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17 febbraio 2022

Diritti di moda

Nel mio Comune lo scorso anno hanno inaugurato una sorta di rotonda, con immancabile albero d'ulivo e  con un'epigrafe contro l'omo, bi, transfobia. Cioè c'è scritto qualcosa di simile, ma io già sul bi mi perdo, perchè non capisco chi è bi, cosa vuole. 
A parte che secondo me tutti, in linea di massima, ci innamoriamo e amiamo delle  persone.
Io trovo queste iniziative inutili, modaiole, tipiche di una classe politica che non riesce a distinguersi per un pensiero originale.
Nella frazione dove vivo ci sono molti problemi di viabilità, uno in particolare mi crea disagio, un muretto abbattuto che da anni consente un pericoloso passaggio contromano.
Sei lì che vai per la tua strada a senso unico e corri il rischio che ti arrivi addosso, contromano, una motoretta guidata da un giovinastro o il furgone di un corriere che ha furia. 
È da almeno quattro anni che c'è questa situazione, che un paio di operai in una mattinata di lavoro potrebbero sistemare.
Della sicurezza stradale non importa niente a nessuno. Muore un ragazzo in un incidente stradale e guarda caso è impegnato in un progetto di alternanza scuola-lavoro e allora si punta l'indice su Renzi che l'ha proposto, non sulla sicurezza stradale, sui 3000 morti all'anno che restano sulle nostre strade.
Sull'Aurelia dove vivo, non ci sono più le strisce pedonali e manca del tutto la  segnalazione dell'attraversamento pedonale, così che gli anziani che devono andare a fare la spesa nell'unico esercizio commerciale  in zona, penano per attraversare.  
Strisce e segnaletica stradale non sono una priorità?
Ma vuoi mettere un caxxxo di rotonda in omaggio all'ultima moda del momento?

11 dicembre 2021

05 marzo 2021

Attraversamento pedonale

L'ora è tarda, invece questa cosa mi è successa ieri mattina presto, ero a La Spezia.
Il tratto di via Vittorio Veneto mi è apparso senza auto e sullo sfondo ho visto un a figurina prossima alle strisce pedonali. 
Una macchina tipo Fiorino mi  sorpassa e io penso che arrivato alle strisce il tipo si fermerà per farla attraversare. 
Per niente! Quello tira dritto e prosegue accodandosi al semaforo rosso. 
Mi fermo io. È una ragazzina minuta, regge uno zainetto sulle spalle, potrebbe avere 13, 14 anni. 
Ma quello che è passato prima di me non l'ha vista?
Ma che vuoto c'è nella testa di uno che vede una ragazzina e non si ferma per farla attraversare!
Per andare a mettersi in fila a un semaforo rosso!?!
Quanto mi piacerebbe raggiungerlo al semaforo rosso, tirarlo fuori dal finestrino e riempirlo di ficonate!


26 gennaio 2020

Segnalazione - La leggenda dei pedoni che finiscono sotto le auto perchè passano la strada distratti

A piedi di andiamo tutti.
Siamo come tutti  gli altri, quantunque ciascuno di noi sia unico e irripetibile. 
Siamo stati tutti bambini e se ne avremmo la fortuna diventeremmo anche vecchi, anche se non ci piace affatto pensarlo.

17 dicembre 2019

Ciò che conta davvero.

La Nutella, i biscotti, Renzi, Salvini, le Sardine etc.
Tutte idiozie con cui si perde tempo, distrazioni, deviazioni di pensiero rispetto ai problemi veri.
Prima c'è da tutelare la vita.
Seguo il papà di Lorenzo su Twitter, o meglio seguo l'attività dell'associazione  Lorenzo Guarnieri  nata per perseguire l'obiettivo della sicurezza stradale e ammiro il suo impegno titanico di trasformare la perdita di un figlio, come l'occasione per impegnarsi in una battaglia di civiltà.

02 novembre 2019

3.334

Stamani ero al centro commerciale di Avenza a Carrara e ho assistito a una scena surreale, un signore anziano stava attraversando sulle strisce pedonali, sotto la pioggia e un tipo che stava arrivando in macchina gli stava inveendo contro, anche a gesti, come se l'anziano fosse in torto! Preciso che l'autista non guidava un furgone di quelli in uso agli zingari, ma una Clio blu nuova. 
Lo scorso anno in Italia sono morte 3.334 persone per incidenti stradali (vedi dati Istat), che sono anche la prima causa di morte tra i giovani: se non è un'emergenza questa! 

16 ottobre 2019

Quattro girasoli di plastica

Mentre passo in bici vedo quattro girasoli di plastica affissi al muretto. Non mi ricordo se c'erano l'ultima volta.
Sul lato opposto della strada c'è Mario che a seconda della stagione vende i fiori o le caldarroste. Ho pensato anche a lui, avanti con gli anni e una vita non certo facile, quando il boato in una notte gli ha portato innanzi agli occhi l'Inferno.
Deve essere stato il primo ad accorrere. Il più grande aveva 35 anni, la sfiga di aver chiesto un passaggio. Il suo collega 29. Gli altri due giovanissimi. Non c'è un fiore.
Le  zone in cui vivo sono arretrate, da queste parti infatti per troppe persone  la prudenza al volante non è considerata una virtù, ma semmai una debolezza.
Invece di quei 4 girasoli di plastica ci vorrebbe un monumento, una lapide, un'occasione per una cerimonia istituzionale in modo che  questa vicenda non venisse lasciata al dolore privato  dei famigliari, degli amici, ma entrerebbe in una sorta di bagaglio  collettivo di lutto, una tragedia di tutti insomma, per far riflettere la  nostra collettività sul comune obiettivo della sicurezza stradale.