una femmina giardinicola, fervente ligure apuana, metodica gattara e appassionata persecutrice di cause perse!

24 settembre 2009

Ahi settembre, mi dirai...

...............quanti amori porterai........












...le vendemmie che farò!




Prove di cespuglio: elicriso, dodonea viscosa e sulla dx si vede l'achillea che mi ha regalato la Tilla





.......come il sole all'improvviso...



un ghiacciolo all'amarena: nostalgie dell'infanzia!


come farfalle si levano in volo nell'aria settembrina gli anemoni della mia amica Tilla



bacche per Bacco!!!





rubro veleno



....per Sarah (van Fleet) è sempre primavera...




rosa femmina.










talee di rose , sempre talee di rose. A sx le novelle, a dx talee di un anno. Pensiamo al futuro. Il giardinaggio è decisamente per persone ottimiste!



Passano lungo la strada e io li ascolto mentre indicano la mia casa, il mio giardino e dicono che questa è la casa delle fate.
E beh, mi sa che alle volte hanno proprio ragione.






inedito, dolcissimo Bino ....che fa la linguaccia! una delle ultime foto che ho fatto al mio gattino

20 settembre 2009

ultimo giorno dell'estate 2009

La mia prima estate senza sigarette. Ho abbondato di musica punk e rossetto Lancome Color Fever 118, del quale ho fatto incetta in tutte le profumerie comprese tra La Spezia , Genova e Sanremo.
Ho lavorato tanto, ma davvero tanto, risentendone anche dell'impegno fisico. E'stata dura la settimana di ferragosto. Dicevo "oggi svengo!". E invece no, perché amo molto il mio lavoro e così proprio il giorno di ferragosto, commentando con degli utenti un passo dell' Iliade , ho guardato mio padre che era lì e davanti a tutti ho raccontato che nelle mie notti insonni di bambina (da grande sono diventata una dormigliona!) mi raccontava l'Odissa come se fosse una favola.
Il che, tutto sommato, spiega oggi molte cose.

Credo che il mio giardino sia migliorato rispetto allo scorso anno, tuttavia quando vengono le femmine giardinicole mi vergogno un po': adesso è entrato in qulla straordinaria fase stagionale che Claudio il marito della Tilla definirebbe "ciglio stradale". Ma sono dolori di crescita.

La sera del mio anniversario di matrimonio ho fatto una bellissima festa in cui ha suonato Mirco Grisolia.

Poi quest'estate ho trovato una nuova amica, si chiama Sabrina e ci siamo incontrate nel corso dei nostri giretti con i cani: donna decisamente in gamba, proprio una bella persona.

Il giorno più bello di questa estate è stato quando ho incontrato Vladimir Luxuria: pensare che la sera prima l'avevo vista recitare a Sarzana e il giorno dopo è arrivata da sola dove lavoro. Se fosse stato un qualsivoglia ex onorevole, come minimo sarebbe arrivato con scorta di servi, servitù e cani da caccia. Lei è arrivata da sola.
Le sono andata incontro emozionatissima e l'ho praticamente sequestrata perchè io sono una sua ammiratrice, l'ho sempre sostenuta con il televoto all' Isola dei Famosi.
Ma è stata una festa anche per i miei colleghi:quel giorno ci ha messo addosso il buonumore a tutti. Ma a me di più!
Torna Vlady, ti prego!!!!

Il giorno più brutto di tutta l'estate è stato quando è morto il mio gattino Bino. E'stato un gatto amato smisuratamente.

Poi devo dire che per le rose che coltivo dove lavoro è stata una stagione difficile, non ho sempre avuto modo di annaffiarle, presa dalla fretta delle incombenze che un tempo mi trovavo a svolgere con Catia. Stavamo interi pomeriggi d'estate in quella sezione staccata, lontane dai colleghi, con le nostre sigarette e il cornetto algida a metà pomeriggio. Lei ed io e 1000 chiacchiere. Eravamo in due e avevo più tempo per annaffiare le rose. Nel corso di quest'estate invece ritrovandomi sola, là dove un tempo eravamo in due, per forza ho dovuto fare in fretta, ho dunque annaffiato di meno e le mie rose hanno avuto molti meno fiori.
Anche le rose hanno sofferto, a modo loro, il fatto che non c'è più Catia.

