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17 novembre 2022

Il castello



Sono cresciuta nella piana e fin da piccola ho ammirato il castello in collina. 
Poi misero un cartello stradale che indicava il castello del vescovi di Luni e io non capivo perché fosse il castello "dei vescovi" e non "del vescovo". Ma poi se erano "i vescovi di Luni", cosa ci facevano là in collina, che Luni era nel piano?
La foto, sono contenta, è piaciuta anche al Secolo XIX.

08 settembre 2021

Pellegrinaggio mariano


Ieri sera siamo andati alla Madonna di Ortonovo, al solito siamo andati a piedi lungo i sentieri, perchè in pellegrinaggio mica vai in automobile! 
Ci siamo portati i panini, anche perchè quest'anno non c'erano i banchi gastronomici.
Una celebrazione fin troppo sottotono.
Dei bambini per la strada ci hanno fermato chiedendoci il green pass.
Al ritorno lungo il bosco gli altri hanno sentito il verso di un cinghiale, io non l'ho sentito, chissà se si sarebbe accontentato di un pezzo di croccante?
Spero che la Madonna di Ortonovo ci faccia la grazia di liberarci tutti da questa terribile pandemia!
La foto è di ieri, ma ne scatto una nel medesimo posto ogni anno. 
Ma com'è bella la mia Val di Magra?!

26 luglio 2021

Reperti archeologici di Luni


 


In attesa di assistere allo spettacolo di Moni Ovadia nell'anfiteatro romano di Luni ( II sec. d.C.).
Questo luogo mi appartiene da sempre. 
In me ritrovo il lampo di terrore di un ligure apuano, quando più di 2000 anni fa, per l'esattezza nel 177 a. C.  aveva intuito le intenzioni dei conquistatori romani, la loro volontá di prendersi questa terra a tutti i costi.
E poi la dedizione di una vestale del tempio della dea Luna, il Grande Tempio, a rendere quotidiano omaggio alla divinità autoctona della splendida civitas , tutta coperta di marmo bianco. 
La curiosità di una contadina che nel IX secolo vide arrivare le milizie sgangherate di un tale  Hasting.
Poi un secolo dopo l'altro, fino ad arrivare a la nonna del mio nonno che si chiamava Filomena che da queste parti aveva una locanda proprio qua. Quanto avrei voluto conoscerla!
Quando lavoravo al museo, i visitatori spesso mi dicevano che ero come una padrona di casa! E ti credo!Vivo qua da qualche migliaio di anni!

23 marzo 2020

Dante resta. Dantedì 2020

La giornata dedicata a Dante - ovvero il Dantedì- è il 25 marzo, ma io anticipo solo di poco. Dato che in questo canto, che è poi l'ottavo del Purgatorio, si celebra la mia terra, la Val di Magra, ho messo sullo sfondo alcuni libri che la descrivono, ma avrei voluto metterne molti di più. Sul soggiorno di Dante in Val di Magra ho scritto qua . Sono fortunata perchè nei percorsi lavorativi che ho fatto, ho incontrato la sua eredità, com'è scritto su un'epigrafe affissa nel palazzo comunale di Sarzana:
orma di Dante, non si cancella.


12 ottobre 2019

Parcheggio per disabili

Siamo andate al grande ospedale, che poi si chiama NOA - Nuovo Ospedale Apuano-  fortunatamente questa volta non per incontrare un medico, ma perché là c'è un negozio che ci interessava.  Mia mamma cammina con molto disagio, quindi ho girato alla ricerca di un parcheggio per i disabili. Devo  precisare che il pass l'abbiamo preso da poco tempo, ma mia mamma ha questo problema già da circa tre anni, se non che io fino a quando non avevo il pass, la facevo scendere, poi andavo a parcheggiare dove potevo, pur lasciandola sola ad aspettarmi.
Un caso tipico mi è accaduto più volte all'ufficio postale di Dogana, a Luni, allorquando io, pur con mia mamma disabile, rispetto la legge, cioè quando non avevo il pass, non parcheggiavo lì e puntualmente ho sempre visto chi arriva davanti a quell'ufficio postale, parcheggia sulle strisce e se ne frega dell'universo mondo.  
Va beh, tornando a stamani, al NOA,  arrivo finalmente al parcheggio dei disabili, quello che sono riuscita ad individuare, data la scarsissima segnaletica - i cartelli costano - insomma sui due parcheggi disponibili c'era una macchina messa di traverso che li occupava entrambi!
Io ho indicato al tipo sull'auto il nostro tesserino blu e quello invece di levarsi di mezzo, mi ha detto qualcosa. Ora io lì per lì ho sbagliato, nel senso che ero in auto con il motore acceso e per non intralciare il traffico, sono ripartita.
Avrei invece dovuto scendere, bloccare il traffico,  fare una, dieci foto, mettermi a urlare, così magari a quello zozimo gli passava la voglia di occupare due parcheggi dei disabili.
Invece sono ripartita, ho fatto il giro del parcheggio indugiando e sono ritornata di nuovo innanzi ai due posti per disabili, in uno dei quali avevano appena parcheggiato due baldi giovanotti di colore, mentre io ho parcheggiato nel posto libero.  Poi ho fatto quello che dovevo fare con mia mamma.
Comunque io è da poco che ho il tesserino blu e devo imparare ad essere più sveglia, a dare di matto se trovo gente che fa schifo e occupa anche un attimino il posto risevato ai disabili, magari con la solita scusa mi sposto, vado via subito etc. nondimeno riconosco che vedere i due ragazzi stranieri che hanno parcheggiato fregandosene del posto riservato,  mi ha suscitato molta amarezza.

