbracciata. Sapevo che era stata in comunità. Quella fu l'ultima volta che la vidi.
Morì in un incidente, ma non se ne parlò, non si lesse sui giornali: troppo il disagio, penso anche d'immagine, per quella famiglia, non importante, ma comunque in vista. Per quel padre, soprattutto, che quando lei abortì, fece mettere la spirale anche alla sorella minore. O per quella madre che distingueva tra "la figlia intelligente e la figlia deficiente".
So che le organizzano una qualche commemorazione con scopi benefici in una città che non è la sua, lontano da quelle che un tempo erano le sue compagne di scuola, in quell'ultimo suo anno prima che si compiesse ciò che a tutti, forse, sembrava inevitabile.

08 marzo 2008

Antigone Sono Io

Da mia nonna Elia ho preso alcune cose, meglio sarebbe stato assomigliarle di più, ad ogni buon conto a lei devo la passione per il giardinaggio, quella per l'uncinetto (oggi decisamente in ribasso, anche se un occhio alle vetrine dei negozi di filati lo butto sempre) e la vocazione cimiteriale che mi è sorta da alcuni anni. Sarà che da piccola mi è capitato di accompagnare mia nonna al cimitero e mettere fiori innanzi ai ritratti in bianco e nero di vecchi sconosciuti dai volti accigliati. Ma mi piaceva maneggiare i fiori! I miei genitori, secondo un costume sempre più diffuso, sono alieni dalle frequentazioni cimiteriali, anche se mia mamma a dire il vero, da quando è mancato mio nonno Nandino di Battilana, cioè suo padre, ogni tanto al cimitero ci va.
Nel mio caso è stata la scomparsa improvvisa di una seconda cugina a farmi andare al cimitero: era la mia bella coppia quella ragazza, aveva 1000 virtù. Solo per portarle a lei, posso recidere le mie rose preferite e quando è il periodo le porto i fiori della crocosmia, perchè il suo compagno di una vita mi ha detto che impazziva per quella tonalità d'arancione. Era straziato dal dolore, tanto che temevo per lui, perchè erano una coppia affiatatissima, sempre insieme a parlare fitto fitto come due fidanzatini.
Un giorno l'ho incontrato al cimitero, lui ci andava praticamente sempre, ed era vicino a una giovane donna il cui marito è sepolto accanto a mia cugina. Ho messo le rose nel vaso, ne ho regalata una alla bimba che era con loro, poi faccio :"Io vado". E lui :"noi restiamo ancora un po'qui...". Insomma è proprio vero che innanzi alle lapidi nascono storie d'amore. Probabilmente è chi parte, che vuole che sia sereno chi resta. Perchè le persone che ci amano, mica vogliono che stiamo male senza di loro!
Di nascosto, si perchè mi scoccia che mi veda qualcuno dei suoi parenti, vado da un ragazzo che mi piaceva tantissimo.Lui non lo sapeva. Ora lo saprà. Per tanti anni sono andata nel suo negozio, non è che fosse un tipo simpatico, almeno non lo era con me: comunque era il classico "bel tenebroso" con gli occhi di ghiaccio. L'ultima volta che ci ho parlato era un ottobre meraviglioso, io mi inebriavo di pomeriggi giardinicoli e lo dissi a lui quanto mi piacesse stare all'aria aperta e vivermi quelle giornate in cui una luce dorata illuminava il giardino. Ci pensò un attimo: "Sarebbe bello stare all'aria aperta. Averci tempo...". Mi viene amaramente da considerare che ora gli mancherà per sempre quel tempo.
Per conto dei miei colleghi di lavoro mi occupo di portare i fiori a Ugo quando è il suo anniversario a nome di tutti noi e mi faccio confezionare un bel ciclamino bianco. E sul biglietto vorrei scriverci tante cose,vorrei scriverci una canzone del Liga, ma lo so che non sta bene dare troppo spazio all'emotività.
Da quando mi sono sposata ho assunto l'onere della famiglia di mio marito, cioè vado al cimitero da sua mamma e da sua nonna. Strappo l'erba e metto i fiori, freschi se la stagione consente, oppure finti. Ogni tanto ci porto una pianta, poi quando è esausta la riporto a casa e ne metto un altra.
A queste premure sono stata anche invitata da loro una vicina di casa, che al cimitero purtroppo ci va ogni giorno. Purtroppo perchè ha più affetti cari là dentro che fuori. Anche se io le voglio benissimo. E ora che è presa da un'ennesima croce (dico ma lassù, in Cielo, alle volte, un po'di remore le avete?) ed è in giro per gli ospedali, mi sono offerta nell'aiutarla nell'unico modo che posso, cioè andando al cimitero ora che lei non ci può andare.
E così stamani sono andata presto presto, per rispettare l'impegno che mi sono presa e ho controllato la situazione. Tra un paio di giorni tornerò a mettere fiori freschi. Narcisi che ora abbondano e qualche vasetto di primula a sostituire quelle stazzonate dalla pioggia.
Poi mi sono diretta verso il lato opposto del camposanto, ho attraversato l'ala monumentale, il tumulo dei caduti della prima guerra mondiale che mi mette davvero una tristezza il pensiero di quei ragazzi, di quelle vite rubate...e poi le lapidi che risalgono a quasi un secolo fa, famiglie dai nomi importanti, attestazioni di virtù muliebri, devozioni maritali, tombe dimenticate di stirpi senza epigoni.
E sono arrivata dove una settimana fa è stata seppellita una delle persone più importanti della mia vita.Si può essere drammaticamente importanti, nella vita di qualcuno, anche se alle volte molto meglio sarebbe non essersi incontrati. Alcune rose bianche nonostante la pioggia e il vento bestio dei giorni scorsi erano ancora belle. Gli sarebbero piaciute. Servirebbe a qualcosa farne una talea? Mi è scesa qualche lacrima e pure un mezzo sorriso quando nel pantano mi sono ritrovata le scarpe e i jeans sporchi di terra: "Mi porti sempre guai...". E mi son chiesta come stesse ora, se stesse bene, no! no! non era certo quello che volevi, accidenti!lo so che non volevi una cosa del genere! ieri ho abbracciato il nostro compagno di liceo, ti ha fatto un articolo bello e toccante sul giornale...Ma guarda te se ce lo saremmo mai immaginato di incontrarci così.Non ci era mai venuto in mente. Guarda te! io qua a farti gli offici funebri. A ricordare la tua voce.A ricordare come ridi. A cercare di prendere atto, coscienza, consapevolezza della tua morte. A immaginare come sarebbe potuta essere la tua vita. A ricordare invece com'è stata la tua vita. "... un brivido che vola via".