19 settembre 2009

La leggenda di Hasting (a modo mio! )

(post già pubblicato dalla sottoscritta, ma trattandosi di un'opera di indubbia qualità letteraria, ritengo opportuno divulgarne il più possibile la conoscenza)

Hasting arrivò nella piana un giorno di fine febbraio del IX secolo d. C. Con un paio di navi attraccò la dove un tempo c'era il porto di Luna.
Lui e il suo seguito ristettero innanzi alla città. Tutto intorno c'era ancora tanto marmo bianco che il sole e i germogli verdi di quell'incipiente primavera facevano risaltare nel suo candore. Non l'avevano mai vista una città, Hasting e i suoi, vichinghi com'erano, avvezzi alla vita di mare, ogni tanto quando tornavano in quella che noi oggi chiamiamo Danimarca, trovavano nella migliore delle ipotesi qualche baracca di legno. Alcuni di loro, imbarcatisi giovanissimi, ne avevano anche perso la memoria. E questa città mezza diroccata innanzi ai loro occhi, gli parve così bella e grande che credettero di essere arrivati niente meno che a Roma.
Ma nessuno si faccia l'idea che fossero dei gonzi i vichinghi, giacché la storia proverà esattamente il contrario.
Hasting scelse alcuni dei suoi dall'aspetto più rassicurante affinché lo accompagnassero a un incontro con le autorità cittadine, o meglio l'unica autorità rimasta, in mezzo a pastori e contadini, che era il vescovo.
Va detto che il vescovo in quella congiuntura anarchica che interessava l'intera penisola faceva un po'di tutto, cioè faceva anche il direttore amministrativo della città, anche se molti degli autoctoni avrebbero voluto che facesse solo il vescovo e che si occupasse di anime, mentre per il governo della città avrebbero voluto una figura distinta, benché l' obiezione ricorrente era "Sci, cuscì a toca mantenerne doi!"
Era ancora pagano Hasting e pure tutti i suoi uomini, ma avevano vaghe cognizioni della "buona novella" e una volta presa familiarità con il vescovo gli chiesero di essere battezzati. Il vescovo presagì il colpaccio: 50 o 60 catecumeni non ti capitano tutti i giorni! Allora si misero d'accordo e di lì a poco tutti i vichinghi furono emendati dal peccato di Adamo e anche da quelli che fino ad allora avevano commesso, che non era poco per gente che campava di razzie e violenze.
Se non che poco dopo esser stato battezzato Hasting iniziò a sentirsi male: un gran imbarazzo prese il vescovo e gli uomini della piana, dato che Hasting era un uomo forte e nel cuore degli anni e in quei giorni aveva posato i suoi occhi azzurri anche su taluna delle autoctone, così pure le donne ne erano molto dispiaciute che si sentisse tanto male.
Mentre lui si consumava sul suo letto di sofferenze protetto dai più fidi tra i suoi guerrieri, un po'più defilata una parte della sua compagine si diede a perlustrare i dintorni. Il clima gli piaceva,a quei pirati venuti dal Nord, anche se i contadini si lamentavano che febbraio era il mese più freddo dell'anno. Qualcuno di essi assaggiò una cosa sconosciuta, una cosa che proprio in tutta la Danimarca non si poteva assaggiare: l'olio d'oliva.
Qualche altro invece si spaventò quando si vide passare innanzi le pecore. Tutte nere. Lì per lì pensò a qualche oscuro presagio, poi ebbe modo di capire che erano l'unico tipo di pecore presenti nella zona e se il loro formaggio era buonissimo, tutto sommato, sebbene nere, erano pecore come le altre. E anche le donne della piana, ritrovandosi intorno quei vichinghi dai baffi biondi e con gli occhi azzurri, come non ne avevano mai visti di quei colori, di lì a poco capirono che erano uomini come tutti gli altri.
