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19 agosto 2023

La deviazione

Un uomo che violenta una donna è un deviato. La stessa pulsione che un uomo normale ha verso le donne, un deviato ce l'ha per la violenza: un uomo normale non gode se la donna soffre, un uomo normale è attratto dal piacere, non dalle lacrime, dalla paura, dal sangue.
I violentatori non sono normali, sono diversi intrinsecamente dagli altri uomini.
Un ladro può amare una donna, un violentatore no, perché è per sua natura un individuo malvagio.
Se in talune culture,  la violenza sulle donne è tollerata, è perché sono culture inferiori.
Alle volte penso che innanzi a certe violenze ci sia l'esigenza sociale, purificatrice, di somministrare agli esecutori una raffica di botte, vedi gli autori della violenza di gruppo a Palermo. 
Ah no? Li vogliamo mandare in galera per due o tre anni? 
Li vogliamo mettere in carico ai servizi sociali per reinserirli in società? 
Dobbiamo pagare qualche onlus laica o religiosa perché gli insegni un mestiere?
Ma perché? Cosa ce ne facciamo di certa gente?

01 maggio 2023

La pena che rieduca

Penso alla ragazza di Prato che il suo ex ha fatto picchiare da due balordi ed è stato intercettato mentre raccontava delle botte alla ragazza attuale. 
Chi dice che il carcere deve rieducare, che gli uomini violenti vanno rieducati, pensa che uno di 42 anni che ha fatto della violenza la sua scelta di vita può essere redento?
Si, a calci in culo, da qui all'eternità!

08 gennaio 2020

La pazza sofferente

Sono passati tanti anni, ero adolescente.
La ricordo vagamente , era nota come pazza.
Girava vestita di stracci sottili, pallidissima, sofferente e povera. 
Un giorno d'estate salì sull'autobus e inizió a raccontare a voce alta,  nel silenzio indifferente e imbarazzato,  di noi compagni di viaggio,   la sua storia di violenza. Non richiesta, raccontò dei soldati tedeschi che obbligarono lei e sua sorella a spogliarsi e violentarono entrambe. Usó parole non volgari, ma crude. 
Raccontò la sua verità scomoda a udirsi. 
Io ero troppo giovane per comprendere pienamente cosa ha significato quella vicenda, quante donne come lei hanno subito violenza in tempo di guerra e dopo sono rimaste vittima del contagio sociale. 
Quel soliloquio che provocava l'imbarazzo degli astanti, la sua stessa plateale emarginazione, lo capisco solo oggi, erano la sua denuncia per la violenza subita.


01 ottobre 2019

Meglio perderlo.

Ho incontrato questo signore in un contesto a carattere culturale, di quelli che bazzico per lavoro. Mi ha colpito che fosse un professionista che si è distinto al di fuori del perimetro apuo-lunigianese, un uomo stimato, con all'attivo diverse pubblicazioni e riconoscimenti. Tanto  bravo in ambito lavorativo, allo stesso modo ho riscontrato che avesse competenze singolari anche in ambito storico-artistico. Non un semplice appassionato in possesso di buona volontà, ma un uomo capace di impegnarsi e sorprendere anche gli addetti ai lavori.
Io  me ne ero accorta, ma non ero sicura, insomma un pomeriggio siamo rimasti soli e mi ha confessato che era attratto da me e la cosa curiosa era che mentre lo diceva mi dava del "lei".
Io non mi ricordo cosa gli risposi, lusingata di aver destato l'interesse di un uomo che stimavo, anche se ho avuto come l'impressione che in un confronto delle rispettive caratteristiche, il fatto di avere  16, 17 ,anni meno di lui, abbia avuto la sua importanza.
Finita lì. Come un file di cui leggi il nome, ma non lo apri.
Ci siamo persi di vista, a parte un paio di volte in cui ci siamo incrociati e ci siamo sorrisi senza parlarci.
L'ho rivisto una sera di quest'estate ad un evento di beneficenza, sono andata al suo tavolo a salutarlo, unico uomo con tre o quattro signore intorno, una delle quali la conosco bene e lui stesso mi ha detto che era la sua compagna!
Mi sono sentita un po'in imbarazzo per lei, è una donna che ho perso di vista, ma che un tempo frequentavo, una donna bella, creativa, sensibile, insomma ho pensato che si fossero "trovati". Anche se ho avuto come l'impressione che fosse  troppo avanti con gli anni anche per lei, che pure ha qualche anno più di me.
Poi ho rivisto lei dopo un po'di tempo, due o tre mesi da quella sera, loro non stanno più insieme e per fortuna, dato che il signore, il professionista stimato nelle grandi città, l'uomo colto, il fine ricercatore, in realtà è un bastardo che ha il vizio di menare le mani!
Intanto ci sono rimasta male per lei, che comunque ha troncato questa vicenda facendo intervenire i suoi famigliari per difendersi e allontanarlo.
Sono ovviamente rimasta male che un uomo di cui avevo stima, del quale ho apprezzato la sensibilità intellettuale, fosse in realtà un individuo manesco, con degli aspetto bestiali inerenti la sua ira.
Parlando con lei, la mia amica, ho ricostruito diversi aspetti di quella personalità problematica, aspetti che mi sembravano curiosità, che invece erano sintomi di un disagio:sicuramente lui si deve far curare, ma non è un problema nostro!
Spesso si associa l'idea di uomini violenti a figure che vivono in contesti di degrado socio culturale, poi invece ti imbatti in soggetti come questo, un uomo colto, con un intelligenza versatile etc. e allora si capisce che la violenza di genere non è solo un fatto di ignoranza, ma è un fenomeno molto più complesso.

03 aprile 2018

La violenza contro le donne non è un problema che riguarda solo le altre


Era il luglio del 2013, una domenica d'estate, ma nondimeno il centro cittadino brullicava di gente a passeggio. 
Sembra passato chissà quanto tempo, per me, ma anche per Sarzana, la bella cittadina in cui ero felice di vivere, sentendomi ogni giorno un po' in vacanza, che oggi è invece trascurata e in declino.
In piazza Luni mi era capitato di recitare due volte, invece quel giorno andai con la mia cagnolina Apua a una manifestazione contro il femminicidio.

22 luglio 2013

Scarpe rosse a Sarzana


Scarpe rosse in piazza Luni a Sarzana per protestare contro la violenza sulle donne.
L'evento, liberamente ispirato all'istallazione contro il femminicidio ideata dall'artista messicana Elina Chauvet, è stato organizzato dal Comitato di La Spezia di Se Non Ora Quando e si contribuiva portando un paio di scarpe rosse da donna. 


Le mie scarpe le ho "firmate" con l'indirizzo del blog, in previsione di questo piccolo reportage e con il mio nick name Satialuna.