09 settembre 2019

Fuochi d'artificio

Guardavo i fuochi d'artificio nel ciel
Nella notte di festa della Chiesa e del Comune
Erano fuochi rossi, verdi, viola
Che di sicuro si vedevano da lontano
Ma guarda quel Comune valligiano
Che bei fuochi d'artificio che fa!
Ma tra me e me con un pensiero meschino
Ecco dove va a finire la mia IMU!

07 settembre 2019

Val di Magra

se novella vera
di Val di Magra o di parte vicina
sai, dillo a me, che già grande là era.

Purgatorio VIII

16 giugno 2019

Applausi all'ordinario

Capita dalle mie parti, ignoro se sia così ovunque.
Dopo mesi e mesi di foresta amazzonica lungo un tratto di strada pedonale, o ai lati di una carozzabile, il Comune taglia l'erba. 
Sui social: bravo sindaco! Avanti così! Dagli ai rosiconi. Sempre meglio!
Cioè hanno tagliato l'erba!!!
Se sistemano un marciapiede scalamato da anni poi non ne parliamo, manco fosse venuto Renzo Piano a rinnovare il volto urbanistico della zona.
Questo leggo sui social a proposito delle giunte delle mie parti, di destra e di sinistra. Sempre più convinta che il problema non siano i politici.

23 novembre 2018

Gente che fa schifo


Le foto sono state scattate stamani sulla Strada Statale Aurelia in località Dogana del Comune di Luni, innanzi all'ufficio postale.
A poche decine di metri ci sono due parcheggi liberi, dove c'è sempre posto, ma ci sono persone che antepongono sistematicanente la loro comodità all'incolumità del prossimo e così anziani, disabili, semplici pedoni devono fare lo slalom tra le automobili che sfrecciano.

08 febbraio 2018

Luni - Chiesa del Preziosissimo Sangue

Questa è la "mia " chiesa.
Il primo ricordo che ho risale a  quando fu battezzato mio fratello e io avevo 3, 4 anni. Quella era la chiesa nuova.
Quando ero bambina la trovavo fredda, moderna  e d'altro canto all'epoca mi annoiavo tantissimo quando assistevo alle funzioni religiose o quando mi toccava andare al catechismo. E poi quel preziosissimo sangue   mi faceva senso, insomma mi sarebbe piaciuto che avesse un nome normale, tipo chiesa di San Francesco o di Santa Maria.

02 dicembre 2017

La fissa dell'olio d'oliva.

Mio padre produceva un olio d'oliva fantastico, coltivando le piante in collina, sopra S. Martino, nei colli di Luni.
Il mio ex marito aveva piante relativamente giovani, coltivate in pianura a Sarzana e avendo di mira l'alta qualità, il suo olio d'oliva ha riscosso due o tre premi a livello locale. Già che ci sono dico pure che qualche anno fa, quando venne Rai 1 a Sarzana mostrarono tra i prodotti di eccellenza locale i zucchini di sua produzione.
Per i  tutti i miei primi 40 anni ed anche oltre, ho beneficiato di un olio eccellente, poi a un certo punto tutto questo è finito e io ho dovuto iniziare a utilizzare l'olio compro.

09 settembre 2017

04 settembre 2017

L'oro del Levante.