Se non che la morte di Hasting obbligò tutti i suoi uomini a metter fine a quella piacevole vacanza e nella piana corse un pensiero comune: "mo lu chi i è mort'! mo com'a facian?". Si, perchè essendo Hasting battezzato ora toccava fargli le esequie da cristiano! Anzi, riferirono i suoi emissari che l'ultima volontà del defunto richiedeva niente meno che un funerale officiato dal vescovo in persona, per di più dentro la basilica di Luna: hai capito Hasting? che in cambio però avrebbe lasciato in eredità ai miei concittadini tutti i suoi beni conseguiti in una rispettabile vita da pirata. La perplessità fu generale, certo che beccarsi tutto quell'oro, quei beni preziosi, in cambio di un funerale in basilica non era cosa da poco!
Solo Titina cercò di avvertire i suoi concittadini dell'inopportunità di concedere la loro bella basilica, lei che era pure un po'istruita, anzi forse pure più istruita del vescovo e esclamò "timeo Danaos et dona ferentes", ma nessuno la capì, nemmeno il vescovo. E diffidava Titina di quelli che venivano da fuori, perchè tanti, ma proprio tanti anni fa, gliel'aveva raccontato sua nonna, che l'aveva saputo a sua volta dalla sua nonna, erano arrivati nella piana i barbari della Pannonia e si erano lasciati dietro una scia di sangue e violenze. "Lo sapete" gridò Titina nel corso di quell' infervorata assemblea " perchè non abbiamo più le mura a difesa della città? Perchè furono altri uomini, venuti dal Nord ad obbligare i nostri antenati a demolirle!" e continuò "Lo sapete cosa ha fatto Rotari alla nostra gente? è vero che lo sapete?".
Lo sapevano si, ma gli scocciava un po'dar retta a una donna.
E allora con un moto di disperazione supplicò i suoi :" Che autorità abbiamo noi per concedere la nostra basilica a uno straniero? Dobbiamo avere l'autorizzazione del papa! mandiamo un'ambasciata a Roma!".
Ma era consapevole che la cosa era troppo complicata, con un morto lì in attesa e poi avanzare una richiesta al papa di Roma per una questioncella di periferia, suvvia. Ammesso che poi ci fosse un papa in carica in quel momento, che magari è come ai nostri giorni quando aspetti qualcosa dal ministro e invece ti ritrovi senza governo e devi aspettare le elezioni.
Il vescovo ne ebbe abbastanza e pensò che la faccenda la poteva risolvere lui e si apprestò a fare il funerale dentro la basilica.
E venne il giorno del funerale, con i vichinghi schierati, con le armi in bella mostra, a rendere omaggio ad Hasting, perchè si sa che il funerale d'un uomo d'armi, quantunque pirata, richiede un bello sfoggio di lance, pugnali, spade...
E fu così, narrano le cronache, ad un certo punto Hasting, il morto...che non era morto, si tirò sù e tagliò la testa al vescovo! che divenne poi San Ceccardo di Carrara. E i suoi uomini, dentro la basilica, armati, fecero man bassa di beni e i persone. I vichinghi se ne ripartirono lasciando dietro di se la solita scia di sangue, violenze e rapine che avevano fatto a loro tempo i Longobardi di Rotari. E prima di loro i Goti di Alarico.
Titina pensò che i suoi concittadini erano proprio incorreggibili, non sapevano imparare dalla Storia e così ogni tanto sarebbe sempre capitato dalle sue parti un furbo venuto da fuori a fregarli con la prospettiva di migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro. E chissà ci sarebbe stata sempre qualcuna come lei a gridare che li stavano fregando, ma in quanto donna sarebbe comunque rimasta inascoltata.
Hasting proseguì le sue scorrerie in nave annoverando ora tra i suoi beni anche alcuni piccoli tesori sottratti al vescovo di Luna, ma per lo più le sue navi ripartirono con un cospicuo carico d'olio d'oliva di San Martino e botti piene di vino di Candia.
Eppure non si dava pace, che scappando da quella giornata di violenze le sue navi erano partite lasciando a terra un gruppetto di uomini. Si consolò in seguito,del resto non erano i più crudeli e i più falsi quelli lasciati laggiù nella piana, ma chissà che fine potevano aver fatto?
Io lo so. Perchè ho tanti parenti e amici, in Battilana , a Nicola e a Castelnuovo che hanno gli occhi azzurri.