Dopo un tempo indefinito sono tornata a fare una passeggiata nel bosco, un sentiero a caso, nell'estremo levante della Liguria.
Ma prima di incontrare i castagni, ho incontrato questi ulivi e prima ancora, i grappoli di vermentino.

03 settembre 2017

Giro della Lunigiana


Stamani sono rimasta bloccata in un parcheggio perchè passava il giro della Lunigiana. Sono scesa dall'auto, ho applaudito ai ciclisti e ho fatto le foto. Il giro passava sull'Aurelia, nel Comune di Luni, che fino a qualche mese fa si chiamava Comune di Ortonovo.
E io sono cresciuta qui, a Ortonovo, tra la via Aurelia e il west.


04 febbraio 2012

Nicola di Ortonovo

Nicola di Ortonovo SP

Nicola di Ortonovo (SP).

Io ho un amore per il mio territorio che forse a tratti è anche imbarazzante.
Nicola è un borgo in collina. Lo vedi bene dalla piana di Luni, così che ti vien voglia di andare a visitarlo.
Il nome d'origine era in Mikauria, miniera d'oro in greco, e si fa risalire a un ventennio in cui i bizantini hanno dominato questo estremo lembi di terra ligure.
Avere una casa a Nicola è il mio sogno da sempre: chissà, magari se potessi mi ricomprerei la casa che mio nonno e i suoi otto fratelli hanno venduto prima di scendere al piano.
Io che appunto sto giù a Luni e incontro gente che viene da ogni dove e mi sento dire spesso da qualche tipo, con sguardo sognante (di solito un milanese) "voi non vi rendete conto delle cose belle che avete qua!". E io rispondo impertinente: "E no! ce ne rendiamo conto, eccome! non siamo mica scemi!".

16 gennaio 2012

Luni - anfiteatro romano I - II sec. d. C.

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disegno di Guglielmo Carro
a cura degli enti provinciali per il turismo di Massa - Carrara e della Spezia.

Mi sono imbattuta per caso in questa cartolina e in altre analoghe, una serie di fondi di magazzino di una cartoleria di Sarzana, di fatto una serie di immagini realizzate da Guglielmo Carro nel 1964, per celebrare il passaggio di Dante in Lunigiana.
Mi emoziona il ricordo di quel giorno che scovai queste cartoline e l'incontro fortuito con la mia professoressa di italiano del liceo, oggi una deliziosa signorina in pensione, alla quale ebbi modo proprio quel giorno di ricordare il suo insegnamento più prezioso : "Non vi fidate mai di chi non ama Dante!"

Penso a questo Paese, a questi momenti difficili che stiamo vivendo, dopo essere stati umiliati con un casino (bordello) istituzionale, adesso siamo squalificati, declassati e chi più ne ha più ne metta, eppure abbiamo una cosa così grande come Dante nella nostra coscienza, nel nostro passato! E la fortuna di poterlo leggere nella nostra lingua! perché sicuramente anche tradotto il genio emerge, ma se ne perde in armonia, in musicalità delle parole.
Ci ha lasciato un'eredità grandissima, nessun paese ha un poeta come Dante! perché lasciarlo confinato, nei libri, nei codici se pur prestigiosi?!

27 agosto 2010

Nicola di Ortonovo (La Spezia)

Ho sempre sognato di avere una casa a Nicola...
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va beh, facciamo la prossima volta...
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mio zio Sandro,"l'frato", mi menzionava questa fontana
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proprio al centro della piazza del pianello
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laggiù la mia piana...ma come ti hanno ridotto? costruzioni ovunque!
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questa è l'unica bouganville che mi piace! riesco a vederla fin da laggiù, quando sono al lavoro nella mia piana e i foresti mi chiedono del paesino in collina "vale la pena andarci?" e io gli dico che si chiama Nicola, che in greco era Mikauria, miniera d'oro, un toponimo d'origine bizantina, perché qua non ci siamo fatti mancare niente, nemmeno i Bizantini sotto la guida di Narsete. Ma non venitemi a dire che siamo "misti", no, noi liguri apuani non siamo misti, siamo "altri".