16 settembre 2009

Guido mi lascia sola...

...nei profili di blog.spot!
Cliccando a destra sullo schermo, c'è infatti il mio profilo, corredato da una foto che mi aveva fatto la Catia.
Tra gli interessi ho messo Guido Gozzano, che unitamente a Yeats è il mio poeta preferito.
Eppure sono sola nei profili di blog.spot.
Come?!
Solo io per guidogozzano?! o gozzanoguido?!


Ad un'ignota

Tutto ignoro di te: nome, cognome,
l'occhio, il sorriso, la parola, il gesto;
e sapere non voglio, e non ho chiesto
il colore nemmen delle tue chiome.

Ma so che vivi nel silenzio; come
care ti sono le mie rime: questo
ti fa sorella nel mio sogno mesto,
o amica senza volto e senza nome.

Fuori del sogno fatto di rimpianto
forse non mai, non mai c'incontreremo,
forse non ti vedrò, non mi vedrai.

Ma più di quella che ci siede accanto
cara è l'amica che non mai vedremo;
supremo è il bene che non giunge mai!

Sempre aperto!

Si ricomincia. Dopo le ferie, tarde, iniziate malissimo, ma poi un po'a casa, un po'a zonzo, sono riuscita a rilassarmi e a stare bene.
E'tornata la pioggia, così che portare il cibo ai gatti poveri è un po'più impegnativo.
Anticipo d'un quarto d'ora la levataccia mattutina, per recarmi a nutrire i miei cuccioli prima di andare al lavoro.
Eppure è passato solo un mese!
Dalla calura estiva alla pioggia d'autunno: le gattare non vanno mai in vacanza.

Emergenza a Calarasi : CHIUDE IL CANILE!



(Copio il testo seguente dalle pagine di Save the Dogs: un'associazione che io sostengo e amo smisuratamente!)

La notizia è ufficiale: il canile di Calarasi chiuderà questo autunno.
La nostra associazione ha lottato strenuamente per poter portare avanti il progetto dal febbraio 2008, spendendo ogni mese circa 7.000 euro, oltre ad un investimento iniziale rilevante per realizzare i recinti e acquistare i containers. Ma i nostri sforzi, purtroppo, non sono bastati.
A rendere oramai insostenibile l’intervento in questa città vi sono la totale inaffidabilità dei fondi del 5×1000 (la cui erogazione continua ad essere rimandata dal Governo) e il calo delle donazioni legato alla crisi economica. Ad aggravare la situazione vi sono poi aspetti (non meno rilevanti) legati all’atteggiamento delle istituzioni locali e cioè il fatto che il Comune:
- non abbia finalizzato le pratiche per l’intestazione del terreno a STD ad un anno e mezzo dal nostro arrivo, rendendo di fatto illegali tutte le nostre attività sul posto, incluse quelle mediche (non è stato possibile ottenere i permessi sanitari-veterinari indispensabili per sterilizzare e curare i randagi);
- abbia d’altro canto stipulato un contratto per circa 60.000 euro con una società privata, che cattura con metodi barbari i cani “da sterilizzare”. Non si comprende come mai le nostre proposte di partnership siano state del tutto ignorate, nonostante la disponibilità a sostenere direttamente il 50% delle spese di un programma di sterilizzazione intensivo. Ovviamente non è mai giunto alcun tipo di contributo a STD.
La chiusura e lo smantellamento definitivo del canile sono previsti entro il 30 ottobre 2009, con la possibilità di prorogare eventualmente di qualche settimana qualora non si trovi una collocazione ai 270 cani ospiti nella struttura. L’intenzione è quella di svuotare il rifugio e di portare via, pezzo a pezzo, recinzioni, gabbie e attrezzature, per evitare che altri pazzi o malintenzionati possano usufruire dell’area. Provvederemo a riutilizzare tutto ciò che è in buone condizioni a Cernavoda e a Medgidia. La brutta notizia è già stata data allo staff locale, per il quale l’associazione ha previsto due mesi di buona uscita. STD ha inoltre proposto alla veterinaria del rifugio di aprire un ambulatorio che sterilizzi a prezzo di costo i cani e i gatti di proprietà, offrendo in cambio (in comodato gratuito) le attrezzature della sala operatoria.
La vice presidente di STD, Paola Lazzarini, e la responsabile adozioni Ylenia Bitetti si trovano da alcuni giorni in Romania per selezionare gli animali adottabili ed incrementare, tramite foto e filmati, le loro chance di adozione. Oltre ai rifugi Italiani, anche i partners Olandesi e finlandesi Finlandia si occuperanno di trovare famiglie ad alcuni dei 270 cani randagi ospiti nel canile di Calarasi. Ci auguriamo che i sostenitori comprendano le difficoltà insormontabili che ci troviamo ad affrontare e che restino al nostro fianco anche in questo momento così drammatico per l’associazione. E’ la prima volta che ci troviamo a dover fare “un passo indietro”, ma persistere nonostante la mancanza di fondi e l’isolamento politico potrebbe voler dire mettere in pericolo anche gli altri progetti, già minacciati da seri problemi politici.