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Nicola! venivo all'asilo qua, quando c'erano le suore...ricordo suor Elisabetta, la madre superiora che era un po'in sovrappeso e poi un'adorabile maestra che si chiamava Milvia. Stasera sono salita fin davanti all'ingresso, per rivedere da dietro il cancello quel terrazzo grande grande...
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Quando vedo "la porta" avverto di essere tornata "a casa" e penso a mio nonno paterno, che era di Nicola...
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Ho sempre avuto l'impressione che anche i fiori e le piante a Nicola siano più belli che altrove...sarà l'aria, sarà l'acqua...
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e dunque: nicolese, anzi nicolesa per un quarto!
gli altri tre sono equamente attribuibili a Luni, Candia e Castelnuovo Magra!
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n.d.r. lo so, la foto è impietosa, ma oggi il programma del blog mi ha segnalato che qualcuno è capitato in queste pagine cercando la voce "monica bellucci", quindi un contentino dovevo pur darlo, insomma "Liz Taylor" va bene comunque, no?

21 febbraio 2008

Hasting

Hasting arrivò nella piana un giorno di fine febbraio del IX secolo d. C. Con un paio di navi attraccò la dove un tempo c'era il porto di Luna.
Lui e il suo seguito ristettero innanzi alla città. Tutto intorno c'era ancora tanto marmo bianco che il sole e i germogli verdi di quell'incipiente primavera, facevano risaltare nel suo candore. Non l'avevano mai vista una città, Hasting e i suoi, vichinghi com'erano, avvezzi alla vita di mare, ogni tanto quando tornavano in quella che noi oggi chiamiamo Danimarca, trovavano nella migliore delle ipotesi qualche baracca di legno. Alcuni di loro, imbarcatisi giovanissimi, ne avevano anche perso la memoria. E questa città mezza diroccata innanzi ai loro occhi, gli parve così bella e grande che credettero di essere arrivati niente meno che a Roma.
Ma nessuno si faccia l'idea che fossero dei gonzi i vichinghi, giacché la storia proverà esattamente il contrario.
Hasting scelse alcuni dei suoi dall'aspetto più rassicurante, affinché lo accompagnassero a un incontro con le autorità cittadine, o meglio l'unica autorità rimasta, in mezzo a pastori e contadini, che era il vescovo.
Va detto che il vescovo, in quella congiuntura anarchica che interessava l'intera penisola, faceva un po'di tutto, cioè esercitava anche la funzione di direttore amministrativo della città, quantunque molti degli autoctoni avrebbero voluto che facesse solo il vescovo e che si occupasse di anime, mentre per il governo della città avrebbero preferito una figura distinta, benché l' obiezione ricorrente era "Sci, cuscì a toca mantenerne doi!"
Era ancora pagano Hasting e pure tutti i suoi uomini, ma avevano vaghe cognizioni della "buona novella" e una volta presa familiarità con il vescovo gli chiesero di essere battezzati. Il vescovo presagì il colpaccio: 50 o 60 catecumeni non ti capitano tutti i giorni! Allora si misero d'accordo e di lì a poco tutti i vichinghi furono emendati dal peccato di Adamo e anche da quelli che fino ad allora avevano commesso, che non era poco per gente che campava di razzie e violenze.
Se non che poco dopo esser stato battezzato Hasting iniziò a sentirsi male: un gran imbarazzo prese il vescovo e gli uomini della piana, dato che Hasting era un uomo forte e nel cuore degli anni e in quei giorni aveva posato i suoi occhi azzurri anche su taluna delle autoctone, così pure le donne ne erano molto dispiaciute che si sentisse tanto male.
Mentre lui si consumava sul suo letto di sofferenze, protetto dai più fidi tra i suoi guerrieri, un po'più defilata una parte della sua compagine si diede a perlustrare i dintorni. Il clima gli piaceva,a quei pirati venuti dal Nord, quantunque i contadini si lamentassero che febbraio era il mese più freddo dell'anno. Qualcuno di loro assaggiò una cosa sconosciuta, una cosa che proprio in tutta la Danimarca non si poteva assaggiare: l'olio d'oliva.
Qualche altro invece si spaventò quando si vide passare innanzi le pecore. Tutte nere. Lì per lì pensò a qualche oscuro presagio, poi ebbe modo di capire che erano l'unico tipo di pecore presenti nella zona e se il loro formaggio era buonissimo, tutto sommato, sebbene nere, erano pecore come le altre. E anche le donne della piana, ritrovandosi intorno quei vichinghi dai baffi biondi e con gli occhi azzurri, come non ne avevano mai visti di quei colori, di lì a poco capirono che erano uomini come tutti gli altri.