Cosa potete fare per i 270 cani di Calarasi?

Ovviamente ciascuno di voi può aiutarci a far sì che tale chiusura sia la meno dolorosa possibile. In particolare, abbiamo bisogno di far partire il maggior numero di animali. Ecco alcune idee per darci una mano:
1) sono necessarie risorse per pagare i biglietti aerei dei cani (Euro 5,00 al kg) da far volare in nord Italia. Mediamente, i cani da collocare pesano circa 15 kg l’uno, per un totale di c.a. 75 euro a cane. Visitate la pagina AIUTACI per fare una donazione, scrivendo nella causale “biglietto per un cane di Calarasi“. Riceverete a casa la foto del cane che avete salvato sponsorizzando il suo volo con il riferimento al rifugio che lo ha accolto.
2) donateci i vostri punti Mille Miglia Alitalia per far volare i volontari. Scrivete ad adozioni@savethedogs.eu per fornirci il numero di tessera, il PIN e la vostra data di nascita.
3) cerchiamo volontari disposti a volare su Bucarest in giornata ma anche a ritirare i cani agli aeroporti di Milano MPX-Bergamo e Verona per consegnarli ai rifugi; scrivete ad adozioni@savethedogs.eu per dare la vostra disponibilità.
4) se sei volontario di un rifugio del nord Italia, metti in contatto i responsabili del canile con STD. Anche ritirando 1 o 2 cani potete contribuire in modo significativo allo svuotamento del canile.
Ricordiamo a tutti che i cani presenti sono stati in parte ereditati dalla precedente gestione e in parte sono stati abbandonati presso il rifugio da cittadini irresponsabili. Nessuno di questi animali è in grado di sopravvivere per la strada, tantomeno in una città come Calarasi dove i randagi sono migliaia e le crudeltà e gli avvelenamenti all’ordine del giorno. Ogni cane che partirà sarà un cane che avrà la vita salva.
Per conoscere la storia del nostro intervento a Calarasi, visitate le seguenti sezioni:
la situazione del randagismo nella città
le foto shock del canile-lager Sufletel (2006)
l’intervento con la clinica mobile e i primi aiuti (2006)
le brutali uccisioni dei randagi (2007)
la presa in carico del rifugio da parte di STD (2008)

14 settembre 2009

Piove! Piove!

Corriamo a fare talee di rose!

06 settembre 2009

MURABILIA

Ieri sono stata a MURABILIA e mi sono divertita un mondo, perché per me è una sorta di Woodstock del giardinaggio.
Ho comperato degli anemoni bianchi, iris di diversi colori e ho scambiato due rose, rimediandone altre due in cambio: ieeeeeeee!
Oggi le mie amiche, le meravigliose giardinicole, sono state qua a pranzo e vai di nuovo con una marea di scambi di piante e talee, ma soprattutto abbiamo condiviso chiacchiere, risate e due bellissimi giorni insieme!
Rivediamoci presto, fante!