Se non che la morte di Hasting obbligò tutti i suoi uomini a metter fine a quella piacevole vacanza e nella piana corse un pensiero comune: "mo lu chi i è mort'! mo com'a facian?".
Si, perchè essendo Hasting battezzato ora toccava fargli le esequie da cristiano! Anzi, riferirono i suoi emissari che l'ultima volontà del defunto richiedeva niente meno che un funerale officiato dal vescovo in persona, per di più dentro la basilica di Luna! Hai capito Hasting? che in cambio però avrebbe lasciato in eredità ai miei concittadini tutti i suoi beni conseguiti in una rispettabile vita da pirata. La perplessità fu generale, certo che beccarsi tutto quell'oro, quei beni preziosi, in cambio di un funerale in basilica non era cosa da poco!
Solo Titina cercò di avvertire i suoi concittadini dell'inopportunità di concedere la loro bella basilica, lei che era pure un po'istruita, anzi forse pure più istruita del vescovo e esclamò "timeo Danaos et dona ferentes", ma nessuno la capì, nemmeno il vescovo. E diffidava Titina di quelli che venivano da fuori, perchè tanti, ma proprio tanti anni fa, gliel'aveva raccontato sua nonna, che l'aveva saputo a sua volta dalla sua nonna, erano arrivati nella piana i barbari della Pannonia e si erano lasciati dietro una scia di sangue e violenze. "Lo sapete" gridò Titina nel corso di quell' infervorata assemblea " perchè non abbiamo più le mura a difesa della città? Perchè furono altri uomini, venuti dal Nord ad obbligare i nostri antenati a demolirle!" e continuò "Lo sapete cosa ha fatto Rotari alla nostra gente? è vero che lo sapete?".
Lo sapevano si, ma gli scocciava un po'dar retta a una donna.
E allora con un moto di disperazione supplicò i suoi :" Che autorità abbiamo noi per concedere la nostra basilica a uno straniero? Dobbiamo avere l'autorizzazione del papa! mandiamo un'ambasciata a Roma!".
Ma era consapevole che la cosa era troppo complicata, con un morto lì in attesa e poi avanzare una richiesta al papa di Roma per una questioncella di periferia, suvvia! Ammesso che poi ci fosse un papa in carica in quel momento, che magari è come ai nostri giorni quando aspetti qualcosa dal ministro e invece ti ritrovi senza governo e devi aspettare le elezioni.
E poi cosa sarà mai concedere in prestito la basilica per un'ora, in cambio di tutti quei tesori?
Il vescovo ne ebbe abbastanza e pensò che la faccenda la poteva risolvere lui e si apprestò a fare il funerale dentro la basilica.
E venne il giorno del funerale, con i vichinghi schierati, con le armi in bella mostra, a rendere omaggio ad Hasting, perchè si sa che il funerale d'un uomo d'armi, quantunque pirata, richiede un bello sfoggio di lance, pugnali, spade...
E fu così, narrano le cronache, ad un certo punto Hasting, il morto...che non era morto, si tirò sù e tagliò la testa al vescovo! che divenne poi San Ceccardo di Carrara. E i suoi uomini, dentro la basilica, armati, fecero man bassa di beni e i persone. I vichinghi se ne ripartirono lasciando dietro di se la solita scia di sangue, violenze e rapine che avevano fatto a loro tempo i Longobardi di Rotari. E prima di loro i Goti di Alarico.
Titina pensò che i suoi concittadini erano proprio incorreggibili, non sapevano imparare dalla Storia e così ogni tanto sarebbe sempre capitato dalle sue parti un furbo venuto da fuori a fregarli con la prospettiva di migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro.Perfino ad appioppargli una biglietteria automatica. E chissà ci sarebbe stata sempre qualcuna come lei a gridare che li stavano fregando, ma in quanto donna sarebbe comunque rimasta inascoltata.
Hasting proseguì le sue scorrerie in nave annoverando ora tra i suoi beni anche alcuni piccoli tesori sottratti al vescovo di Luna, ma per lo più le sue navi ripartirono con un cospicuo carico d'olio d'oliva di San Martino e botti piene di vino di Candia.
Eppure non si dava pace, che scappando da quella giornata di violenze le sue navi erano partite lasciando a terra un gruppetto di uomini. Si consolò in seguito,del resto non erano i più crudeli e i più falsi quelli lasciati laggiù nella piana, ma chissà che fine potevano aver fatto?
Io lo so. Perchè ho tanti parenti e amici, in Battilana , a Nicola e a Castelnuovo che hanno gli occhi azzurri.